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OBBLIGO DELLA SCATOLA NERA, CHI SE NE PUÒ APPROFITTARE

Cari amici, quest’estate la Commissione Industria del Senato ha approvato l’emendamento che obbliga la presenza della scatola nera su tutti i veicoli entro il 2017. Per essere precisi, si hanno 12 mesi Leggi tutto »

TERMOSIFONE CON TERMOSTATO (Silvano Del Puppo, MILANO - 2009-09-15) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

TERMOSIFONI, ATTENTI AGLI OBBLIGHI

Cari amici, ora che è arrivato l’autunno e la bella stagione sembra un ricordo lontano, tornano anche il problema dei riscaldamenti. Problema, si, perché oltre all’innegabile utiltà dei termosifoni, bisogna prestare attenzione Leggi tutto »

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RISPUNTA IL PROGETTO DEL PONTE SULLO STRETTO. SIAMO IMPAZZITI?

Cari amici, non ho mai creduto nella reincarnazione, ma dopo aver sentito parlare (per l’ennesima volta) del Ponte sullo Stretto non ho avuto più dubbi. Già, il nostro caro premier ha pensato Leggi tutto »

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TRUFFE ONLINE, PRESTATECI OCCHIO!

Cari amici, il mondo dei social è una realtà inarrestabile, dalle indiscutibili potenzialità, ma anche irto di insidie. Per questo voglio mettervi in guardia su alcuni pericoli che, se riconosciuti, possono essere Leggi tutto »

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INCENTIVI ALLE FAMIGLIE: DUE MODELLI VIRTUOSI, TRENTINO E VALLE D’AOSTA

Cari amici, dopo giorni di polemiche contro il Fertility day e la disastrosa campagna pubblicitaria promossa dal Ministero della Salute, mi piacerebbe proporvi esempi in positivo: politiche di autentica promozione alla natalità Leggi tutto »

APPUNTI DAL FORUM DELL’AGRICOLTURA DI CERNOBBIO

applauso

Qualche appunto sul Forum di Cernobbio di questi giorni, sulla base delle mie osservazioni.

Al Forum dell’Agricoltura, oggi Coldiretti ha dato voce alla Philip Morris. Il suo ad Sidoli, con grande orgoglio, prevede 200 milioni di fumatori in più ed esalta il grande business del tabacco in agricoltura. Tutto fantastico: l’unica cifra che gli sfugge riguarda gli 80000 morti all’anno – per causa diretta o indiretta – prodotti dal fumo.

L’unica speranza è rappresentata dal progetto di sostituire alla sigaretta un sistema IQOS non nocivo. I consumatori, da anni in guerra contro il veleno del fumo, attendono fiduciosi MA CON POCHE SPERANZE.

Dopo il tabacco la parola al reduce di 4 guerre mondiali che esalta l’esposizione della sua fondazione a New York: qui, egli mette in mostra i bellissimi parchi italiani e li presenta al mondo. Bene, bravi, bis. Peccato che non parli anche dello sfascio totale dei parchi pubblici e nazionali, abbandonati o inattivi da decenni senza che nessuno muova un dito per impedirlo.

Il reduce, per dovere di completezza, è Alfonso Pecoraro Scanio.

Ancora: l’ad di Conad – per giustificare e non criminalizzare il grano straniero, con cui forse è fatta la sua pasta – ricorda che Alinari raffigurava a inizio secolo le navi di grano dall’Ucraina: dimentica però il resto, su cui cala un silenzio assoluto. E il resto non è di poco conto: quello che conta, e che andrebbe raccontato, è il modo in cui come viene coltivato il grano italiano, e a maggior ragione quello ucraino. Quest’ultimo, per noialtri, è un vero e proprio mistero: chissà che genere di trattamenti vengono eseguiti laggiù, mentre noi beatamente lo ignoriamo.

