Vaccino anti-Covid, cronaca di un caos totale. Ma chi pensa ai cittadini?


Tutti a dare la colpa ai cittadini “sospettosi”, troppo preoccupati per la propria salute, e puntualmente – come di consueto – il patatrac è stato combinato proprio dagli “altri”, da quei competenti che – ci si aspetterebbe, almeno – dovrebbero tenere saldamente le redini della situazione.

Riassunto rapidissimo: non bastava quella brutta storia sul segreto del contratto riguardante i vaccini, che ha leso – agli occhi di molti utenti – l’importantissimo principio della trasparenza: un cardine su cui, in pratica, si basa la fiducia collettiva. Sono arrivate poi le differenze territoriali, enormi e palesi: sul fronte delle vaccinazioni anti-Covid le Regioni procedono infatti – come al solito – in ordine sparso, con fortissime differenze nel numero di dosi somministrate ai cittadini. In alcune le vaccinazioni anti-Covid procedono a rilento – come nel caso della Sardegna dove solo il 67,8% delle dosi di vaccino consegnate sono state somministrate agli aventi diritto. O la Liguria, penultima in classifica con il 73,3% delle somministrazioni. Di contro la Provincia autonoma di Bolzano ha già usato il 94,9% dei vaccini consegnati, seguita dalla Valle d’Aosta con il 94,7%. Insomma: ognun per sé, Dio per tutti. Una situazione inaccettabile perché determina discriminazioni tra cittadini in base al luogo di residenza e ha effetti sulla salute pubblica, esponendo i soggetti più fragili al rischio di contagi.

Infine, per chiudere la giostra, è stato il turno dello stop al vaccino Astrazeneca in tutta Italia deciso dall’Aifain linea con analoghi provvedimenti adottati da altri Paesi europei” a seguito delle varie indagini aperte dalla magistratura su casi di decessi sospetti registrati nel nostro Paese. La decisione, arrivata dopo paurosi cambi di opinione (per qualcunoAifa si è esibita in una serie di comunicati in sequenza che sembrano presi dal set dell’aereo più pazzo del mondo, tanto sono stati contraddittori l’uno con gli altri“), ha rappresentato la classica ultima goccia e ha generato il caos. Anche se la notizia, purtroppo, che non ci ha lasciato sorpresi: da giorni stiamo ricevendo le denunce dei cittadini che si sono sottoposti alla vaccinazione Astrazeneca e segnalano problemi, in alcuni casi anche gravi, insorti dopo la somministrazione delle fiale. Ora si aspetta la decisione dell’EMA, ma la conclusione è scontata: con tanti miliardi in gioco, figuratevi se bloccheranno davvero il vaccino Astrazeneca! Diranno che si tratta di avvenimenti normali, di reazioni avverse “statisticamente insignificanti”: dovrebbero invece invitare a fare le necessarie analisi, per prevenire trombosi o altri problemi correlati. Ma si sa, gli esami costano, e lo Stato ha il portafogli vuoto.

La domanda, a questo punto, è proprio questa: chi pensa ai cittadini? Beh, senza falsa modestia, noi ci proviamo raccogliamo le pre-adesioni per una una class-action risarcitoria (ancora allo studio), alla quale possono aderire tutti i cittadini che riscontrino reazioni avverse gravi diverse dagli effetti collaterali indicati nel foglio illustrativo del vaccino AstraZeneca.

Ovviamente dovranno essere le autorità preposte a valutare un possibile nesso di causalità tra le vaccinazioni e le reazioni avverse gravi, ma ciò che è certo è che, se saranno accertati errori o anomalie in merito al vaccino, i responsabili dovranno risarcire i cittadini per i danni arrecati sul fronte della salute e per i rischi fatti correre agli utenti.

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