SIAE: L’ENTE DOVRA’ SPIEGARE AI SOCI COME HA FATTO A PERDERE 80 MILIONI DI EURO INVESTITI IN TITOLI LEHMAN BROTHERS E COSA STA FACENDO PER RECUPERARE TALI SOLDI

SENTENZA DEL CONSIGLIO DI STATO RICONOSCE IL DIRITTO DEL CODACONS A VISIONARE LA GESTIONE DEL CRAC LEHMAN DA PARTE DELLA SIAE

La SIAE dovrà spiegare ai propri soci come è stato possibile perdere 80 milioni di euro investiti in titoli Lehman Brothers e quali misure l’ente abbia adottato per recuperare tali soldi.
Questi gli effetti di una sentenza del Consiglio di Stato che si è pronunciato in merito ad un ricorso presentato dal Codacons.
Fin dal 2009 l’associazione sta cercando, attraverso una serie di istanze d’accesso puntualmente respinte dalla Siae, di avere conoscenza degli atti posti in essere dalla stessa Siae a tutela del suo patrimonio e di quello dei soci in conseguenza del crack Lehman Brothers, che ha prodotto la perdita di circa 80 milioni di euro investiti dall’ente in titoli della società fallita.
Il Consiglio di Stato ha ora emesso una sentenza in cui ha chiarito come la richiesta del Codacons non fosse mirata ad un ‘sindacato ispettivo’, ed ha dunque riconosciuto il diritto dell’associazione a visionare le carte relativa alla gestione del crac da parte della Siae.
Si legge nella sentenza del CdS (Sezione Sesta, Presidente Luigi Maruotti, Relatore Claudio Boccia):
alla Sezione sembra condivisibile la tesi degli appellanti, per i quali la loro istanza va considerata specifica e non ha mirato ad un ‘sindacato ispettivo’.
L’istanza a suo tempo presentata in sede amministrativa ha chiesto l’ostensione degli atti posti in essere dalla Siae a tutela dell’integrità del patrimonio suo e di quello dei soci in conseguenza del sopra richiamato ‘crack’.
Dell’esistenza di tali atti non si può dubitare, perché la Siae – sia in sede amministrativa che in quella giurisdizionale – ne ha contestato l’ostensione per ragioni esclusivamente riferibili alla posizione dei ricorrenti […]
A maggior ragione, sembra fondata la pretesa formulata sostanzialmente in via subordinata, volta a conoscere i soli estremi degli atti emessi dalla Siae, per la tutela dell’integrità del proprio patrimonio (e, conseguentemente, di quello dei soci) a seguito del crack cui sopra si è fatto riferimento”.

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