Infine. Il segretario generale Vincenzo Gesmundo interviene replicando a Conad e mette tutti in riga ricordando che se nel grano c’è il glifosato questo non corrisponde ai desideri dei consumatori. Il glifosato, infatti, si criminalizza da solo. In conclusione Gesmundo annuncia un importante contratto di filiera con il gruppo Casillo, il più grande importatore di grano del nostro Paese, per valorizzare il grano duro italiano – insieme a un altro relativo alla filiera della carne con Cremonini.

CR

IL PREMIO AMICO DEL CONSUMATORE NEL PROGRAMMA “RISONANZE” DELLA FESTA DEL CINEMA!

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Cari Amici,

oggi solo poche righe per annunciarvi che il Premio Amico del Consumatore 2017 – il riconoscimento che viene assegnato dall’Associazione ogni anno alle personalità del mondo civile, politico, imprenditoriale e dello spettacolo che più si sono distinte nel campo della difesa degli utenti – è stato inserito nel programma “Risonanze” della Festa del Cinema di Roma!

premio amico consumatore risonanze

Quest’anno parleremo di spreco alimentare: ci vediamo il 3 novembre 2017 presso il locale Spazio Tiziano Sottoesopra, in viale Tiziano 66/68!

A presto,

CR

PODCAST – IN DIRETTA A ISORADIO!

radio

A Isoradio ho parlato della campagna di sicurezza stradale #aprigliocchi, che abbiamo lanciato in questi giorni e che speriamo contribuirà a far diminuire gli incidenti stradali causati dall’uso del telefono cellulare. E non solo, ho parlato anche del caso multe in via di Portonaccio, che ha monopolizzato l’attenzione dei cittadini nel corso di questa torrida estate romana.

Stavolta non aggiungo altro. Di seguito il link al mio intervento:

A presto,

CR

CONCORSI TRUCCATI, IL SEGRETO DI PULCINELLA

aula università

Con che criterio sei stato escluso dal concorso? Col vile criterio del commercio dei posti”. Parole chiare, nette, inequivocabili. Ecco come è cominciato lo scandalo dei concorsi truccati.

LA REGISTRAZIONE

A parlare è l’ex docente di diritto tributario, Pasquale Russo. Stavolta però non si parla di diritto tributario – materia di competenza del Prof. Russo – ma dei meccanismi su come si diventa professore universitario. Niente di nuovo per molti frequentatori dell’ambiente: ma evidentemente notizia del tutto inattesa per quella parte d’Italia che finge di non sapere come funzionano le cose.

A registrare (di nascosto) la conversazione è un ricercatore, Philip Laroma Jezzi: a lui, oggetto dei ringraziamenti di tanti cittadini italiani (tanto che è nato un hashtag dedicato, #jesuisphilip!), dobbiamo l’esplosione di un caso nazionale.

LE ACCUSE

Apriti cielo. La registrazione, e l’indagine che ne è scaturita, hanno portato all’esecuzione di 29 misure cautelari a carico di altrettanti docenti universitari di diritto tributario su tutto il territorio nazionale: 7 sono finiti agli arresti domiciliari, 22 interdetti dall’attività per 12 mesi, quindi non possono insegnare. Per altri 7 docenti il gip Angelo Antonio Pezzuti valuta altre misure cautelari. Gli indagati sono complessivamente 59. L’accusa per tutti è corruzione.

LE REAZIONI

Il gip Antonio Pezzuti riassume la questione parlando di “totale spregio per il rispetto del diritto (messo in atto) proprio da professori che sarebbero deputati a insegnare il valore di esso”. Accuse gravissime, che dovrebbero portare a un vero e proprio giro di vite sul mondo universitario.

Eh già, perché nelle nostre aule (purtroppo) casi simili non sono affatto rari. Due esempi, basati sulla mia esperienza diretta: il primo riguarda una ricercatrice universitaria di agraria assistita dal Codacons la quale, nel lontano 1990, sostenne un concorso a La Sapienza per professore associato e venne ingiustamente bocciata. Ne scaturì un ricorso vinto sia al Tar sia al Consiglio di Stato, dove i giudici riconobbero le gravi scorrettezze commesse dalla commissione esaminatrice, e un procedimento penale da cui emersero intercettazioni dal contenuto incredibilmente simile a quello portato alla luce dalla recente inchiesta di Firenze.

