L’autovelox, uno strumento contabile

Cari Amici,

sarete a conoscenza della sentenza della Corte Costituzionale che ha stabilito che gli autovelox devono essere sottoposti a verifiche e tarature periodiche. È evidente come, dopo la sentenza della Consulta, le salatissime multe basate su apparecchiature non verificate siano assolutamente nulle. Questa sentenza apre uno scenario senza precedenti: sarà possibile ora ottenere l’annullamento di migliaia di multe per eccesso di velocità, laddove i Comuni non abbiano eseguito la manutenzione prevista dalla Corte Costituzionale.

Vi sembra normale che in un Paese civile si debba arrivare alla Corte Costituzionale? Vi sembra normale che in un Paese civile la pubbliche amministrazione si intaschi soldi e speculi sugli autovelox per far rientrare i conti?

Sembra di vivere in uno scenario di orwelliana memoria: con le sue telecamere il Grande Fratello esercita un continuo salasso nei confronti degli automobilisti, anche a costo di imbrogliare. “Niente di nuovo sotto il sole” direbbero i più disfattisti: di autovelox irregolari se n’è già parlato in passato; ma a essere grave è lo scopo con cui questi strumenti di controllo sono stati pensati. È la mentalità dalla quale sono stati partoriti a essere scorretta: la multa dovrebbe servire a prevenire gli incidenti, più che a permettere a Comuni e amministrazioni pubbliche di lucrare sulle tasche di chi è troppo disinvolto al volante.

Nei Paesi civili, il cittadino viene educato a essere responsabile (in ogni circostanza, in special modo alla guida) e la normativa stradale è consequenzialmente calibrata su questo assunto. In Germania, per esempio, non ci sono limiti di velocità sulle autostrade – tutt’al più viene indicata la velocità consigliata – e la sicurezza è affidata alla maturità del conducente e al controllo (più attento rispetto all’Italia) della polizia, mentre gli autovelox sono un accessorio funzionale solo al completo adempimento della struttura di controllo.

Autovelox clonati, manomessi, privi di taratura e privi di un’adeguata segnaletica: questo e altro si trova solo alla “corte dei miracoli” delle autostrade italiane. Siamo, sì, a favore della sicurezza stradale, ma assolutamente contrari allo strumento dell’autovelox, se viene utilizzato dalle amministrazioni comunali al solo scopo di far cassa. Per tale motivo stiamo studiando azioni legali da intraprendere negli oltre 8000 Comuni italiani, al fine di far ottenere agli automobilisti multati il rimborso delle somme spese per le infrazioni registrate da autovelox non a norma. Non solo: vogliamo chiedere ai Comuni di allegare ai verbali l’attestazione riportante la data dell’ultima taratura degli apparecchi, pena l’impugnazione delle sanzioni da parte degli automobilisti.

Ancora una volta siamo dalla parte di chi viene imbrogliato, ancora una volta alziamo un grido di protesta contro chi truffa. Speriamo, allora, che almeno sulle strade il vento cambi una volta per tutte.

A presto,

Carlo

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