Tag Archives: costi

COME VORRESTE FOSSE IMPIEGATO IL JACKPOT DEL SUPERENALOTTO?

Il CODACONS ha proposto di investire i 118 mln di euro per ricostruire L’Aquila e altre 5 soluzioni utili per il Paese.

Voi cosa suggerite?

COMUNICATO  STAMPA DEL CODACONS
Cronaca nazionale
20 Agosto 2010

SUPERENALOTTO: ANCORA NESSUN SEI, JACKPOT VERSO I 118 MILIONI DI EURO

IL CODACONS PROPONE 5 MODI DI INVESTIRE IL MONTEPREMI NELL’INTERESSE DEL PAESE

IL MINISTRO TREMONTI BLOCCHI IL JACKPOT COME FECE  NEL1999 L’ALLORA MINISTRO VISCO

TRA GLI ITALIANI IMPAZZA LA FEBBRE DEL GIOCO: ECCO I DATI DELLO STUDIO CODACONS SUI GIOVNANI

Vola verso i 118 milioni di euro il Jackpot del Superenalotto. Fallita anche ieri sera la caccia al 6 di milioni di italiani, il montepremi in palio per l’ estrazione di sabato prossimo sale così a 117 milioni e 800 mila euro, il più alto del mondo. In caso di vittoria, sarà il terzo jackpot più alto di sempre per il concorso della Sisal (al primo posto ci sono i 147 milioni e 800 mila euro vinti il 22 agosto dell’anno scorso a Bagnone, in Toscana e al secondo i 139 milioni di euro che il 9 febbraio di quest’anno si sono divisi due vincitori a Parma e Pistoia).

Il Codacons, dopo aver già proposto di investire il montepremi per la ricostruzione della città de L’Aquila, ha deciso di suggerire 5 modi davvero utili al Paese e a tutti i cittadini, non solo a qualcuno, di spendere questi quasi 118 milioni di euro:

1. Acquistare 116.000 incubatrici per i reparti di pediatria di tutti gli ospedali italiani, come già suggerito dai pediatri.

2. Pagare gli stipendi di quasi 100.000 operai, tra cassaintegrati e coloro che hanno perso il lavoro negli ultimi 2 anni a causa della crisi economica.

3. Ristrutturare, e mettere in sicurezza, aggiornando desueti impianti di evacuazione, circa 2.000 scuole.

4. Pagare i costi di gestione, per un anno, della raccolta differenziata (tra manutenzione impianti e costi per le risorse umani ed i mezzi di trasporto) in 23 città della penisola.

5. Acquistare e installare, negli ospedali italiani, circa 40.000 macchine che eseguono pet-tac.

“Il Ministro Tremonti non dica di non aver i poteri per fermare la corsa del montepremi. Ha forse dimenticato ciò che fece Visco nel 1999, dopo un lungo dibattito parlamentare? Non permetta che migliaia di, altre, famiglie si rovinino a causa del gioco”, ha commentato il Presidente Codacons, l’Avv. Carlo Rienzi.

Il Codacons con la speranza di sensibilizzare al riguardo, le famiglie ma soprattutto le autorità competenti, ripropone i dati emersi dalla ricerca, a cura del gruppo di lavoro medico psicologico composto dalla dott.ssa Paola Assennato, la dott.ssa Daniela Bricca, e le psicologhe Federica Marchetti e Florinda Maione su giovani e gioco.

Il gioco d’azzardo cresce al ritmo del 13% in un anno, con 53 miliardi di euro puntati solo nel 2009: sempre più gli adolescenti coinvolti, come attestano i dati di questo studio su 40.000 studenti. Secondo la ricerca, infatti, dal 2008 al 2009 la percentuale di studenti tra i 15 e i 19 anni che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi dodici mesi è aumentata dal 40% al 47%. L’aumento maggiore è fra le ragazze, passate dal 29 al 36%, i maschi passano invece dal 53 al 57%. Tra questi studenti, nonostante il divieto di legge, circa 550.000 sono i minorenni, corrispondenti al 43% dei minori scolarizzati. Tra i ragazzi che hanno giocato denaro nell’ultimo anno, quelli che presentano un profilo di rischio totalmente assente rilevato mediante il South Oaks Gambling Screen Revised for Adolescents (Sogs-Ra) sono in diminuzione del 3% (dal 70 al 67%); in aumento quelli con un rischio basso (dal 19,6 al 22%), mentre rimangono invariati quelli con rischio patologico (11%). Gratta e vinci e lotterie istantanee (34%, dal 28% del 2008), scommesse sportive (17%), lotto e superenalotto (cresciuti dal 9 al 14%) sono tra i giochi in denaro maggiormente praticati dagli studenti. Nello specifico, gratta e vinci/lotterie istantanee sono stati giocati dal 36% dei maschi e dal 32% delle ragazze.

