Parte la fase 2 e puntuali arrivano i rincari!


Comincia la fase 2 e, puntuali come la grandine, arrivano i rincari.

Le nostre paure si sono avverate: alcuni esercenti – non tutti, certo, ma alcuni sì – hanno ben pensato di scaricare i costi dell’emergenza CoronaVirus sui malcapitati clienti. Il problema è tutto qui: pur comprendendo ovviamente le ragioni dei commercianti (i mancati introiti, per un intero bimestre, pesano come macigni) non possono certo essere i consumatori, tanto per cambiare, a “pagare il conto”.

Ecco perchè abbiamo denunciato all’Antitrust l’accordo tra i bar di Vicenza che ha portato oltre 50 esercenti locali ad aumentare i prezzi di caffè e cappuccino (i gestori, accordandosi fra di loro, avrebbero deciso di portare il prezzo del caffè a 1,30 euro e del cappuccino a 1,80 euro): questo è infatti a tutti gli effetti un accordo anti-concorrenza, , vietato dalle leggi italiane e comunitarie, che – se confermato – va sanzionato. Questo tipo di condotte scorrette rappresentano un evidente danno per i consumatori, privati della possibilità di scegliere dove acquistare a prezzi più convenienti.

E proprio il caffè quotidiano, un rito obbligato per tantissimi di noi, funziona come indicatore dei rialzi registrati dalle Alpi alla Sicilia: a Milano la classica tazzina consumata al bancone arriva a costare fino 2 euro. A Firenze alcuni locali hanno portato il costo dell’espresso a 1,70 euro, mentre a Roma si arriva a pagare 1,50 euro, contro 1,20 euro di Genova.

In particolare, Milano è subito balzata in testa alla classifica delle città dove si stanno registrando i maggiori rincari. Interessante il caso dei parrucchieri, molti dei quali con la riapertura degli esercizi hanno applicato rincari al pubblico. Stiamo ricevendo segnalazioni di aumenti per il taglio (sia uomo che donna), messe in piega, shampoo, tinte, e trattamenti vari, con variazioni dei listini mediamente del 25% rispetto al periodo pre-Covid. Ma ci sono anche casi di rincari che superano il 60%…

Insomma: stanno accadendo cose che non devono accadere, e che ci impegneremo per fermare. Siamo pronti a denunciare comportamenti speculativi a danno degli utenti, come da statuto del Codacons. Per chi volesse segnalarci tali rialzi è possibile darcene notizia all’indirizzo info@codacons.it o al numero 89349966. Sul sito www.codacons.it, invece, invitiamo tutte le ditte che operano nel settore della sanificazione a comunicare all’Associazione possibili convenzioni e sconti, proprio per dare maggiori garanzie ai consumatori.

E agli esercenti rivolgiamo un appello: capiamo le difficoltà, i maggiori costi per la sanificazione e la sicurezza a fronte di una riduzione del numero giornaliero di clienti, ma non è certo rifacendosi sui consumatori che si potrà tornare alla normalità.

Aiutateci ad aiutarci, e davvero andrà tutto bene.

 

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