Secondo esempio. Ecco cosa diceva un professore ai propri colleghi per indirizzare il concorso in favore di alcuni candidati:

“Prima di iniziare a leggere questa mia vi suggerisco di staccare il telefono e di chiudere a chiave la porta del vostro studio. si tratta del concorso di associato che va affrontato con il massimo impegno per evitare spiacevoli sorprese”;“ritengo che la migliore strategia per indebolire il ‘gruppo avversario’ sia quella di chiedere ai colleghi degli strati B, C e D anche una o più preferenze. Tutte le promesse vanno poi verificate puntualmente e continuamente con incroci non ‘sospetti’”. Dato che se tutto va bene sarò io a condurre il concorso, preferisco C. a G.”

Eppure, nelle reazioni della politica la parola d’ordine sembra essere una sola: “non generalizzare”.

NON GENERALIZZIAMO!

Per carità, non generalizziamo. Sappiamo tutti che ci sono migliaia di professori onesti, che svolgono egregiamente il loro lavoro e fanno onore alle Università in cui operano.

Questo refrain, però, ha sinceramente stancato. Ogni volta che succede qualcosa (e ne succedono, di cose), l’invito è sempre lo stesso: non generalizzare. Ma generalizzare non significa solo considerare alla stregua di potenziali criminali tutti i professori universitari d’Italia. Significa, magari, considerare i corsi e ricorsi nel tempo, e comprendere che magari il mondo universitario qualche problema ce l’ha.

IPOCRISIA, UNICA VIA

Basta leggere l’ipotesi accusatoria per capire che non ci troviamo davanti a un caso isolato.

Sistematici accordi corruttivi tra professori di diritto tributario finalizzati a rilasciare le abilitazioni all’insegnamento secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi”.

I “concorsi truccati” nelle Università italiane rappresentano il classico segreto di pulcinella. Lo sanno tutti, ma non lo dice nessuno. Ecco perché chi oggi, come il Ministro Fedeli, si scandalizza per i fatti di Firenze dimostra solo grande ipocrisia. Nepotismo, favoritismi e corruzione sono all’ordine del giorno negli atenei italiani, già in passato sono stati portati alla luce scandali analoghi e chi è stato danneggiato ha ottenuto giustizia.

Scoprire che il “vile criterio del commercio dei posti” rappresenta ancora la regola è già abbastanza triste. Almeno, cerchiamo di non nascondere la testa sotto la sabbia.

CR

A Cernobbio è stata persa un’occasione per parlare dei problemi reali dei cittadini

cernobbio

Anche quest’anno al Forum Ambrosetti di Cernobbio abbiamo assistito alla solita sfilata di politici ed imprenditori che oramai mette tristezza e annoia. Tanti i temi trattati e le pompose dichiarazioni su aspetti macroeconomici, ma nessun riferimento ai problemi reali degli italiani. Ed è un vero peccato perché il Forum, mettendo insieme istituzioni, politica, imprese ed industria, potrebbe essere l’occasione di un confronto costruttivo nell’interesse dei cittadini i quali, tuttavia, risultano gli unici esclusi dal simposio.

 

Nessun rappresentante degli utenti o della società civile a Cernobbio, nessun intervento su questioni attuali che interessano in modo diretto le famiglie, nessun dibattito su concorrenza, tasse, sanità, lavoro, alimentazione e via dicendo. Non abbiamo sentito parlare, ad esempio, dello scandalo delle uova al fipronil e delle ripercussioni per i consumatori e per il settore alimentare, pur essendo un grave caso di attualità, ma nemmeno della questione dei vaccini obbligatori che sta gettando nel caos migliaia di famiglie. Nessun riferimento agli ospedali che non funzionano con i pazienti abbandonati nei corridoi e i decessi nelle corsie; agli episodi di violenza sulle donne, ai trasporti pubblici che non funzionano, agli eccessivi costi della giustizia, e alle molteplici questioni che interessano davvero gli utenti.