Il Codacons lancerà sul blog www.carlorienzi.it un sondaggio tra i cittadini per vedere come vorrebbero venisse speso il montepremi del Superenalotto.

INTERNET: ANTITRUST AVVIA ISTRUTTORIA SU EASY-DOWNLOAD.INFO. PER LE ISTRUZIONI SU COME CONTESTARE LA RICHIESTA DI PAGAMENTO ECCO IL LINK: http://www.carlorienzi.it/?p=325

ANCHE TU VITTIMA DI QUESTO SITO? POSSIBILE UNA CLASS ACTION  In molti mi avete scritto negli ultimi mesi per segnalare quella che a troppi navigatori è parsa una vera e propria truffa. Sto parlando del sito www.easy-download.info. A seguito delle segnalazioni ricevute, abbiamo presentato un esposto all’Antitrust, che oggi ha aperto una formale istruttoria.Vi riporto un estratto del comunicato diffuso oggi dall’Antitrust: Secondo le denunce ricevute, digitando sul motore di ricerca Google il nome di un determinato software accompagnato dalla parola “gratis” o “gratuito”, appariva al primo posto il sito www.easy-download.info.

Selezionando il link, il consumatore veniva indirizzato non alla home page del sito, ma direttamente alla pagina dedicata alla registrazione. Una volta inseriti i propri dati, il consumatore sottoscriveva sostanzialmente a sua insaputa, un contratto biennale con la società tedesca Eurocontent Ltd per la fornitura di software al costo annuale di 96 euro da pagare anticipatamente una volta l’anno. A differenza della home page, dove le condizioni contrattuali erano riportate con chiarezza, la pagina di registrazione riportava i termini con un’evidenza grafica non sufficiente a una loro immediata percezione. In sostanza il consumatore era indotto a credere che si trattasse di un servizio gratuito.

Decorso

il tempo per il recesso senza dare al consumatore alcuna conferma del perfezionamento del contratto stesso, la società tedesca iniziava a sollecitare i pagamenti”.

Ovviamente, qualora l’Autorità dovesse accertare comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori, sarà possibile agire per ottenere il rimborso di quanto versato, o addirittura il risarcimento per i danni subiti. Per questo invito tutti coloro che siano incappati nel “tranello” del sito www.easy-download.info a raccontare su questo blog la propria disavventura, che servirà sia per fornire altro materiale utile all’Antitrust, sia per essere poi ricontattati in caso di una futura class action.

VACANZE 2010: ECCO LE METE PIU’ COSTOSE

Diffondiamo oggi i risultati di una indagine condotta da questo blog, relativa ai costi medi delle strutture alberghiere nelle principali località balneari italiane.

La ricerca dimostra chiaramente come la Sardegna sia in assoluto la destinazioni più costosa, dove pernottare una notte di agosto a Porto Cervo costa mediamente 347 euro.

A seguire da Costiera amalfitana e la Versilia.

Anche la Sicilia, con Taormina e le Isole Eolie, risulta una destinazione tutt’altro che economica.

Da notare come le tariffe delle strutture alberghiere si dimezzino in Veneto e nel Lazio.

Tra le mete più economiche la Calabria, dove il turismo non è molto valorizzato e dove non si può ancora contare su strutture ricettive all’altezza del paesaggio spettacolare che caratterizza questa regione.
I COSTI SONO ESPRESSI IN EURO E SI RIFERISCONO AL SOGGIORNO DI UNA NOTTE IN CAMERA DOPPIA NEL MESE DI AGOSTO, IN REGIME B&B ALL’INTERNO DI STRUTTURE 4 STELLE
LIGURIA

