Cari amici, come saprete a partire da gennaio sono entrate in vigore le class action e noi siamo partiti subito.
Forse però non tutti sanno esattamente in cosa consistono, e, sopratutto come funzionano.
Allora ecco una piccola spiegazione.
AZIONE COLLETTIVA CONTRO LE IMPRESE
Come noto dal 1 gennaio 2010 è possibile proporre l’azione collettiva per l’accertamento della responsabilità, per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni in favore della classe che abbia subito le conseguenze di condotte o pratiche commerciali scorrette; oppure che abbia acquistato un prodotto difettoso o pericoloso; oppure ancora che versi in una medesima situazione di pregiudizio nei confronti di un’impresa, in conseguenza di un inadempimento contrattuale; in conseguenza degli illeciti commessi dal 15 agosto 2009.
Tale azione collettiva persegue essenzialmente tre obiettivi :
- consentire l’accesso alla giustizia dei consumatori/utenti, che agiscono in proprio o dando mandato a un’associazione di tutela dei diritti dei consumatori, con la conseguente riparazione dei danni prodotti da illeciti di massa;
- economia processuale (un solo giudizio, anziché migliaia in tutta Italia con il rischio del contrasto di giudicati)
- l’effetto deterrenza dal compimento degli illeciti;
La class action, secondo quanto previsto dall’art. 140 bis del Codice del consumo può essere esercitata nei seguenti casi:
a) Diritti contrattuali
Rientrano in questa categoria tutti gli illeciti contrattuali, inclusi i diritti relativi ai contratti in cui il consumatore, anche non apponendo nessuna firma, accetta le condizioni generali previste per quel tipo di rapporto (ad. es trasporto passeggeri o merci) ai sensi dell’art.1341 c.c.; contratti conclusi mediante moduli o formulari (ad es. polizze assicurative, contratti bancari e finanziari) art. 1342 c.c.
Esempi di possibili azioni collettive:
- Clausole vessatorie incluse in contratti bancari; ingiustificati aumenti di costi, commissioni o polizze assicurative; bollette pazze;
- Disservizi nel trasporto di passeggeri o merci;
b) Prodotto difettoso
L’azione collettiva può essere proposta nei confronti del produttore di prodotto difettoso o pericoloso anche a prescindere dall’esistenza di un contratto.
Esempi di possibili class action:
- Qualsiasi prodotto pericoloso (vedi art. 103 codice consumo) che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, presenti rischio;
- Qualsiasi prodotto difettoso (vedi art. 117 codice del consumo) che non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere.
- Danni derivanti da farmaci.
c) Ristoro del pregiudizio derivato da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.
Si potrà proporre la class action contro quelle imprese che adottano comportamenti anticoncorrenziali (art. 2 L. 287/90) ovvero adottano pratiche commerciali scorrette (art. 20 codice del consumo e seguenti); con particolare riguardo verso quei comportamenti che influiscono sulla variazione dei prezzi di beni.
Esempi di possibili azioni collettive:
- Pratiche commerciali ingannevoli o aggressive, informazioni inesatte od omissioni che falsano o è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore (sconto promozionale, costi accessori)
- Cartelli tra imprese assicuratrici o dell’energia, produttori di pane o pasta, idonei a mantenere alti i prezzi di beni o servizi.
AZIONE COLLETTIVA CONTRO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
La cd. class action contro la P.A. può essere avviata al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio dal 15 gennaio 2010.
A differenza della class action contro le imprese, per questa azione collettiva non è prevista la retroattività né il risarcimento danni.
Ai sensi dell’art. 1 del Decreto legislativo 20.12.2009 n° 198 l’azione collettiva può essere promossa dai singoli aventi un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata ovvero da parte di associazioni e comitati a tutela degli interessi dei propri associati, per violazione di standard qualitativi ed economici, degli obblighi contenuti nelle Carte di servizi oppure dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali, nei seguenti casi:
a) Amministrazioni ed enti pubblici non economici nazionali
Per Enti Pubblici non economici nazionali si intendono, tra gli altri, l’INPS, l’INAIL, l’INPDAP, l’INPDAI
Esempi di possibili azioni:
- Mancata erogazione di pensioni; ritardi nei procedimenti o nell’emissione di provvedimenti; Cattivo funzionamento degli uffici aperti al pubblico;
b) Amministrazioni ed enti pubblici non economici locali e regionali
Per Amministrazioni locali ed enti pubblici non economici locali e regionali si intendono Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane e Isolane, Città metropolitane, Camere di Commercio
Esempi di possibili azioni:
- Cattiva manutenzione di strade;
c) Concessionari di servizi pubblici.
Per concessionari di servizi pubblici si intendono le aziende che gestiscono le forniture di acqua, elettricità, illuminazione pubblica, gestione parcheggi e trasporti urbani, nettezza urbana,
Esempi di possibili azioni:
- contestazione dell’addebito dei consumi; tardiva attivazione del servizio richiesto; attivazione di servizi non richiesti.
d) Contro le amministrazioni, gli enti pubblici non economici e i concessionari di servizi pubblici che svolgono funzioni o erogano servizi in materia di tutela della salute o in materia di rapporti tributari.
Si vedano gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, le Aziende Sanitarie Locali, gli uffici riscossione tributi.
Esempi di possibili azioni collettive:
- liste di attesa troppo lunghe per visite e analisi mediche
- degrado e mancanza di igiene in ambito ospedaliero.
Sono escluse dall’applicazione del presente decreto le Autorita’ amministrative indipendenti, gli organi giurisdizionali, le assemblee legislative e gli altri organi costituzionali nonche’ la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Esaminando i comunicati stampa delle Associazioni di consumatori e “navigando” su internet apprendiamo che sono state promosse le seguenti Class Actions
Ministeri Salute ed Economia / Cittadini ( rimborso vaccini - Codacons )
Ministero Pubblica Istruzione / Cittadini ( Restituzione di parte della Tassa Scolastica in relazione al sovraffollamento delle classi - Codacons )
Produttori Computer / Clienti ( Windows Microsoft preinstallato - Aduc )
Protezione Civile- sindaci-Province -Regioni / Cittadini di Roccaraso, Noli, Civitanova del Sannio, Erice, AciCastello, Santa Marinella, Mandatorriccio, San Lorenzo Maggiore, Gavazzana ( risarcimento dissesto idrogeologico - Codacons )
Unicredit-Bankitalia / Clienti ( calcolo interessi sui mutui - Adusbef )
Unicredit-Intesa San Paolo / Clienti ( Commissioni in sostituzione del massimo scoperto - Codacons )
VODEN MEDICAL INSTRUMENTS SPA / Consumatori EGO TEST FLU (Codacons )
Quindi vorrei che segnalaste qui, su questo blog, le “vostre” azioni di classe!