 

Così il Forum Ambrosetti si trasforma in una poco utile sfilata di politici che gli italiani disprezzano, e non apporta alcun reale contributo al Paese perché viene svilito a triste passerella di “big” dell’industria e della politica, con buona pace dei cittadini che dalle loro case continuano a pagare il prezzo dei tanti problemi del nostro Paese, senza poter dire la loro dai palchi che contano.

Finalmente si parla di fumo!

corto maltese

Diventa un caso la crociata del Codacons per cancellare le sigarette dalle tavole delle storie di Corto Maltese disegnate da Hugo Prat. “Non è una vera campagna di civiltà ma una pericolosa istigazione allo snaturamento delle opere d’arte”, attaccano il filosofo Giulio Giorello, il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il giornalista Fabio Canessa. E per “studiare e disinnescare” l’iniziativa di Carlo Rienzi i tre salgono in cattedra e la loro offensiva entra nelle aule universitarie.

L’idea è del rettore dell’Università di Aristan Filippo Martinez, oristanese doc, vulcanico autore-regista, scrittore, pittore, lui stesso docente di Regalità Individuale nell’ateneo da lui fondato, l’unico al mondo ad avere una facoltà di Scienze della Felicità che conferisce lauree in Teoria e tecniche di salvezza dell’umanità.

Due i master in programma che si terranno nell’anno accademico che sta per cominciare. Obiettivo, cancellare non solo l’iniziativa del Codacons, che si è rivolto alla Procura di Roma, all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e all’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni, ma anche tutte quelle analoghe che stanno fiorendo in Italia e nel mondo allo scopo, denuncia Martinez, “di censurare opere d’arte di ogni genere”. Il primo master si intitola “Fenomenologia di Carlo Rienzi” e vedrà come docenti Giulio Giorello e Fabio Canessa. Vittorio Sgarbi invece di occuperà del secondo, “Benedetti i cattivi”, e racconterà i buonismi e le ipocrisie salvifiche contemporanee.

I due corsi si terranno rispettivamente per la facoltà di Difesa collettiva e per quella di Prevenzione dell’idiozia. L’Università di Aristan, fondata da Martinez nel 2011, opera tra Oristano e Cagliari coinvolgendo per i suoi corsi di laurea docenti, artisti, scienziati, scrittori e intellettuali di spicco a livello nazionale. Uno dei corsi di maggior successo è stato proprio quello della Prevenzione dell’idiozia.

A MALI ESTREMI..

BLACK-LIST

Questione vaccini, siamo arrivati al dunque.

Non c’è bisogno di spiegarvi ancora i motivi della contrarietà mia (personale) e dell’Associazione. È invece il caso di dirvi che pubblicheremo sul nostro sito la lista nera con i nomi dei senatori che si esprimeranno a favore del decreto “vergogna”, e chiederemo agli italiani di ricordarsi di loro alle prossime elezioni e di non votarli. A mali estremi..

La ragione è semplice: il decreto sulle vaccinazioni presenta una serie di criticità e di errori tali da rappresentare un enorme danno per la collettività, trasferendo 1 miliardo di euro dalle tasche dei cittadini a quelle delle case farmaceutiche. Un provvedimento che, nonostante l’innegabile importanza dei vaccini, ha poco a che vedere con la salute pubblica, e dietro il quale si cela l’ombra sospetta di conflitti di interesse già segnalati all’Autorità Anticorruzione.

