Addio green Italy!

Cari amici,

da ieri l’Italia si impegna a diventare più “green”, più rispettosa dell’ambiente e attenta a ridurre tutte le forme di inquinamento.

Niente più cicche di sigarette per terra – a meno che non si voglia incorrere in multe salate – i semafori saranno dotati di lampade a basso consumo, la pubblica amministrazione dovrà gestire gli appalti rispettando i “criteri minimi ambientali” e imprese e piccole isole avranno incentivi per la raccolta, lo smaltimento e la riduzione della produzione dei rifiuti.

Tutto bello e tutto giusto, ma vanificato dalla possibilità che i vecchi cementifici vengano convertiti in inceneritori.

Una decisione presa durante il governo Monti e concretizzata poi dall’esecutivo Letta con il cosiddetto decreto Clini – sì, proprio l’ex ministro dell’ambiente accusato di corruzione – che consente ai cementifici di svolgere lo stesso, sporco compito degli inceneritori: bruciare i rifiuti, grazie all’uso di un combustibile ritenuto meno inquinante.

Ma a mettere la ciliegina sulla torta è Matteo Renzi.

Il sogno del premier è: “un’Italia che se cambia diventa smart, vogliamo liberare interventi fermi da 40 anni”, e così via allo Sblocca Italia, a 13 provvedimenti governativi per far ripartire edilizia e grandi opere con lo scopo di spingere la ripresa economica.

Tra gli interventi previsti – in piena sintonia con la filosofia del rottamatore – c’è una soluzione low cost e veloce al problema dei rifiuti: evitari di costruire impianti nuovi e convertire, appunto, i cementifici.

Quindi, se da un lato l’Europa si impegna a smantellare e potenziare la raccolta differenziata, l’Italia ha deciso di fregarsene, mettendo a rischio la salute di tutti noi.

L’Arpa – Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente del Piemonte – ha infatti pubblicato uno studio sugli effetti che lo storico inceneritore di Vercelli ha sugli abitanti che risiedono nelle vicinanze.

Lo studio ha evidenziato un aumento della mortalità generale del 20 per cento nei residenti e un aumento di patologie invalidanti come il tumore del colon retto del 400 per cento, il tumore del polmone del 180 cento, l’infarto più del 90 per cento, enfisema e bronchite cronica più del 50 per cento.

Nel caso di Vercelli si tratta di un inceneritore concepito allo scopo di bruciare rifiuti, quindi dotato di tutti gli accorgimenti sistemici atti all’abbattimento degli agenti inquinanti. Ma cosa sarebbe successo se non si fosse trattato di un semplice inceneritore, ma di un cementificio costruito con un altro scopo e poi trasformato in un forno per lo smaltimento dell’immondizia? Non è difficile immaginare gli effetti devastanti che avrebbero sull’ambiente e sulla nostra salute le emissioni di diossina e metalli provenienti da impianti costruiti più di 50 anni fa con tutt’altra mission.

Caro Renzi, va bene risparmiare e rottamare ma non a discapito di noi cittadini!

A presto,

Carlo

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