Boicottiamo i Mondiali della vergogna


Come sapete, tra pochi giorni prenderà il via in Qatar la ventiduesima edizione dei mondiali di calcio FIFA, con in campo le più forti nazionali e i più forti giocatori (eccezion fatta per gli azzurri, che si sono malamente fatti eliminare prima del tempo).

Il Qatar – uno staterello desertico, con un paio di milioni di abitanti, che galleggia su un mare di petrolio – si è aggiudicato il diritto di ospitare la Coppa del Mondo dopo aver vinto il ballottaggio dei 22 membri esecutivi della Fifa, battendo le offerte di Stati Uniti, Corea del Sud, Giappone e Australia. Il Paese è stato accusato di aver pagato ai funzionari della Fifa svariati milioni di dollari in tangenti per assicurarsi il loro sostegno, ma è stato scagionato dopo un’indagine di due anni. Si è trattato comunque di un’assegnazione ambigua e non priva di ombre, come raccontato da Report e denunciato dalla stampa internazionale.

Ormai, comunque, i giochi sono fatti: il Qatar ospiterà una manifestazione che dovrebbe portare gioia in tutto il mondo, incollando milioni di persone davanti agli schermi televisivi e negli stadi a tifare per la propria squadra: un manifesto allo sport e alle attività all’aria aperta. Ma questa volta non sarà così, e la ragione è sotto gli occhi di tutti: la FIFA ha deciso di organizzare la massima competizione sportiva per le nazionali in un Paese ininfluente dal punto di vista calcistico, e in cui ci sono più ombre che luci da vari punti di vista.

Per questo abbiamo deciso di lanciare una petizione volta a boicottare i prossimi campionati del mondo di calcio. Ci sono (almeno) 6 buoni motivi per farlo:

1) Migliaia di lavoratori sfruttati e morti per costruire stadi e infrastrutture. Secondo l’ultima inchiesta del Guardian sarebbero almeno 6.500 gli uomini, spesso giovanissimi, provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka deceduti sul lavoro per permettere il calcio d’inizio dei Mondiali.

2) Le gravissime accuse di corruzione mosse ai rappresentanti del Qatar per aver pagato ai funzionari della Fifa svariati milioni di dollari in tangenti per assicurarsi i mondiali. Lo stesso ex Presidente della Fifa, Sepp Blatter, ha recentemente ammesso che è stato un “errore” assegnare la coppa al Qatar.

3) La riprogrammazione dell’intera stagione sportiva per permettere di giocare i mondiali nel periodo invernale (le temperature in Qatar saranno di circa 25 gradi), circostanza che costringe i giocatori a sopportare dei calendari infernali, ricchissimi di partite, con enorme rischio di aumento del numero di infortuni.

4) Il tema dei diritti LGBTQ+. L’omosessualità è considerata illegale dalla legge in Qatar. Pochi giorni fa un ambasciatore dei mondiali, Khalid Salman, ha definito l’omosessualità un “danno psichico”, nel corso di un’intervista rilasciata alla emittente televisiva tedesca Zdf. Una vergogna e uno schiaffo per chi sta combattendo duramente per far rispettare i diritti di tutti.

5) I costi per i tifosi saranno altissimi, rendendo il Mondiale sostanzialmente un’esperienza solo per ricchi. Sono stati messi a disposizione dei “container” per i tifosi che arriveranno, con costi proibitivi (da 200 a 270 dollari per stanza).

6) Lo spreco di risorse. Per organizzare un evento globale nel cuore del deserto servono circa 10 mila litri di acqua per 90 minuti di partita. Senza contare la necessità di irrigare di continuo i campi, e far dissetare tifosi e turisti. In un Paese in cui non c’è accesso all’acqua potabile e, per i terreni di gioco degli stadi, vere e proprie cattedrali nel deserto, c’è bisogno di uno sforzo idrico insensato.

Inutile girarci intorno: siamo alla vigilia dei “Mondiali della vergogna”. In tanti cominciano a prenderne coscienza, in Italia e non solo, cogliendo la natura profondamente ineguale, iniqua, ingiusta di questa manifestazione planetaria. Anche se in ritardo, hanno capito tutti che si tratta di un Mondiale in cui lo strapotere economico vince sui diritti umani, la corruzione vince sul merito, e i sogni di migliaia di persone vengono sacrificati per il “dio denaro”. Ormai è evidente: non è il Mondiale della gente. Per questo invitiamo i cittadini italiani a partecipare alla nostra petizione: spegniamo i televisori e boicottiamo una volta per tutte il campionato del mondo in Qatar!

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