Ecco perché lo faremo: per permettere ai cittadini di esercitare i propri diritti democratici nella piena consapevolezza dell’accaduto. L’approvazione del decreto sulle vaccinazioni lede i diritti non solo delle famiglie contrarie all’obbligo vaccinale, ma dell’intera collettività, e pertanto i Senatori favorevoli devono rispondere della loro scelta alle prossime tornate elettorali.

P.S. L’unica strada possibile per opporsi al decreto è quella legale. È per questo che stiamo lavorando senza sosta da settimane. Nei Paesi democratici funziona così: i risultati sperati si ottengono tramite ricorsi, petizioni, manifestazioni, ecc. Altrimenti si torna alla legge della giungla. Nessuno si azzardi a propormi soluzioni illegali o qualcosa del genere: ho passato la mia vita a contatto con la Legge, non ho intenzione di abbandonare questa strada.

CR

IL MIO ARTICOLO RIFIUTATO

Ecco il mio articolo rifiutato da Huffingtonpost. In basso troverete le motivazioni del rifiuto:

POVERO RENZI CHE ORA CHIAMA “SOCIETA’ CIVILE” ANNIBALI, BURIONI E BERRUTO!!

Ho sperato fino all’ultimo che il PD si salvasse per costituire un bel polo democratico alternativo alla confusione pentastellata che potesse impedire a Berlusconi di ritornare al potere, non per odio verso la destra che anzi dove governa sta facendo molte cose buone, ma per avere almeno un faro chiaro sia pure in lontananza di alcune fondamentali riforme dello Stato, anche costituzionali, non offuscate dal totalitarismo che era annidato nella legge bocciata dal referendum costituzionale. Poi ho letto oggi che Renzi vuole aprire alla società civile ….bella idea! Ma sapete chi sarebbe ‘sta società civile? Non i sindacati dei lavoratori o i difensori dei diritti dei cittadini che da decenni i cittadini riconoscono come loro rappresentanti, portatori di interessi nati e cresciuti dal basso contro i palazzi del potere, ossia non quelli che si battono contro i vitalizi e i privilegi, gli abusi nei prezzi, nei ticket per il parcheggio, nelle truffe di Stato sulle banche, nelle azioni di classe contro i produttori disonesti o chi vuole riempire le città di slot machines installandole anche dentro le palestre delle scuole elementari, o ancora quelli che affrontano negli sportelli antistalking e nei Tribunali la violenza maschile…NO!! La società civile di Renzi saranno il c.t. della squadra di volley, ossia uno che sa insegnare a 15 ragazzotti come buttare con forza la palla dall’altra parte della rete facendo appassionare gli italiani notoriamente inclini al tifo sfegatato per la loro squadra; una povera donna vittima dello Stato stesso, prima ancora che della violenza dei maschi, e che porterebbe la propria disgrazia nei talk show elettorali in tv facendo vergognare gli italiani per la incuria proprio e anche di quel governo Renzi che, come i predecessori, ha ignorato il grido di allarme delle donne, e  udite udite!, un certo Burioni che chiama “cialtroni” i genitori che chiedono vaccini singoli e senza metalli pesanti e terrorizza chiunque sulla carenza di vaccini in Italia aiutando così chi dovrebbe informare i cittadini sulle decine di migliaia di reazioni avverse derivate dai vaccini (e non lo fa) a coprire i loro clamorosi conflitti di interesse. Va beh!! Poi dice che il PD di Renzi non ha mai vinto una elezione!! E ti credo ! Il PD di Renzi non ha capito che gli italiani non hanno più l’anello al naso e, a partire dalla sua riforma mostro bocciata con il NO, hanno imparato a riconoscere chi fa solo spettacolo in TV (sia pure per carità su sofferenze ingiuste o capacità sportive enormi) e chi ha davvero il diritto di definirsi “civile” . AMEN! L’epitaffio che scriveremo sulla tomba politica di Renzi sarà: DA WIKIPEDIA La società civile è un’aggregazione di cittadini riferita alla loro convivenza in uno Stato. L’aggettivo “civile”, contrapposto a barbaro, sottintende il raggiungimento di un alto grado di civiltà materiale o spirituale. Il termine “civile” deriva dal latino civilis, derivato di civis (cittadino).

