Il buon espresso non è un optional

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Sapete che cosa mi fa arrabbiare? Il rito del caffè rovinato. Macinato vecchio, macchina sporca, tazzina bollente come se bruciasse la lingua. Nel nostro Paese il caffè al bar non è un di più: è parte della nostra identità. E quando quella identità viene maneggiata con superficialità, perdiamo tutti.

Per questo sono davvero contento del decalogo del buon espresso: dieci regole semplici, chiare, non negoziabili. Le elenco una per una, perché vorrei che entrassero nella testa di tutti, baristi e consumatori.

  1. Il caffè si macina al momento. Non cinque ore prima, non con la polvere lasciata lì a ossidarsi.

  2. Si usano miscele di qualità. Non robaccia da supermercato, ma chicchi scelti, tostati come si deve.

  3. La macchina dev’essere pulita. Se i filtri grondano residui del giorno prima, il risultato sarà imbevibile.

  4. Flush prima di ogni erogazione. Un getto d’acqua per ripulire e stabilizzare la temperatura: ci vuole mezzo secondo, non è un sacrificio.

  5. La dose dev’essere quella giusta. Né troppo poca né troppa: l’espresso ha le sue misure, e non si baratta.

  6. La tazzina va scaldata. Non ghiacciata, non ustionante: tiepida, al punto giusto.

  7. La crema deve essere compatta. Né bionda slavata, né nera bruciata: uniforme, densa, profumata.

  8. Il flusso dev’essere regolare. Non uno schizzo veloce né un fiume che non finisce mai: pochi secondi ben dosati.

  9. Il caffè va servito con cura. Niente gocce, niente piattini sporchi, niente tazzine scheggiate.

  10. Rispetto per il cliente. Non è una formalità: l’espresso è un rito sociale, e va trattato come tale.

Ecco il punto: queste non sono fisime da fanatici, sono le basi. Sono la differenza tra un espresso degno e un bicchierino di brodaglia amara.

Difendere la qualità del nostro caffè significa difendere un pezzo della nostra cultura. Non è solo gusto: è orgoglio, è identità, è serietà. Per questo dico: baristi, fate vostro questo decalogo. Clienti, pretendete che venga rispettato. Non abbassiamo l’asticella: il caffè è troppo importante per ridurlo a un sorso qualsiasi.

Alla prossima tazzina. E che sia degna!

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