Papa Francesco ci ringrazia “per il contributo in favore dei migranti”


Non accade tutti i giorni, e proprio per questo quando accade – garantisco di persona: credetemi sulla parola – non ci si fa mai l’abitudine. Nei giorni scorsi infatti abbiamo ricevuto una lettera eccezionale, che ha riempito i nostri cuori di emozione e orgoglio: l’inequivocabile carta da lettere del Vaticano ha infatti disvelato un messaggio di Sua Santità Papa Francesco, che ha voluto personalmente ringraziare il Codacons per il dono del calendario 2024 dell’Associazione Lampedusa – Pescatori di Anime, incentrato sul tema – molto caro al Pontefice – delle migrazioni e dei soggetti che vi prendono parte, i migranti.

Si tratta di una materia cui è sempre stato molto legato Papa Francesco ha più volte ribadito il suo impegno per garantire migrazioni sicure e il diritto a non abbandonare la propria terra: se il vero motto del cristiano è “prima gli ultimi!”, al centro dell’agenda non possono quindi che esserci “il colonialismo economico, la razzia delle risorse altrui, la devastazione della nostra casa comune”.

Si è trattato di una bellissima sorpresa: la missiva del Santo Padre – comprensiva di una benedizione, estesa “a tutti i membri del Codacons”, e i ringraziamenti “per il contributo in favore dei migranti” – rappresenta un importantissimo riconoscimento dell’attività svolta dall’Associazione, in questo come in molti altri ambiti. Un fiore all’occhiello, una testimonianza illustre che ci premia di tante e tante attività svolte dietro le quinte, senza riflettori o media a interessarsene.

Ricevere questo tributo ci onora, ci entusiasma, ci incoraggia a fare di più. Al Santo Padre ho e abbiamo garantito il massimo impegno sul tema dei diritti dei migranti, oltre che – più in generale – della tutela dei soggetti deboli e vulnerabili: una mission che da sempre è al centro delle attività dell’Associazione che ho fondato e che contribuisco a portare avanti. In modo da garantire al più presto, per usare le parole del Pontefice, “una casa e un porto sicuro” a chiunque. E specialmente a chi si ritrova catapultato in quell’immane tragedia che è la migrazione forzata, l’esilio che non si sceglie, la partenza di chi non può fare altrimenti.

 

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