“Caro Carlo apprezzo i cambi ma questo non e’ un blog. E un piccolo comizio. Non mi pare adatto. Per altro il modo come tratti la Annibali fa venire i brividi. Parlando da donna e non da direttore”.

Sms inviato da Lucia Annunziata

F-35, L’AEREO CHE SVUOTA LE CASSE PUBBLICHE

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Trump, prima ancora di insediarsi, era stato chiaro: il programma F-35 è “fuori controllo”, e per questo “miliardi di dollari sulle spese militari e altre forniture possono e saranno risparmiati”. Detto, fatto: il neo-presidente ha ottenuto dalla Lockheed Martin uno sconto del 7,3% sull’acquisto della prossima tranche di F-35, 90 velivoli per un risparmio di oltre 700 milioni di dollari.

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Ma che cos’è questo F-35, e cosa c’entra l’Italia?

L’AEREO PIÙ PAZZO DEL MONDO”

Partiamo dalle basi. L’F-35 è un aereo da combattimento di fabbricazione americana. Il programma JSF (Joint Strike Fighter) venne creato per sostituire molti velivoli “mantenendo i costi di sviluppo, produzione e operativi bassi”. Peccato che in molti denunciano le mancanze, i difetti e la vera e propria esplosione dei costi del programma. Già, i costi: che non sono proprio “bassi”, a quanto pare..

COSTI

La questione è proprio questa: quanto costa un F-35? Mistero. L’indeterminatezza di costi e tempistiche è una delle principali caratteristiche del programma, in barba alla trasparenza nei confronti del cittadino/contribuente.

Partiamo dai dati certi: l’Italia ha già speso per il programma JSF F-35 oltre 3,6 miliardi di euro, di cui almeno 1,3 miliardi per l’acquisto dei primi otto esemplari (al costo medio di 150 milioni l’uno) e per gli acconti relativi ad ulteriori sette velivoli. Alla fine, secondo diverse stime, il programma (che prevede l’acquisto di 90 aerei) dovrebbe costarci una somma intorno ai 14 miliardi. Soldi delle casse pubbliche, ovvio, sottratti ad altre (più urgenti) destinazioni.

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Costi enormi. Ma, dicono i critici, le spese verranno più che compensate dai nuovi posti di lavoro nel nostro Paese. Sicuri? La realtà è molto diversa. Tutti quelli che favoleggiavano “10.000, e più, lavoratori occupati” sono scomparsi dalla vista. Il ritorno occupazionale attuale “è di circa 1200 persone”. Per il futuro si vedrà (ma non pare roseo).

PROBLEMI SU PROBLEMI

Ok, l’aereo costa. Ma almeno funziona? No: l’F-35, a quanto pare, non costa solo tantissimo. E’ anche pieno di problemi: basta leggere le decine di rapporti che confermano anomalie e guasti tecnici. Come l’ultimo, firmato da Michael Gilmore – direttore uscente del dipartimento test del Pentagono – ancora più allarmante dei precedenti: i problemi tecnici degli F-35 aumentano invece che diminuire. Oggi se ne contano ben 276: sembra quasi che abbiano un legame direttamente proporzionale con l’esplosione dei costi. Più problemi ha l’aereo, più costa..

NO AGLI F-35. ANZI, SI

C’è stato un tempo in cui andava di moda attaccare l’F-35. Portava voti. 2012, Matteo Renzi, allora sindaco di Firenze: “Continuo a non capire perché buttar via così tanto sulle spese militari, a partire dalla dozzina di miliardi necessari a comprare i nuovi F-35. Anche basta, dai”.

Eppure, non mi risulta che nel corso del tempo il programma sia stato tagliato. Come mai? Nel frattempo Renzi ha fatto per un bel po’ il Presidente del Consiglio. Avrebbe potuto trovare il tempo, no?