CAMOGLI
204

SESTRI LEVANTE
216

RAPALLO
246
VENETO

JESOLO
148

BIBIONE
145
TOSCANA

FORTE DEI MARMI
228

LIDO DI CAMAIORE
233

ISOLA D’ELBA
266

CAMPANIA

ISCHIA
190

CAPRI
290

SORRENTO
230

AMALFI
236
FRIULI VENEZIA GIULIA

LIGNANO SABBIADORO
142

GRADO
174
ABRUZZO

ROSETO DEGLI ABRUZZI
185

FRANCAVILLA AL MARE
167

SILVI MARINA
160
PUGLIA

GALLIPOLI
205

OSTUNI
164

SANTA MARIA DI LEUCA
180
CALABRIA

TROPEA
155

PRAIA A MARE
120
EMILIA ROMAGNA

RIMINI
183

RICCIONE
155

MILANO MARITTIMA
163

SICILIA

TAORMINA
210

LAMPEDUSA
193

PANAREA
200

SAN VITO LO CAPO
180

LAZIO

SAN FELICE CIRCEO
150

PONZA
179

SABAUDIA
129

SARDEGNA
PORTO CERVO
347

BAJA SARDINIA
330

PORO ROTONDO
325

MARCHE

SENIGALLIA
171

SAN BENEDETTO DEL TRONTO
150

GABICCE MARE
164
L’indagine è stata condotta utilizzando i siti internet specializzati in prenotazioni alberghiere, fa riferimento al costo di una notte nel mese di agosto (camera doppia, regime b&b, struttura a 4 stelle), è puramente indicativa e non ha valenza statistica.�

RC AUTO: SE LA POLIZZA AUMENTA, SEGNALALO A CARLO RIENZI!

Ieri l’Antitrust, su nostra sollecitazione, ha aperto una indagine sulle tariffe Rc auto, per capire come mai i costi delle polizze continuino a crescere, nonostante le riforme introdotte nel settore.

L’indennizzo diretto, la patente a punti (che ha prodotto un calo degli incidenti) e le altre novità introdotte, avrebbero dovuto far scendere le tariffe assicurative, poiché tali provvedimenti hanno determinato una riduzione dei costi per le compagnie di assicurazioni.

Ma così non è stato, e le polizze continuano ad aumentare, al punto che dal 1994 al 2010 i rincari raggiungono quota +170%!

Già all’inizio del 2000 l’Antitrust scoprì un cartello anticoncorrenza messo in piedi dalle imprese assicuratrici, e finalizzato a mantenere alte le tariffe rc auto.

Cartello confermato da tutti i gradi di giudizio, fino alla Corte di Cassazione.

Partirono quindi migliaia di azioni di risarcimento dinanzi ai giudici di pace e, dopo centinaia di sentenze favorevoli agli assicurati con rimborsi medi del 20%, intervenne il Governo il quale, preoccupato per le casse delle assicurazioni che rischiavano di dichiarare fallimento, emanò il famoso “decreto truffa salva-compagnie”, che di fatto impedì agli assicurati di ottenere rimborsi in tribunale.

Continuamente al Codacons riceviamo segnalazioni di utenti che lamentano rincari delle proprie polizze rc auto.

Ora è finalmente arrivato il momento di mettere insieme tutte queste denunce, e depositarle all’Antitrust, per ottenere giustizia e dimostrare come le tariffe assicurative continuino a crescere in modo spropositato e ingiustificato.

Invito tutti coloro che hanno subito rincari delle polizze rc auto a lasciare un commento su questo blog, descrivendo l’entità degli aumenti e i costi sostenuti per assicurare automobili e motocicli.

VIAGGI: ATTENTI ALLE FREGATURE!!! E DOMENICA SEGUITE “I CONSIGLI DELL’AVV. RIENZI” IN ONDA ALLE 7,20 CIRCA SU UNO MATTINA WEEK END, PER EVITARE LE VACANZE TRUFFA!!!

In questi giorni molti di voi stanno organizzando le prime mini-vacanze in Italia o all’estero, o sondando il terreno per le prossime vacanze estive.

Viaggiare, però, fa spesso rima con “fregatura”.

Solo lo scorso anno, tra giugno e settembre, abbiamo ricevuto circa 15.000 segnalazioni relative a disagi e disservizi durante il periodo delle vacanze.

Al vertice delle lamentele degli italiani i trasporti, col 26% delle segnalazioni legate a voli cancellati, ritardi, overbooking, ecc. A seguire gli alberghi (17%) i cui principali problemi sono legati a stanze inadatte, scarsa igiene dei locali, cibo scadente, scortesia del personale, ecc.

