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GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO WORLD NO-TOBACCO DAY 2013

Ban Tobacco advertising, promotion and sponsorship Divieto di pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del tabacco XV CONVEGNO NAZIONALE TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 31 maggio 2013   GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO Leggi tutto »

AGENZIA DELLE ENTRATE: IL TAR DEL LAZIO RESPINGE IL RICORSO PER L’ANNULLAMENTO DEL CONCORSO ANCHE IN PRESENZA DÌ GRAVISSIMI DISORDINI DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE

SECONDO IL TAR DEL LAZIO È IMPOSSIBILE MEMORIZZARE TUTTE LE DOMANDE E TRASMETTERLE DA UNA SEDE ALL’ALTRA. IL CODACONS PRESENTERA’APPELLO Il Tar del Lazio con le sentenze n. 4547/13 e n. 4548/13 Leggi tutto »

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE Leggi tutto »

CHI SI SOMIGLIA SI PIGLIA: PERCHE’ PD E GRILLO NON SI PIGLIANO?

Su una cosa Pd e M5S sono in perfetta sintonia: la scelta di personaggi televisivi per i ruoli più importanti nelle nostre istituzioni. Ieri le varie anime del Pd rubavano agli schermi Leggi tutto »

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Leggi tutto »

CAPO DELLO STATO: NAPOLITANO HA AGITO BENE O MALE NELLA GESTIONE DELLA “CRISI” POLITICA?

OSPITO VOLENTIERI L’OPINIONE POLITICA DI UN CARO AMICO DA SEMPRE CONSULENTE DEL CODACONS.

MA NON VOGLIO ESPRIMERMI LASCIO I GIUDIZI AI LETTORI DEL BLOG

“Sono un matematico, non un giurista (dio me ne scampi) e sono stato il presidente del comitato promotore dei referendum ambientalisti del 2003, proposti dal CODACONS e depotenziati dal relatore della Corte Costituzionale Gustavo Zagrebelski. Il quale arrivò a dire in sentenza alcune imprecisioni, con tutta la Corte, attribuendo al comitato promotore di voler vietare tutte le possibili sostanze tossiche nei cibi, mentre il quesito parlava solo di quelle di cui all’elenco previsto dalla norma da abrogare. Il quesito circa i residui tossici nei cibi permessi dallo Stato non passò come non passò quello relativo ai rifiuti perché lo stesso relatore non vedeva la connessione tra la abrogazione degli incentivi del CIP6 agli inceneritori e la abrogazione della norma che consentiva ai comuni di smaltire come indifferenziati i rifiuti derivanti dalla raccolta differenziata. Entrambe norme del cosiddetto decreto Ronchi, per cui avemmo contro i DS. Ne risultò che solo uno dei referendum proposti passò – quello con meno appeal relativo alla abrogazione dell’elettrodotto coattivo art. 1056 CC – che comunque fu votato da dodici milioni di persone, incluso tutto l’elettorato DS che per la prima volta voltò le spalle ai dirigenti del suo partito. Né questi sentirono il bisogno di dimettersi.
Quella Corte era la stessa che poco dopo, nell’ottobre del 2003, abrogò tutte le leggi regionali di protezione dai campi elettromagnetici che scaturivano dalla precedente Sentenza della Corte stessa dell’aprile 1999, con la quale si riconosceva il diritto delle Regioni di assumere in materia sanitaria e ambientale misure più cautelative di quelle adottate dallo Stato e confermava perciò la validità della legge regionale Veneto sui campi elettromagnetici in alta frequenza n. 27 del 1993. La Corte con Zagrebelski e Chieppa fece di peggio. Non potendo non riconoscere la incostituzionalità del decreto legislativo Gasparri n. 158 del 2002 che consentiva di costruire installazioni wireless in deroga ad ogni strumento urbanistico, fece uscire la sentenza il giorno – 1 ottobre 2003 – in cui entrava in vigore il d.lgs. Gasparri n. 259 del 2003, detto codice delle comunicazioni elettroniche, che includeva al titolo IV tutto il decreto 158/2002, a meno della suddetta norma incriminata, sebbene il d.lgs. 158 svenisse dichiarato dalla Corte tutto incostituzionale.
Senza le sentenze di quella Corte non ci sarebbe verosimilmente la tolleranza per l’inquinamento da arsenico nelle acque, in molte regioni, né quello per immissioni di sostanze chimiche nell’aria, come all’ILVA di Taranto; e la protezione dai campi elettromagnetici avrebbe tutelato di più evitando alcuni dei tumori che stanno emergendo. Né ci sarebbe stata la crisi di Napoli e del Sud d’Italia per i rifiuti perché sarebbe stata stroncata la manovra di far costruire inceneritori mediante i quali smaltire i rifiuti dalla stessa non trattati, dietro il corrispettivo miliardario concesso da Stato e Regioni.

