Il Festival di Sanremo è una festa (nazional) popolare prima ancora che uno show televisivo. È il momento in cui l’Italia si ritrova davanti allo stesso palco, commenta le canzoni, discute le classifiche, si divide e si appassiona. Proprio per questo, però, deve essere limpido.
Proprio per questo, come da tradizione, la nostra linea su Sanremo 2026 è semplice e molto concreta: nessuno sconto per televoto e pubblicità occulta. Non per spirito polemico, ma per rispetto verso chi guarda e partecipa.
Il voto del pubblico merita rispetto
Quando una persona prende il telefono e vota, sta facendo una scelta. E la fa perché paga, e anche per questo si fida del sistema. Si fida del fatto che quel voto verrà contato correttamente e che la gara seguirà regole chiare.
In passato non sono mancati dubbi. Nel 2010 la magistratura aprì un’indagine sulle presunte irregolarità del televoto. Il tema è poi riemerso più volte. Non è un dettaglio da archivio: è la prova che la trasparenza non può essere data per scontata.
Il punto, per noi, è tutto qui: se il pubblico viene coinvolto, il meccanismo deve essere inattaccabile. Senza ombre, senza scorciatoie, senza zone grigie. Altrimenti..
I precedenti sulle pubblicità nascoste
Negli ultimi anni il tema della pubblicità occulta è emerso più volte, con conseguenze concrete.
Nel 2023 l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha inflitto alla Rai una sanzione da 124 mila euro per un caso legato a Instagram durante l’edizione condotta da Amadeus.
Nel 2024 è arrivata un’altra multa, da 206 mila euro, per il marchio di scarpe mostrato sul palco da John Travolta.
Sempre nel 2023 la Procura di Imperia ha aperto un’indagine per danneggiamento dopo l’episodio che ha visto protagonista Blanco e la distruzione della scenografia durante l’esibizione.
Sono episodi diversi tra loro, ma hanno un filo comune: quando il confine tra spettacolo, promozione commerciale e rispetto delle regole si fa troppo sottile, qualcuno deve intervenire.
Le novità del regolamento 2026
Per l’edizione 2026 il regolamento Rai introduce un elemento importante: gli artisti risponderanno personalmente di eventuali pubblicità vietate o irregolarità commesse sul palco. Non sarà più solo una questione che riguarda l’emittente, ma anche chi si esibisce. È un passaggio significativo, perché chiarisce che il palco dell’Ariston non è uno spazio neutro dove tutto è consentito. Chi sceglie di salirci accetta anche delle responsabilità.
Una questione di fiducia
Non si tratta di rovinare la festa o di trasformare Sanremo in un’aula di tribunale. Al contrario, è proprio perché il Festival è amato e seguito da milioni di persone che merita regole certe e applicate con coerenza.
Noi ci mettiamo dalla parte di chi vota, di chi guarda, di chi pretende correttezza senza dover diventare esperto di regolamenti. La musica può emozionare, dividere, sorprendere. Ma il rispetto delle regole è ciò che permette a quella emozione di restare pulita. Per questo, anche nel 2026, su televoto e pubblicità occulta la posizione resta ferma: nessuno sconto. Non diteci che non abbiamo avvisato!