E’ di fondamentale importanza sapersi districare tra una miriade di offerte al fine di evitare brutte sorprese, e conoscere bene quali sono i propri diritti.

E proprio recentemente la Cassazione ha stabilito cheIl tour operator è tenuto al risarcimento del danno da vacanza rovinata quando la realtà dei fatti (mare inquinato da idrocarburi e spiaggia sporca) non rispecchia quanto pubblicizzato. Con il contratto avente ad oggetto un pacchetto turistico “tutto compreso”, sottoscritto dall’utente sulla base di una articolata proposta contrattuale, spesso basata su un dépliant illustrativo, l’organizzatore o il venditore assumono specifici obblighi, soprattutto di tipo qualitativo, riguardo a modalità di viaggio, sistemazione alberghiera, livello dei servizi etc, che vanno “esattamente” adempiuti. Pertanto qualora la prestazione non sia esattamente realizzata, sulla base di un criterio medio di diligenza (art. 1176, comma 1 c.c.) si configura una responsabilità contrattuale, tranne nel caso in cui organizzatore o venditore non forniscano adeguata prova di un inadempimento ad essi non imputabile” (Cassazione civile  sez. III, 4marzo 2010, n. 5189).

Vi fornisco oggi una guida utile sia al momento della scelta della vacanza, sia in caso di disservizi.

1) Rivolgetevi ad agenzie conosciute. Per le false agenzie di viaggio, ricordate che nei loro locali deve essere esposta l’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Ogni agenzia, poi, per quanto piccola, ha un telefono fisso, un fax e un indirizzo riscontrabile sulla guida del telefono.

2) Trasporti. Scegliete con cura la compagnia di trasporto. Chiedete sempre di avere parecchi giorni prima della partenza i documenti di viaggio, così da poterli esaminare e controllare la loro validità. Chiedete che sia specificato nel contratto con quali compagnie aeree l’agenzia opera, onde evitare che all’ultimo vi cancellino il volo e vi ritroviate a viaggiare con un deltaplano;

3) Caparra. Versate una caparra esigua, per non essere soggetti a ritorsioni. Per legge non può essere superiore al 25% della somma complessiva. Verificate che il tour operator abbia ricevuto l’acconto versato all’agenzia. Ricordate che se il tour operator fallisce c’è un Fondo Nazionale di Garanzia.

4) Non credete a offerte mirabolanti: i posti da sogno hanno un costo e nessuno vi regala nulla!

5) Esaminate il contratto con attenzione, in particolare:

- Controllate le clausole scritte con caratteri molto piccoli, che, di solito, limitano i diritti del cliente;
- Appurate l’importo della penale in caso di rinuncia al viaggio già prenotato;
- Chiedete penalità suppletive in caso di errori dell’agenzia o del tour operator;

6) Non fidatevi delle foto dei cataloghi o delle dizioni “di lusso”, “prima categoria” che non hanno alcun significato. Anche le “stelle” (Albergo a “cinque stelle”) implicano dei servizi che variano a seconda della Regione e non hanno alcun valore per l’estero. Verificate, invece, i servizi alberghieri effettivamente offerti (aria condizionata, telefono, frigobar, piscina, ascensore, bagno in camera…) e chiedete specifiche nel caso di spiegazioni vaghe o assenti: presenza del portiere notturno e possibilità di rientro a tarda ora, distanza dell’albergo dalla spiaggia, presenza nei paraggi dell’albergo di locali o di ferrovie che possano disturbare il vostro sonno, posteggio interno all’albergo a disposizione gratuita dei clienti;

7) Verificate che le promesse mirabolanti, contenute nei depliant pubblicitari o declamate e garantite dal venditore, siano riportate anche nel contratto; conservate, comunque, il depliant.

8 ) Controllate su internet le proposte date dalle agenzie e le caratteristiche della zona: mare pulito, presenza di fiumi inquinati nei paraggi o peggio ancora di scarichi fognari ‘;

9) Non firmate nessun modulo in bianco;

10) Assicurazione. Se con il viaggio è offerta una copertura assicurativa, verificate di non essere già coperti da assicurazioni simili: in tal caso chiedete di avere garanzie contro altri tipi di rischi.