Oggi lo stesso Zagrebelski va dicendo che sì il Presidente Napolitano ha un po’ forzato ma è rimasto nel solco della Costituzione.
I giuristi dimenticano spesso – o non hanno mai appreso – che tra le premesse di una deduzione, quale è quella che è necessaria per l’accertamento di una condotta in contrasto con le leggi e la Costituzione, devono essere considerate, come validi presupposti tutte le proposizioni vere, cioè nel caso di specie tutte le proposizioni deducibili dai principi costituzionali, non solo quelle direttamente collegate al caso esaminato.

Così tra le proposizioni vere, da assumere come premessa della deduzione che possa accertare il comportamento anticostituzionale e antidemocratico – anche – di un Presidente della Repubblica, c’è la seguente:
“il Presidente della Repubblica è soggetto alle leggi”, anche se una norma dice che egli non è punibile per le trasgressioni della legge che non portino a un attentato alla Costituzione o alla democrazia.
Dunque nell’accertamento di una condotta eventualmente anticostituzionale di un Presidente della Repubblica deve essere accettata come premessa anche la proposizione che esprime la soggezione del Capo dello Stato alla legge (principio già in voga ai tempi di Mosè!), che si desume dal fatto che la Costituzione in diversi articoli fa riferimento alle leggi come strumento di attuazione dei suoi principi.
E conseguentemente è vera la proposizione: “il Capo dello Stato deve rispettare la legge elettorale”.

Napolitano ha operato politicamente, allontanandosi – mi sia consentito – da quel concetto di terzietà conservata dai Capi dello Stato che l’hanno preceduto per cambiare la maggioranza parlamentare uscita dalle elezioni, sia nella scorsa legislatura, sia nella attuale, in contrasto non già di una norma esplicita della Costituzione ma della legge elettorale vigente, la quale assegna a una coalizione un rilevante premio di maggioranza alla Camera e premi di maggioranza al Senato, al fine evidente di garantire la governabilità: non una “occupazione bulgara” del Parlamento, come è avvenuto consentendo che le coalizioni presentatesi alle elezioni si sfaldassero in Parlamento dopo avere – quella di maggioranza relativa – incassato il premio di maggioranza (il PdL e la Lega Nord nella passata legislatura, il PD e SEL nella attuale).

