TILT DI ARUBA DEL 29 APRILE: RICHIESTO UN INCONTRO

In merito al disservizio del 29 aprile u.s. abbiamo richiesto ad ARUBA un incontro.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi della vicenda.

Clicca qui per leggere il testo della lettera!

2 Commenti

  • In tanti, specie tra chi gli addetti ai lavori che conoscono realmente il mondo della rete, sono rimasti quanto meno sorpresi dalla Vostra azione nei confronti di Aruba.
    In primo luogo perché visti i tempi di riattivazione del servizio, quello che per Voi è un ritardo, considerando il tipo di guasto, è in realtà veramente un record positivo. Io che ho anche siti su server non Aruba sono stato anche 3 giorni con il sito off-line per problemi decisamente meno seri (ma del mio caso non interessa a nessuno eppure sappiate che non tutti i siti si trovano su aziende come Aruba)… poi vi è il contratto e nel contratto nessun hosting accetterebbe mai di garantirvi l’uptime, cioè la permanenza online al 100%, in genere si arriva al 99% quindi sono concesse breve pause nel servizio.

    Se Lei avvocato va in un ufficio postale o in una banca e la mattina la trova chiusa causa furto o incendio, cosa fa, va a denunciare l’ufficio postale in quanto è stato costretto momentaneamente a chiudere?
    Sa quante volte a casa mia durante un temporale è mancata l’energia elettrica causa guasto alla linea Enel, eppure mi sembra che per alcune ore di mancanza non abbia saputo una grave perdita economica.

    Ci troviamo di fronte ad un hosting, che a differenza di tanti altri, si è comportato in modo perfetto, e che per via dei suoi costi al pubblico (molto bassi) in queste condizioni non credo potesse garantire la permanenza online.

    D’altronde deve considerare che le grandi aziende, si affidano ad hosting diversi da Aruba, con costi diversi, e con servizi decisamente più avanzati ed è anche responsabilità dell’utente conoscere le limitazioni del servizio a cui va incontro.

    Non sono qui per difenderli, ma spero solo che nell’incontro si tenga conto anche di questo fatto, in modo da non gravare troppo proprio su una delle poche aziende in Italia che ha avuto i minuti di down-time più bassi in assoluto, mentre tanti altri, offrono all’utente prezzi superiori e possono permettersi di fare molto peggio.

    Per questi motivi e altri ancora, spero che la class-action non porti a nulla di concreto e non si cerchi di cavalcare questo incidente (perché un incendio NON è un disservizio come lo chiama Lei, ma è un incidente) solo per cavalcare l’onda del sensazionalismo mediatico che può portare un’azione del genere.
    Cordiali Saluti
    Cristian Puddu

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