Com’è bello far l’amore.. Ma con chi?


In questi tempi complicati non ci si capisce più nulla: prezzi alle stelle, guerre incomprensibili ai nostri confini, il COVID-19 che magari domani sarà COVID-23. In questo caos è piovuta nelle nostre cronache la notizia delle linee per la preparazione alle nozze diffuse dal Dicastero per i laici, ossia dalla Chiesa Cattolica. In sintesi: avanti tutta con la castità, sia prima che dopo il matrimonio.

Non deve mai mancare il coraggio alla Chiesa di proporre la preziosa virtù della castità, per quanto ciò sia ormai in diretto contrasto con la mentalità comune“.

Dicastero per i laici, linee Per la preparazione delle nozze

Per la Chiesa, che in questo senso insiste con incrollabile fermezza, molte delle gioie della vita derivano direttamente dall’astinenza sessuale: “il rispetto dell’altro, la premura di non sottometterlo mai ai propri desideri, la pazienza e la delicatezza con il coniuge nei momenti di difficoltà, fisica e spirituale, la fortezza e l’auto-dominio necessari nei tempi di assenza o di malattia di uno dei coniugi“.

Per carità, la Chiesa fa il suo mestiere e su questo non c’è discussione. Però una provocazione, com’è nel mio stile, la lancio: portando alle estreme conseguenze il discorso vaticano, sembra quasi che il sesso sia permesso.. Ma solo fuori dalla coppia! Dentro, tra fidanzati o coniugi, invece, per carità: meglio evitare. E allora, quali altre circostanze possono dare soddisfazione ai nostri eterni, naturali istinti, se la coppia diventa off-limits? E così il mondo, là “fuori”, non torna a essere l’unico spazio lecito per viverli in santa pace?

Io, l’avrete capito, non credo che questa sia la strada giusta. Comprendo e rispetto le ragioni della Chiesa, e condivido l’obiettivo di fondo di recuperare valori di qualche genere, in un mondo che ormai ne appare privo. Oggi infatti, tra influencer, nudità di ogni genere e sessualizzazione imperante, da qualche parte bisogna cominciare: ma i divieti, ne sono certo, non aiuteranno a risolvere la questione: specialmente quando in gioco c’è un bisogno genuino, un diritto dell’uomo e della donna, come quello relativo alla sessualità.

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