Promesse capovolte: il miracolo (al contrario) del governo Meloni

Meloni Accise

Siamo arrivati all’assurdo. Per anni – anche se poi Giorgia Meloni ha provato a negare – ci hanno riempito le orecchie con la promessa di tagliare le accise sui carburanti e in generale ridurre i costi dei carburanti alla pompa. “Via le tasse inutili”, “basta spremere gli automobilisti”. Parole, come sempre, al vento.

Oggi succede l’opposto: mentre la benzina vola oltre 1,7 euro al litro e il diesel sfiora 1,65, si avvicina un aumento delle accise sul gasolio per effetto delle misure inserite nella legge di bilancio. Tradotto: da gennaio fare un pieno costerà ancora di più. E tutto questo mentre il prezzo del petrolio scende..

È la fotografia perfetta del nostro sventurato Paese: si promette una cosa e si fa l’esatto contrario, per poi comportarsi come se niente fosse. Tanto, nessuno fiata: tra un rimpasto e un vertice nessuno risponde più a niente.

Le accise dovevano sparire, e invece si moltiplicano. Ogni opposizione le critica, ogni governo le tutela, nessuno le tocca. Il copione è sempre lo stesso: anzi, semmai le ritoccano al rialzo.. Nel frattempo chi lavora, chi si sposta per necessità, chi deve portare i figli a scuola, paga sempre di più.

Altro che “nuova politica”: almeno i politici della Prima Repubblica, con tutti i loro difetti (ed erano tanti), avevano il pudore di non prendersi gioco così esplicitamente della gente. Oggi, invece, si fa il contrario di ciò che si promette – e lo si fa pure senza imbarazzo, senza spiegazioni, così, come se fosse normale.

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