E’ evidente che la maggioranza tra PDL, Gruppi centristi e PD, costituitasi, nella precedente come nell’attuale legislatura non è mai stata votata da nessuno anzi si è costituita entrambe le volte disarticolando le coalizioni che si sono presentate alle elezioni, in nome dell’apparentamento delle quali, i partiti che non si sono apparentati e che si sono presentati da soli non hanno avuto accesso al Parlamento (Sinistra Arcobaleno e Rivoluzione Civile, nella passata e nell’attuale legislatura), anche avendo superato la soglia del 2% dei voti, permessa ai partiti presentatisi in coalizione.
Con il conseguente triplice effetto: a) che governa una coalizione che se si fosse presentata alle elezioni come tale avrebbe raccolto in Parlamento il 58% dei seggi, senza usufruire dunque del premio di maggioranza che prevede la legge elettorale, che deve essere rispettata da tutti, anche dal Capo dello Stato ed anche dai gruppi parlamentari costituiti in Parlamento, che sono realtà politica uscita dalle elezioni non meno dei singoli deputati eletti, ai quali soli è riconosciuta la libertà dal vincolo di mandato; b) che siedono in Parlamento formazioni politiche che non siederebbero (Fratelli d’Italia e altre ancora più piccole) se si fosse presentata la coalizione che oggi governa, con continuità dalla seconda parte della passata legislatura, perché non hanno raggiunto il 4% dei voti previsto come soglia dalla legge elettorale ma solo il 2%, mentre non siedono in Parlamento formazioni politiche più grandi che hanno superato il 2% dei voti; c) che una delle Commissioni di garanzia del Parlamento è presiedute da un deputato eletto nella coalizione di maggioranza PD-SEL uscita dalle elezioni e che ha usufruito del premio di maggioranza e un’altra – la delicatissima commissione di coordinamento dei servizi segreti – è presieduta da un eletto nel movimento – che non so definire – (si veda la espulsione di Borghezio dal gruppo di appartenenza del Parlamento Europeo) che ha usfruito del premio di maggioranza al Senato, essendo risultata la coalizione Pdl-Lega Nord prima in alcune regioni. Entrambe non sono state attribuite all’unica formazione politica che è certamente all’opposizione e che non ha usufruito di alcun premio di maggioranza, mentre la Giunta per le autorizzazioni a procedere è presieduta da Ignazio La Russa che ha usufruito dell’accesso consentito alla stessa coalizione PD-Lega Nord-FdI che si è disarticolata dopo avere ottenuto l’elezione dei suoi parlamentari in base al richiamato meccanismo della legge elettorale.

Si può dunque affermare come vera la proposizione: I – né la maggioranza in Parlamento né la maggioranza di Governo esprimono il voto democratico espresso dagli elettori;
E come vera la seguente proposizione: II – il premio di maggioranza di cui la coalizione di maggioranza in Parlamento e la coalizione di Governo hanno (indebitamente) usufruito dà loro una rappresentanza istituzionale sproporzionata rispetto alla rappresentanza elettiva alterando la vita democratica del Paese.

In tale situazione il Capo dello Stato, lungi dal poter essere promotore di tale alterazione della vita democratica come è stato imponendo al Parlamento il Governo Monti e poi il Governo Letta sorretti da una maggioranza che ha disarticolato le coalizioni che si sono presentati alle elezioni, non poteva fare altro che sciogliere le Camere ex art. 88 Cost.

Averlo omesso costituisce, a parere di chi scrive, un vulnus alla Costituzione, così come l’aver promosso la creazione, in Parlamento come nel Governo, di maggioranze non uscite dalle elezioni costituisce un vulnus alla democrazia, per i quali seppur la nostra Costituzione preveda il procedimento di impeachment, nessuna delle nostre forze politiche ha – neanche lontanamente – inteso avviare, neanche fossimo in una situazioni di regime (trasparenza e buon senso avrebbero imposto altro, ma tant’è questa è diventata la Nostra Povera Italia…).

Si può anche asserire che concorre a qualificare come non pienamente conforme ai principi della democrazia il comportamento del Capo dello Stato nello scorcio finale della passata legislatura, che ha influenzato il Parlamento nella elezione del Presidente della Repubblica nella presente legislatura, prefigurando con la costituzione della Commissione dei saggi, che non era in suo potere costituire ma solo nella competenza dell’Esecutivo, il futuro politico che egli, da Capo dello Stato avrebbe assicurato. Un vantaggio competitivo non concesso a nessun altro cittadino eleggibile e neanche a nessun capo politico rappresentativo di una formazione politica eletta.

Per quanto sopra è evidente che il nostro Paese è stato vittima di un “qualcosa” (i posteri potranno darne l’effettiva definizione) che ha cambiato le sue istituzioni, Parlamento, Capo dello Stato, Governo, rispetto al voto democraticamente espresso, e che pretende oggi di cambiare la Costituzione, con uno strumento, la commissione dei 35 saggi non contemplato dalla Costituzione stessa”.

PER QUANTO MI RIGUARDA NON VOGLIO – PER IL MOMENTO: MA SOLO PER IL MOMENTO – ESPRIMERMI.

Lascio a Voi ogni commento!

BOND CONVERTENDO BPM

Prosegue presso il Tribunale Penale di Milano il procedimento per la grande  truffa BPM Convertendo. Migliaia di risparmiatori ancora una volta ingannati dalle banche, questa volta attraverso la sottoscrizione di obbligazioni-truffa, ossia strumenti speculativi con altissime probabilità di perdita ma presentate come sicure e convenienti.

