A Cerreto d’Esi l’ennesima tragedia che tra poco dimenticheremo


Fa davvero male, quasi fisicamente, approfondire i dettagli della vicenda di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, dove Franco Panariello, 55 anni, operaio metalmeccanico, ha ucciso l’ex moglie, Concetta Marruocco, 53 anni di origini campane e ha chiesto alla figlia minorenne di chiamare il 112. Quindici coltellate inferte al culmine di una lite, l’ennesima, hanno provocato l’ennesimo femminicidio in Italia nel corso di quest’anno. Ma se la vicenda è già di per sè triste, amara e tragica, il diavolo come sempre sta nei dettagli: lei lo aveva denunciato dopo aver subito per oltre vent’anni violenze, maltrattamenti e soprusi di ogni genere, lui non poteva avvicinarsi e aveva il braccialetto elettronico (misura cautelare più volte violata), senza contare che era già sotto processo. I servizi sociali e le autorità conoscevano la situazione (nota e definita “molto difficile”): sapevano dei mobili fatti a pezzi e degli scatti d’ira incontrollati (nel 2004 Concetta Marruocco era finita in ospedale per un trauma cranico..), dell’alcool come delle violenze sessuali denunciate dalla vittima. Insomma: la situazione era sotto gli occhi di tutti. O almeno, di chi avesse voglia di vedere. Lo aveva detto a voce alta, Concetta, nell’udienza dello scorso settembre. In riferiferimento a un episodio del 28 febbraio scorso, la donna aveva raccontato:

Dopo un litigio per dei farmaci da dare a nostra figlia lui mi ha messo le mani al collo e mi ha sbattuto contro l’armadio. È intervenuta mia figlia che si è presa un calcio al piede riportando una frattura. Ripeteva: ‘Questa è casa mia, qui comando io, te ne devi andare via‘”

Impossibile dire: non sapevamo, non potevamo. Impossibile, stavolta. E a peggiorare le cose, il sospetto – concretissimo, visti i fatti – di un malfunzionamento o della rimozione del braccialetto elettronico: uno strumento che viene applicato ad un soggetto destinatario di una misura di sicurezza o di una pena e serve a controllare a distanza dove si trova il soggetto, tramite segnale GPS, che non può essere rimosso per tutta la durata della misura, e (almeno in teoria) può essere tolto solo dall’autorità di pubblica sicurezza. Come ha spiegato l’avvocato Benvenuto Ruggero:

Non sappiamo perché non abbia funzionato il braccialetto elettronico. In ogni caso una cosa grave, perché questo tragico epilogo si poteva evitare

Già, una cosa grave: l’ipotesi è che il dispositivo, per motivi ancora da accertare, possa non aver funzionato o essere stato manomesso – senza però lanciare l’allarme, come dovrebbe succedere in caso di tentativo di toglierlo o danneggiarlo, alle forze di polizia. Una circostanza da chiarire al più presto (in caso di prodotto difettoso, infatti, andrebbe incriminato per concorso in omicidio il produttore) ma senza dimenticare gli altri tasselli della vicenda: la cosa più grave di tutte è infatti che della situazione di questa famiglia lo sapessero tutti, che i problemi fossero praticamente in piazza. Non parliamo di una tragedia imprevedibile, tutt’altro: eppure, nessuno ha fatto nulla per impedire questo tragico epilogo. Ha quindi ragione il centro antiviolenza che assisteva Concetta Marruocco a parlare di “femminicidio annunciato”:

Panariello era sottoposto a misura cautelare con l’applicazione del braccialetto. Misura cautelare che più volte era stata violata, senza che venissero prese altre misure più restrittive

Ormai, in questo mondo di guerre brutali e disuguaglianze feroci,  non fa più notizia neanche una tragedia annunciata. Ma che vergogna – per chi conosce ancora la vergogna, almeno – pensare che in Italia ormai chi dovrebbe controllare non lo fa, non funzionano più neanche i braccialetti elettronici, nessuno interviene di fronte a vere e propri drammi sociali, personali e famigliari: ci si accontenta di dire che si è fatto il massimo, altro proprio non si poteva e va bene così.

E che pena vedere che tragedia dopo tragedia la ruota gira sempre allo stesso modo, che pena pensare che tra qualche giorno a Concetta Marruocco nessuno penserà più e ci staremo preparando alla prossima Concetta Marruocco: come se un mondo così fosse normale, quando normale proprio non è.

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