E IL PARLAMENTO? NON CONTA

Di tagliare gli acquisti di questi costosissimi gingilli da guerra qualcuno parlò, in effetti. E non era una voce qualunque: la Camera dei Deputati votò nel 2014 una mozione di maggioranza che impegnava formalmente il governo a “dimezzare” il budget originario del programma F-35.

Boom. Una decisione del Parlamento sovrano chiara, inconfutabile: come faranno a ignorarla, ci si chiedeva? La risposta l’ha portata il tempo: l’hanno ignorata, semplicemente. La mozione non ha infatti sortito alcun effetto pratico. Il Governo (Renzi ieri, Gentiloni oggi, domani chissà) si è limitato ad una semplice dilazione delle acquisizioni senza abbassare il numero di velivoli da acquistare. Passata la marea, poi, dietrofront: Dall’analisi dei documenti di bilancio successivi la prova definitiva: il budget è addirittura cresciuto da 13 a 14 miliardi complessivi.

MA A COSA SERVE L’F-35?

Facciamo rispondere la stessa Ministra Pinotti, in diretta a “Le invasioni barbariche” (marzo 2014):

Di fatto… I cacciabombardieri servono perché… A parte che se tu hai delle truppe, dove c’è necessità di avere una difesa aerea, però potrebbe succedere che qualcuno decide di sparare un missile magari e potrebbe decidere. Ormai ci sono dei missili che possono arrivare a distanze estreme… Potrebbero decidere di volere, con quello, distruggere o… Ehm… Ovviamente creare. Oggi purtroppo le armi sono micidiali”.

PROPOSTE ALTERNATIVE

Cosa potremmo comprare, al posto degli F-35? Gli autori della campagna “Taglia le ali alle armi” hanno studiato il caso. Secondo loro, risparmiando sul costo di 1 cacciabombardiere (129 milioni di euro), ci guadagneremmo:

  • 387 asili nido con 11.610 famiglie beneficiarie e circa 3.500 nuovi posti di lavoro

  • 21 treni per i pendolari con 12.600 posti a sedere

  • 32.250 borse di studio per gli studenti universitari

  • 258 scuole italiane messe in sicurezza (rispetto norme antincendio, antisismiche, idoneità statica)

  • 18.428 ragazzi e ragazze in servizio civile

  • 17.200 lavoratori precari coperti da indennità di disoccupazione

  • 14.742 famiglie con disabili e anziani non autosufficienti aiutate con servizi di assistenza

Che ne dite, ne varrebbe la pena?

CR

 

UN ESORCISTA PER BEPPE GRILLO!

sfera

Serve un esorcista: Beppe Grillo sembra posseduto da Matteo Salvini.

Per una volta scherziamo un po’, ma la battuta non è troppo lontana dalla realtà. Le posizioni del M5S in tema di migranti e rom sono sempre più vicine a quelle della Lega, per non dire identiche.

Un avvicinamento inquietante, ma che a me sembra soprattutto strumentale. In ogni caso, però, sostanzialmente inutile per la Città Eterna: la questione dei campi nomadi a Roma è in realtà molto più complicata di come la pone il leader grillino, e non sarà certo con le misure “spot” annunciate da Grillo che il M5S potrà recuperare il consenso e i voti persi alle ultime elezioni amministrative. Serve altro, come un buon esempio di governo locale.

E’ vero che alcune cose, come dice Grillo “dovevano essere fatte 20 anni fa”. Ma è anche vero che rom o no, migranti o no, i problemi di Roma sono altri (e lo sanno anche le pietre). Farebbe bene il leader del Movimento a concentrarsi sui gravi problemi della Capitale – che la sindaca Raggi o non vede, o non sa risolvere: a partire dai rifiuti che ricoprono i marciapiedi e dalle buche stradali. Problemi eterni, che accompagnano i romani dalla culla alla tomba. E che ci aspettiamo, prima o poi, vengano risolti.

CR