Se hai sottoscritto anche tu le obbligazioni della Banca Popolare di Milano ‘Convertendo 2009-2013 6,75%’ segnalaci la tua vicenda: scrivici e ti indicheremo come chiedere il risarcimento dei soldi perduti con le obbligazioni truffa!

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO WORLD NO-TOBACCO DAY 2013

Ban Tobacco advertising, promotion and sponsorship
Divieto di pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del tabacco
XV CONVEGNO NAZIONALE
TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO
NAZIONALE

31 maggio 2013

 

GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO
WORLD NO-TOBACCO DAY 2013
Ban Tobacco advertising, promotion and sponsorship
Divieto di pubblicità, della promozione e della sponsorizzazione del tabacco
XV CONVEGNO NAZIONALE
TABAGISMO E SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE
31 maggio 2013
organizzato da
ISTITUTO SUPERIORE DI SANITÀ
MINISTERO DELLA SALUTE
ISTITUTO DI RICERCHE FARMACOLOGICHE “MARIO NEGRI”
SOCIETA’ ITALIANA DI TABACCOLOGIA

Venerdì 31 maggio
8.30 Registrazione dei partecipanti
9.00 Indirizzi di benvenuto
F. OLEARI
Presidente Istituto Superiore di Sanità
E. Garaci
Presidente Consiglio Superiore di Sanità
G. Ruocco
Direttore Generale Prevenzione, Ministero della Salute
S. Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”
B. Tinghino
Presidente Società Italiana Tabaccologia
Intervento di Ferrovie dello Stato Italiane sul progetto “sFreccia contro il fumo”
È stata invitata l’On. Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
I SESSIONE
Moderatori: S. Garattini
9.30 L’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga presenta il Rapporto Nazionale sul Fumo 2012
R. Pacifici
10.00 Le azioni del Ministero della Salute nella lotta al tabagismo
D. Galeone
II SESSIONE
Moderatori: P. Zuccaro, A. Mangiacavallo
10.30 Malattie e morti da fumo fino al 2050: ruolo chiave della cessazione dal fumo
C. La Vecchia
10.50 Trattamenti per smettere di fumare: quando a carico del SSN?
S. Nardini
11.10 Il polonio nei fumatori
V. Zagà
11.30 Intervallo
III SESSIONE
Moderatori: R. Pacifici, D. Galeone
12.00 Tavola rotonda
La sigaretta elettronica
INTERVENTI
A. Fonda
R. Polosa
B. Tinghino
G. Mangiaracina
C. Rienzi
13.00 Conclusioni
RELATORI E MODERATORI
A. Fonda Ministero della Salute, Roma
D. Galeone Ministero della Salute, Roma
S. Garattini Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano
C. La Vecchia Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”, Milano
A. Mangiacavallo Già Presidente della Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi, Roma
G. Mangiaracina Università “La Sapienza”, Unità di Tabaccologia, Roma
S. Nardini Presidio Ospedaliero di Vittorio Veneto, Treviso
R. Polosa A.O. Universitaria Vittorio Emanuele, Catania
R. Pacifici Istituto Superiore di Sanità, Roma
C. Rienzi CODACONS, Roma
G. Ruocco Ministero della Salute, Roma
B. Tinghino Società Italiana di Tabaccologia, Milano
V. Zagà AUSL Bologna, UO Pneumotisiologia Territoriale, Bologna
P. Zuccaro Istituto Superiore di Sanità, Roma
Segreteria Scientifica
R. PACIFICI
Dipartimento del Farmaco
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma
Tel. 06 49902909
Fax 06 49902016
e-mail: roberta.pacifici@iss.it
Segreteria Tecnica
A. BACOSI, S. DI CARLO, R. DIGIOVANNANDREA, A. DI PUCCHIO, E. PIZZI
Osservatorio Fumo Alcol e Droga
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma
Tel. 06 49902909/06 49903653
Fax 06 49902016
e-mail: osservatorio.fad@iss.it
www.iss.it/ofad
Ufficio Stampa
M. TARANTO
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – 00161 Roma
Tel. 06 49902950
Fax 06 49387154
e-mail: ufficio.stampa@iss.it
INFORMAZIONI GENERALI
Sede
Aula Pocchiari
Istituto Superiore di Sanità
Viale Regina Elena, 299 – Roma
Iscrizione
La partecipazione al Convegno è gratuita.
Per motivi organizzativi si prega di comunicare la propria adesione alla Segreteria Tecnica via fax al numero 06 49902016 utilizzando la scheda di iscrizione disponibile sul sito www.iss.it/ofad, alla sezione “Appuntamenti”.
Attestato di partecipazione
Al termine del Convegno sarà rilasciato un attestato di partecipazione a chi ne farà richiesta.
Non sono previsti crediti ECM

