VICENDA MARO’ E GIUSTIZIA ALLE FAMIGLIE DEI DUE PESCATORI ASSSASSINATI

Sono personalmente stufo di sentire questa storia dei due marò….le grida di protesta , la mobilitazione abnorme di forze e sostegni per far fare un processo a due che hanno ammazzato due pescatori come vogliono gli italiani mi hanno stancato.

Quando un GIP italiano , facendo strame del diritto internazionale, mandò chi aveva assassinato venti, non due, innocenti a farsi processare nel loro paese, alte si levarono le proteste nel nostro paese, proteste esattamente opposte a quelle che oggi chiedono che si faccia con i marò quel che ingiustamente si fece allora con i marines.
Che speranza di giustizia potrebbero avere le due famiglie distrutte dall’assassinio avvenuto in India se il processo ai marò si facesse in Italia? Ecco forse val la pena ricordare quel processo per capire quanto sarebbe più corretto che ciascun paese si processasse chi commette delitti sul proprio territorio…salva ovviamente la non applicazione della pena di morte…che viene sbandierata pur consapevoli tutti che mai sarebbe nemmeno ipotizzata contro i due soldati italiani.
Ricordate la Strage del Cermis? un disastro aereo avvenuto a Cavalese il 3 febbraio 1998, nel quale un aereo militare Grumman EA-6B Prowler statunitense tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, causando la morte di 20 persone.
I pubblici ministeri italiani richiesero di processare i quattro marines in Italia, ma il giudice per le indagini preliminari di Trento ritenne che, in forza della Convenzione di Londra del 19 giugno 1951 sullo statuto dei militari NATO, la giurisdizione sul caso dovesse riconoscersi alla giustizia militare statunitense.
Il processo contro Ashby fu celebrato a Camp Lejeune nella Carolina del Nord. La Corte militare accertò che le mappe di bordo non segnalavano i cavi della funivia e che l’EA-6B stava volando più velocemente e a una quota molto minore di quanto permesso dalle norme militari. Le prescrizioni in vigore al tempo dell’incidente imponevano infatti un’altezza di volo di almeno 2000 piedi (609,6 m). Il pilota dichiarò che egli riteneva che l’altezza di volo minima fosse di 1000 piedi (304,8 m). Il cavo fu tranciato ad un’altezza di 360 piedi (110 m). Il pilota sostenne che l’altimetro dell’aereo era mal funzionante, e affermò di non essere stato a conoscenza delle restrizioni di velocità. Nel marzo del 1999 la giuria assolse Ashby, provocando l’indignazione dell’opinione pubblica italiana ed europea. Anche le accuse di omicidio colposo nei confronti di Schweitzer non ebbero seguito.
I due militari furono nuovamente giudicati dalla corte marziale USA per intralcio alla giustizia per aver distrutto un nastro video registrato durante il volo nel giorno della tragedia. Per tale capo d’accusa furono riconosciuti colpevoli nel maggio del 1999. Entrambi furono degradati e rimossi dal servizio. Il pilota fu inoltre condannato a sei mesi di detenzione, ma fu rilasciato dopo quattro mesi e mezzo per buona condotta.
Nel febbraio 2008 i due piloti hanno impugnato la sentenza e richiesto la revoca della radiazione con disonore, allo scopo di riavere i benefici finanziari spettanti ai militari; hanno anche affermato che, all’epoca del processo, accusa e difesa strinsero un patto segreto per far cadere l’accusa di omicidio colposo plurimo, ma di aver voluto mantenere l’accusa di intralcio alla giustizia «per soddisfare le pressioni che venivano dall’Italia». È comunque stato riconosciuto che l’aereo viaggiava a bassa quota e che la velocità era eccessiva considerati gli ostacoli presenti in zona.
La pubblicazione da parte del quotidiano La Stampa del rapporto conclusivo sulla tragedia del Cermis al capo di stato maggiore americano Peter Pace, rimasto segreto per 10 anni, riaccese le polemiche sulla condotta del Pentagono. Redatto il 10 marzo del 1998, un mese e una settimana dopo la morte dei 20 passeggeri della funivia, il rapporto del generale dei marines Peter Pace recita: “La causa di questa tragedia è che l’equipaggio dei Marines ha volato molto più basso di quanto non fosse autorizzato, mettendo a rischio se stesso e gli altri. Raccomando che vengano presi i provvedimenti disciplinari e amministrativi appropriati nei confronti dell’equipaggio, e dei comandanti. Gli Stati Uniti dovranno pagare tutte le richieste giustificate di risarcimento per la morte e il danno materiale provocato da questo incidente”.

Cosa ne pensate?

Tratto da:

http://www.huffingtonpost.it/carlo-rienzi/vicenda-maro-e-giustizia-alle-famiglie-dei-due-pescatori-assassinati_b_4758476.html

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