C’è chi pagherebbe pur di vendersi

Cari Amici,

sono sicuro che anche voi, come me, siete rimasti stupiti più per il clamore suscitato dalla “scoperta” che in Italia manca la libertà di stampa che dalla notizia in sè. Il solito rapporto, infatti, ci colloca nella consueta, poco onorevole posizione – 77esimi, su 180! Per chiudere il cerchio del già visto, si grida allo scandalo – con un certo razzismo, per di più – per gli abituali, esotici, improbabili Paesi che ci precedono: in questo caso, infatti, arranchiamo alle spalle di Tonga, Burkina Faso e Botswana.

Fin qui la questione, immortalata dall’abituale rapporto di Reporter senza frontiere. E a me, che ormai ne ho visti tanti, viene da dire solo: e allora? Qual è la sorpresa? Come se non sapessimo violenza-donneche razza di giornalismo asservito, genuflesso, obbediente ci ritroviamo! Sarebbe questo, insomma, lo scoop?

Basta vedere un talk show qualsiasi – non serve certo il patentino dell’Ordine, insomma – per notare che il giornalista di turno, quando intervista una qualsiasi personalità di “potere” (politici, imprenditori, dirigenti e simili) si limita sempre a una domandina introduttiva, la prima, e si guarda bene dalla possibilità di incalzare l’interlocutore con la domanda veramente importante (la seconda!) tesa a sbugiardare, smascherare, mettere in discussione. Così l’intervistato ha piena libertà di fare il bello e il cattivo templibertà di stampao, di spaziare, raccontare, pontificare, senza che nessuno mai lo inchiodi ai fatti. Aveva ragione Travaglio a dire che da noi si mettono in scena “piaggerie peggiori di quelle della Russia di Stalin, del Minculpop, della stampa nordcoreana di regime“.

Se questo accade con l’ultimo dei sottosegretari, con il vice-sindaco di un borgo sperduto, figuriamoci quando parliamo di cose serie. E infatti, lo stesso rapporto rivela che i reporter italiani più a rischio sono quelli che fanno inchieste sul crimine organizzato e sulla corruzione, mentre la cronaca giornalistica ci dice che ciclicamente riemergono voci di chiusura degli unici programmi d’inchiesta rimasti.

La domanda, semmai, sarebbe un’altra: perchè succede? Qui il discorso sarebbe troppo lungo, e per questo mi limito solo a una citazione: il fatto è, diceva Balzac, che “c’è gente che pagherebbe pur di vendersi“. In Italia, purtroppo, sono la maggioranza; sta a noi, però, farli tacere.

A presto,

CR

 

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