AGENZIA DELLE ENTRATE: IL TAR DEL LAZIO RESPINGE IL RICORSO PER L’ANNULLAMENTO DEL CONCORSO ANCHE IN PRESENZA DÌ GRAVISSIMI DISORDINI DURANTE LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE

SECONDO IL TAR DEL LAZIO È IMPOSSIBILE MEMORIZZARE TUTTE LE DOMANDE E TRASMETTERLE DA UNA SEDE ALL’ALTRA. IL CODACONS PRESENTERA’APPELLO

Il Tar del Lazio con le sentenze n. 4547/13 e n. 4548/13 ha respinto ieri i due ricorsi presentati dal Codacons e da numerosi candidati con cui si chiedeva di annullare le prove per il concorso indetto dall’Agenzia delle Entrate, tenutesi l’8 giugno del 2012 e, come noto, caratterizzate da una serie di disordini e fughe di notizie.

Secondo i giudici del Tar (sez. II, Pres. Luigi Tosti, Rel. Silvia Martino) non vi sarebbe alcuna prova “circa le interferenze che si sarebbero verificate fra le sedi, o, comunque circa possibili illeciti consistenti in comunicazioni dei candidati con l’esterno, volte a conoscere anticipatamente il contenuto delle prove” e che “neppure risulta verosimile che siffatti illeciti siano stati commessi considerando la cadenza temporale degli eventi.”

Tuttavia, anche il Tar Lazio ammette che ci sono stati ritardi tra le diverse prove ma li giustifica affermando che il ritardo con cui sono iniziate le prove, nelle varie sedi, non era né previsto né prevedibile, di talché non è neanche possibile ipotizzare l’esistenza di accordi fraudolenti o piani concordati per conseguire notizie da altre sedi circa il contenuto delle prove.”

Infine, secondo Tar sarebbe stato impossibile per i concorrenti memorizzare tutte le domande e trasmetterle da una sede all’altra, atteso che molti di loro erano ormai isolati dall’esterno.

Il Tar non ha tenuto minimamente conto degli illeciti commessi durante le prove, dell’uso del cellulare da parte dei concorrenti, della possibilità di comunicare verso l’esterno, del continuo via vai verso i bagni e soprattutto dell’inizio sfalsato delle prove tra le diverse sedi d’Italia, circostanze che determinano una violazione delle norme e dei principi generali inerenti lo svolgimento delle prove selettive in materia di pubblici concorsi – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Per tale motivo sarà inevitabile per il Codacons e per i candidati ricorrere in appello al Consiglio di Stato”.

RAI: MEGA CLASS ACTION PER 17 MILIONI DI ABBONATI

DOPO IL BLITZ DELLA GUARDIA DI FINANZA NEGLI UFFICI DELLA TV PUBBLICA, CODACONS E ASSOCIAZIONE UTENTI RADIOTELEVISIVI LANCIANO UNA AZIONE RISARCITORIA

POSSIBILE COSTITUIRSI PARTE OFFESA NEL PROCEDIMENTO APERTO DALLA PROCURA SULLE SPESE DELL’AZIENDA

E INTANTO GUBITOSI E TARANTOLA RIFIUTANO DI ACQUISIRE DAL CODACONS IL DOSSIER SUGLI SPRECHI RAI. CRITICHE ANCHE VERSO I COMPONENTI DEL CDA DI AREA PD

 

