Rai, altro che servizio pubblico: va in onda lo strazio mitologico

Rai film

Che la programmazione Rai sia fuori rotta, ormai, è sotto gli occhi di tutti. Almeno, di quelli che ancora la TV l’accendono, e la guardano pure.

Un esempio tra tanti. Oggi (intorno alle 17) l’emittente di Stato ha deciso di colpire basso, mandando in onda Arrivano i Titani: un film del 1962 diretto da Duccio Tessari che avrebbe fatto meglio a restare nei polverosi archivi del peplum anni Sessanta. Invece lo hanno proiettato in pieno pomeriggio, regalando al pubblico un concentrato di insulsaggine diseducativa. Chi ha avuto la sventura di accendere la TV si è trovato davanti a un polpettone mitologico così abnorme da sembrare più una parodia che un’opera storica.

La trama è presto detta: Cadmo, re di Creta, si proclama divino e scatena guerre e distruzioni per diventare invulnerabile. Giove, per fermarlo, si inventa un Titano muscoloso di nome Crios, mandato a riportare ordine. Sullo sfondo ci sono duelli goffi, gesti enfatici e battute da fumetto che nemmeno nei fotoromanzi. È difficile capire cosa volesse insegnare un simile spettacolo, se non il cattivo gusto.

Eppure qualcuno, nei corridoi di Viale Mazzini, ha ritenuto opportuno offrirlo come intrattenimento del tardo pomeriggio. Chissa chi: ma tanto inutile saperlo, lì nessuno risponde mai di nulla. Una scelta inspiegabile, che offende sia il senso comune sia l’idea stessa di servizio pubblico. La RAI dovrebbe proporre cultura, qualità e momenti di riflessione, non un’accozzaglia di pseudo-epica che non fa ridere, non commuove e non insegna nulla.

Il problema non è tanto la pellicola, che appartiene al suo tempo e può restare come reperto per cinefili appassionati, quanto il fatto che qualcuno abbia scelto di infliggerla a spettatori ignari, presentandola come programmazione ordinaria. Per questo chiediamo alla Rai di individuare e punire chi ha avuto la brillante idea di proporre un titolo del genere in fascia pomeridiana. Un provvedimento serio, almeno una sospensione simbolica, sarebbe il minimo sindacale per restituire dignità al palinsesto.

Da parte nostra, proporremo un esposto alla commissione parlamentare di vigilanza. Perché il pubblico merita molto di più che assistere a un’agonia televisiva travestita da mito. Altro che servizio pubblico, questo è strazio mitologico: e se Giove potesse davvero lanciare fulmini, forse partirebbero direttamente verso chi ha operato una scelta simile.

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