Pare che l’Autorità di Regolazione dei Trasporti abbia deciso di regalarci una piccola perla natalizia: il nuovo sistema dei rimborsi autostradali. Una riforma che, nelle intenzioni, dovrebbe tutelare gli automobilisti. Nella pratica, però, assomiglia più a quelle magie da prestigiatore da luna park: “E ora, signore e signori, osservate! Il rimborso c’è… poi non c’è… poi lo pagate voi!”
Sì, perché l’idea di fondo è geniale nella sua semplicità: se le autostrade causano un disagio, ti rimborsano. Però con i soldi delle tariffe che pagherai tu. Un perfetto moto perpetuo: indennizzo, aumento, indennizzo, aumento. Roba che persino Escher applaudirebbe.
Il trucco del “ti rimborso se non ho già scontato”
Il rimborso non è dovuto se la tratta ha già una riduzione generalizzata del pedaggio. In pratica: ti faccio un piccolo sconto – così piccolo che manco lo noti – e in cambio rinuncio a risarcirti anche se resti incastrato due ore tra un cantiere e un autotreno.
Il tutto con un vantaggio collaterale: i gestori possono scegliere dove praticare questi mini-sconti. Guarda caso, proprio sulle tratte più a rischio rimborso. Triplo salto carpiato con avvitamento.
I cantieri mobili? Non pervenuti
Nel Paese dei cantieri eterni, dove un “cantiere mobile” può diventare più stabile di un matrimonio d’altri tempi, ecco la chicca: niente rimborso per i ritardi causati proprio da quei cantieri. Un dettaglio che farà sicuramente felici gli automobilisti che amano le collezioni: bollini, punti e… code da cantiere, sempre nuove.
Tre ore di prigionia per avere il rimborso totale
Capitolo successivo: il blocco della circolazione. Per ottenere il 100% del rimborso, devi restare sequestrato in autostrada più di tre ore. Sotto i 119 minuti? Ti danno metà. Una sorta di cashback dello sconforto.
Siamo alla gamification della sofferenza: più patisci, più guadagni. Manca solo un’app per registrare i livelli..
Il capolavoro finale
Ma il vero colpo di teatro arriva alla fine: le società autostradali potranno recuperare il 100% delle somme rimborsate aumentando… i pedaggi.
È come se il ristorante ti offrisse la cena dopo averti intossicato, e poi te la addebitasse il mese successivo sulla carta.
E di tutto questo l’Autorità che dice? Nulla, ovviamente. Ma lasciamo stare chi dorme: non sia mai che, parlando troppo forte, poi si svegli!