La Guardia di Finanza ha effettuato nei giorni scorsi un blitz negli uffici della Rai a Roma, acquisendo carte e documentazione nell’ambito dell’inchiesta avviata di recente dalla magistratura capitolina.
Lo rende noto il Codacons, che sulle spese della tv pubblica ha presentato di recente un corposo dossier alla Corte dei Conti e alla Procura di Roma, proponendo un incontro al DG Rai Luigi Gubitosi e al Presidente Anna Maria Tarantola proprio per sottoporre alla loro attenzione le spese folli dell’azienda. Richiesta rimasta finora lettera morta.
E dopo il blitz delle Fiamme Gialle Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi affilano le armi legali e lanciano una mega class action per far ottenere ai circa 17 milioni di abbonati Rai il risarcimento dei danni prodotti da una gestione economica “spavalda” dei soldi pubblici raccolti attraverso il canone: tutti coloro che hanno pagato il canone Rai negli ultimi 5 anni, possono presentare querela individuale e costituirsi parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura di Roma, così da avviare l’iter per ottenere, qualora vi siano sviluppi dell’inchiesta e siano accertate irregolarità, il risarcimento dei danni subiti in qualità di soggetti offesi da reato (per una somma non inferiore a 552,5 euro ad abbonato, pari al canone pagato negli ultimi 5 anni).
Non c’è dubbio infatti che l’abbonato Rai risulta doppiamente danneggiato da una gestione errata dei fondi della tv pubblica – spiegano Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi – Se da un lato vi è un uso scriteriato se non un vero e proprio sperpero dei soldi dei cittadini, dall’altro vi è un peggioramento del servizio e della qualità dell’offerta televisiva, poiché le risorse vengono utilizzate in modo errato.
Per tale motivo tutti gli abbonati Rai possono scaricare il modulo pubblicato da oggi sul sito www.codacons.it (vedi link riportato a fine pagina) e ottenere l’assistenza (totalmente gratuita per chi destinerà il 5×1000 all’associazione) per presentare la denuncia/querela e costituirsi parte offesa.
Intanto il Codacons attacca duramente i membri del CdA Rai di area Pd (Gherardo Colombo e Benedetta Tobagi) i quali, ingessati dai sindacati dei giornalisti, non solo non muovono un dito per combattere corruzione e sprechi, ma addirittura, vedi il caso di Colombo, attaccano ferocemente il partito che li ha nominati all’interno della Rai, senza però dimettersi dal proprio incarico. E pensare che anche a loro l’associazione si era rivolta, segnalando non solo i compensi esagerati elargiti ad alcuni personaggi televisivi (come Bobo Vieri o Gianni Rivera, questione su cui ora indaga la Corte dei Conti), ma anche l’iter assolutamente irregolare seguito per la nomina di Gubitosi, imposto dal premier Monti. Tutte questioni per le quali i due consiglieri hanno mostrato totale indifferenza.

CHI SI SOMIGLIA SI PIGLIA: PERCHE’ PD E GRILLO NON SI PIGLIANO?

Su una cosa Pd e M5S sono in perfetta sintonia: la scelta di personaggi televisivi per i ruoli più importanti nelle nostre istituzioni. Ieri le varie anime del Pd rubavano agli schermi televisivi nomi noti al pubblico coma Lilli Gruber, Michele Santoro, e altri giornalisti conosciuti più per il loro viso che non per le doti politiche, e li mandavano a ricoprire incarichi istituzionali anche delicati. La stessa cosa oggi la fa il M5S, che candida Milena Gabanelli alla Presidenza della Repubblica. E domani potremmo avere Fabio Fazio Presidente del Senato, Floris Ministro dell’economia e Maria De Filippi al Ministero dell’Istruzione.

Ma perché Pd e grillini hanno questa sorta di dipendenza dalla tv? Perché non scelgono per i posti chiave della vita politica ed istituzionale italiana, soggetti della società civile che davvero si sono fatti il “mazzo” per il nostro paese sporcandosi le mani e mettendoci la faccia (ma non davanti a una telecamera!)??

E a quei grillini che sembrano possibilisti circa l’elezione di Romano Prodi al Quirinale, e che così facendo dimostrano una certa ignoranza, noi ricordiamo che fu proprio Prodi ad aprire le porte all’allora presidente degli Stati Uniti, George Bush, facendosi espropriare una parte del Veneto attraverso l’incredibile vicenda della base Usa “Dal Molin” a Vicenza.

