Ma quale riduzione: il canone Rai va abolito

canone

Lo dico chiaro, senza filtri: a me non basta una riduzione del canone Rai. Io voglio la sua abolizione totale.

E credo che milioni di italiani la pensino esattamente allo stesso modo, anche se fanno fatica a dirlo perché nessun media garantisce spazio a questo problema: ogni volta che tocchi il canone sembra di violare un dogma di Stato..

In questi giorni si parla dell’ennesima promessa: (ri)portare il canone da 90 a 70 euro. Venti euro. Una riduzione che viene presentata come chissà cosa. La verità? È un film già visto, il solito pannicello caldo, la solita presa in giro.

È un cerotto messo su una tassa che non ha più ragione di esistere.

Sì, è vero: venti euro di taglio sono comunque meglio di niente. Ma la domanda è un’altra: perché mai nel 2025 dobbiamo ancora pagare un canone obbligatorio per possedere una televisione?

Viviamo, dal 2016, dentro una presunzione surreale: se hai un contatore della luce, allora “si presume” che tu abbia una TV. E quindi paghi il canone. Punto e basta. Un meccanismo che ha trasformato la tassa in un’imposta coatta, infilata direttamente nella bolletta elettrica, senza possibilità di scampo.

Un conto da pagare a prescindere. Anche se – mettiamo caso – una famiglia, la TV, non l’accende mai (e farebbero anche bene). Capito, l’assurdo? In quale altro settore del Paese si pagano servizi che magari non si utilizzano nemmeno?

Il mercato televisivo è cambiato, anzi rispetto agli anni scorsi è rivoluzionato. C’è concorrenza, ci sono modelli pubblicitari, abbonamenti volontari, piattaforme globali. La Rai ha tutte le carte in regola per competere ad armi pari – peraltro, i suoi introiti pubblicitari sono in netto aumento – senza dover drenare miliardi dalle famiglie.

E allora lo ripeto: io non voglio venti euro in meno. Io voglio zero. Zero euro di canone. La cancellazione, non la riduzione.

Non è un capriccio. È una questione di giustizia fiscale, di trasparenza, di rispetto per i cittadini. Se vogliamo davvero parlare di modernità, di equità e di riforme vere, partiamo da qui: aboliamo il canone Rai. Una volta per tutte.

E sarà soltanto allora che potremo dire di aver fatto un passo avanti. Non prima.

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