Forse il Codacons deve ricordare al Pd e al M5S cosa scriveva Prodi qualche anno fa a Bush, e cioè esattamente questo:

“Carissimo George, desidero confermarti la decisione del mio Governo di dare il proprio assenso all’allargamento della base USA di Vicenza, attraverso l’utilizzazione dell’aeroporto Dal Molin della stessa città”.

Farebbero bene i nostri partiti politici a prestare più attenzione nella scelta dei nomi dei soggetti che vorrebbero far sedere su poltrone importanti, ripassando la storia recente e basandosi sul merito più che sull’audience.

RAI: DOPO LE DECISIONI DELLA PROCURA DI ROMA SULLO SCANDALO “AFFARI TUOI”, IL CODACONS LANCIA UNA CLASS ACTION

TUTTI I TELESPETTATORI DELLA TRASMISSIONE CHIEDANO I DANNI PER LA TRUFFA SUBITA

SUBITO ACCERTAMENTI SUL GIOCO DEI PACCHI

Dopo le clamorose decisioni del procuratore aggiunto Leonardo Frisani sulla vicenda della trasmissione di Raiuno “Affari tuoi”, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi annunciano oggi una class action a tutela dei telespettatori Rai.

Ciò che denunciavamo da anni è stato finalmente riconosciuto dalla Procura: il gioco dei pacchi “è stato assolutamente scorretto” e i concorrenti erano “in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi”. Le conclusioni del Pm di fatto sono le medesime alla base di numerose denunce del Codacons – spiega l’associazione – e aprono ora un nuovo fronte: quello dei risarcimenti ai telespettatori del programma, la cui buona fede è stata evidentemente lesa.

Se infatti il meccanismo del gioco era scorretto, e i concorrenti sapevano in quali pacchi si nascondevano i premi più importanti, la base stessa della trasmissione è risultata falsata, con la conseguenza che chi da casa ha assistito al gioco negli anni oggetto di irregolarità, ha subito una forma di raggiro, venendo meno quell’alea che rappresenta le fondamenta del programma.

Sulla base di tali principi e delle pesanti conclusioni della Procura di Roma, il Codacons e l’Associazione Utenti Radiotelevisivi hanno deciso di avviare una class action contro la Rai, alla quale possono partecipare tutti gli utenti, in regola con il pagamento del canone, che hanno assistito alle varie puntate del programma, e che intendano essere risarciti per la forma di truffa subita. A breve sul sito www.codacons.it il modulo da compilare per fornire la preadesione all’azione risarcitoria.

Intanto le due associazioni chiedono un provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei Notai nei confronti dei due notai della trasmissione che, secondo il Pm, “conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori”. Non solo. Per Codacons e Associazione Utenti Radiotelevisivi devono ora essere svolti rigorosi accertamenti sul gioco dei pacchi e, nel caso di eventuali irregolarità, deve essere disposto il blocco del programma.

LASCIATE QUI LA VOSTRA PRE ADESIONE ALLA CLASS ACTION!

Una petizione a favore del DPA: la Befree Community lancia “Liberi di essere. No alle droghe”

Con lo slogan “Liberi di essere. No alle droghe”, la Befree community ha lanciato una raccolta di firme per sostenere le attività di prevenzione dall’uso di droghe portate avanti dal Dipartimento Politiche Antidroga, sotto la guida di Giovanni Serpelloni.
“Qui non c’entra la politica ma solo il tuo buon senso e la tua salute” è quanto viene ricordato dalla nostra Community, insieme al fatto che i giovani diventano sempre più consapevoli che usare droghe è una vecchia moda e un vecchio retaggio non più accettabile che porta danni fisici e mentali che compromettono anche il loro livello di intelligenza.
Con la richiesta che il Dipartimento Politiche Antidroga e il suo capo Giovanni Serpelloni continuino a svolgere il loro prezioso lavoro, apprezzato dalle organizzazioni nazionali e internazionali, la Befree community chiede di sostenere l’iniziativa firmando e diffondendo a tutti i tuoi amici e conoscenti la petizione:

 

Entra nel link

https://www.change.org/it/petizioni/a-tutti-i-ragazzi-vogliamo-dire-liberi-di-essere-no-alle-droghe-sostieni-le-attivita-di-prevenzione-del-dpa

 

FIRMA E FAI FIRMARE!

 

Ilaria Cielo e Gianpietro Forti

MPS: IL CODACONS NON SI ARRENDE E DEPOSITA APPELLO AL CONSIGLIO DI STATO PER BLOCCARE I MONTI-BOND

Il prossimo 22 marzo il Consiglio di Stato deciderà se bloccare o meno i Monti-bond. Il Codacons ha infatti presentato appello ai giudici di Palazzo Spada, contro la decisione del Tar Lazio che aveva respinto il ricorso dell’associazione.

Alla base dell’appello del Codacons, nuovi elementi emersi in merito alla concessione del prestito a MPS, che potrebbero rendere nullo il relativo decreto, per falsità dei presupposti.

Clicca qui per leggere il testo dell’appello presentato!

VOTO GRILLO PERCHE’ NON VOTO GRILLO

Dopo lungo pensare ho deciso di votare per Grillo perché:

  1. Perché non voto Grillo che non è candidato e fa meglio a continuare a fare il comico e smettere di urlare sguaiatamente, ma voto per un gruppo di sprovveduti che , passeranno in buona parte al gruppo misto subito dopo le elezioni per non dover rispettare le regole e rinunciare alla succosa prebenda parlamentare, ma almeno faranno (è una speranza solo una speranza) da argine alle peggiori schifezze dei partiti
  2. Perché, nonostante lo abbia definito “questurino” manettaio e grande estimatore del carcere preventivo, insieme a di pietro e travaglio  (vedi mio vecchissimo intervento sul blog) costituisce la unica eccezionale occasione di dare un valore al voto per noi cittadini qualunque, come botta di mazza sulla testa dei partiti corrotti, opportunisti, iattura del nostro Paese e solo attaccati al potere, pronti a qualsiasi compromesso….una occasione così non ci capiterà mai più…
  3. Perché quando il CODACONS ha proposto al PD di designare come assessori alcuni rappresentanti VERI della società civile il buon Pierluigi Bersani nemmeno ha risposto …
  4. Perché non voglio votare per la massoneria che sta dietro ai professori che regalano milioni agli ospedali della Chiesa pochi giorni prima di scendere (non salire) in politica, che premiano le “tarantole” che non hanno visto nemmeno la trave del Monte dei Paschi di Siena quando stavano alla vigilanza della Banca d’Italia, ma anzi le  hanno premiate mandandole a dirigere la RAI di cui non capiscono assolutamente nulla, e  regalando a MPS  3,9 miliardi sfilati dalle nostre tasche di euro con i Montibond….per far contento il PD quando ancora gli prometteva il Colle
  5. Perché non voglio continuare a votare per Casini e Fini che nel ventennio già vestivano i panni della “poilitica”, o oggi campano ancora solo perché hanno compagne – nonostante scomunicati perché divorziati- dai nomi altisonanti nel mondo dei media, e cardinali di sostegno che sanno perdonare chi divorzia …se conviene
  6. Perché non voglio votare per chi sotto banco già si è alleato con quella massoneria
  7. Perché mi fa ribrezzo un signore che imita Crozza che va a prendersi i voti (candidandosi dove non è eleggibile) di quei mafiosi che ha indagato fino a pochi giorni fa come Magistrato e che ha raccolto la monnezza di un fallito ex di Pecoraro Scanio e di un ex questurino sputtanato finalmente dai suoi stessi ex compagni da Scilipoti in giù
  8. Perché non mi va di votare per uno che ha solo il pregio di vestire in modo eccentrico con o senza laurea che sia…
  9. Perché non credo che le elezioni siano un momento in cui si decidono le sorti del Paese, che vengono invece  decise a piazza affari o nelle riunioni dei fondi sovrani cinesi e americani
  10. Perché credo che solo “cose” come il CODACONS  fanno politica davvero e in modo sano (almeno all’80%)

 

INTANTO FACCIO COSI’…POI VEDRO’ LA PROSSIMA VOLTA COME E’ ANDATA….

 

Carlo Rienzi