11) Il depliant illustrativo costituisce parte integrante dell’offerta contrattuale che l’agenzia vi propone. Perciò conservatelo e, oltre che per le spese e per lo stress, chiedete il risarcimento anche per le aspettative tradite, rivolgendovi al tribunale civile o al giudice di pace;

12) Conservate tutti i documenti di viaggio e tutte le ricevute. E se siete incappati in una vacanza-truffa, scattate delle fotografie, fate constatare al personale quello che non funziona… Insomma, raccogliete tutte le prove;

13) Se arrivate nell’albergo che avete prenotato, ma non ci sono letti disponibili, contattate il tour operator che ha organizzato il viaggio, che dovrà assicurarvi un alloggio in un altro albergo di categoria uguale o superiore.

Segnalate qui le vostre esperienze e ricordatevi di seguire la prossima puntata de “i consigli dell’avv. Rienzi” in onda alle 7e20 circa nel contenitore domenicale di Rai uno “uno mattna week-end”, riguardante le vacanze truffa.

RISPOSTA ALLA LETTERA DI CORSETTI (FEDERTAXI) PUBBLICATA OGGI SUL CORRIERE DELLA SERA – ROMA

Gentile sig. Carlo Corsetti di Federtaxi,
rispondo al suo appello rivoltomi a rispettare il codice della strada dalle pagine del Corriere della sera del 27.2.10, che riporto integralmente sotto.

La risposta sarà un po’ lunga e quindi la pubblico sul mio blog …non so se il Corsera potrà dare tanto spazio.

Intanto, come ha visto, ho accettato di buon grado la polemica innescata con la foto di una automobile da voi diffusa sostenendo che fosse mia e fosse in divieto di sosta, ossia in sosta sul parcheggio dei taxi.

Avrei potuto rispondere che vedere me entrare in una auto non vuol dire che la ho parcheggiata io lì, o che sia mia, o, ancora peggio, che quella auto si vede dalla foto (e questo voi non lo avete detto) che non solo non è in doppia fila, ma è parcheggiata per metà in zona riservata allo scarico delle merci, e quindi del tutto lecitamente, se l’uso della sosta era quello, e per metà in area taxi, area però mai completamente vuota (cosa assolutamente non vietata se si tratta ad es. di fermata e non di sosta).

Ma non l’ho fatto, perché a me piace accettare le provocazioni e affrontare le questioni a testa bassa e sollevare i problemi senza far finta che chi li solleva sia e debba essere per forza un sant’uomo o, per forza, esempio di virtù.

E ciò posso farlo perché nella vita, nel bilanciamento tra vizi e virtù, costi sostenuti per solidarietà agli altri e benefici ricevuti, ho un saldo assolutamente attivo eticamente e passivo come privato interesse.

E questo mi fa vivere sereno e mi consente di ricevere le vostre provocazioni divertenti senza mollare di una virgola la giusta battaglia.

Avete voluto fare un test e vedere se vi appoggiavamo all’Antitrust per le scorrettezze degli alberghi?

E noi vi abbiamo appoggiatoma impugneremo egualmente al TAR eventuali aumenti delle tariffe ingiustificati, e allo stesso Antitrust abbiamo chiesto, con lo stesso atto con cui vi appoggiavamo, di verificare se la vostra categoria non violi la legge sulla concorrenza.

E così continuerò a fare anche se sarò fotografato mentre getto la carta che involge un bacio perugina in terra dopo aver cercato invano un cestino pubblico di rifiuti, o se dovessi essere beccato ad attraversare fuori delle strisce pedonali o, peggio, passare a piedi col semaforo rosso.

Perché sono un essere umano con tutti i suoi difetti ma anche alcuni pregi, tra i quali mi vanto di annoverare una tenacia nel portare avanti le giuste battaglie che non sempre vedo in lobby come la vostra.

Ad esempio, noi abbiamo denunciato i Sindaci per inquinamento dell’aria proprio in difesa della vostra categoria, ma voi non avete mai espulso un tassinaro ladro, e non siete mai scesi in piazza per liberare le strade dal traffico …imporre che i vigili facciano il loro dovere (anche multando i serpentoni di taxi che spesso a piazza S.Silvestro sostano fuori dei vostri spazi, occupando completamente lo spazio “carico e scarico”, dove era in sosta quella peccatrice mercedes misteriosa), lo avete fatto – bloccando con grave reato l’intera città -  solo per aumentare le tariffe…e questo non va bene!!

Allora io sono stato coraggioso e pronto ad ammettere di non essere senza peccato…ora tocca a voi ammettere che siete una categoria che pensa molto ai propri interessi economici, e poco al bene dei cittadini, e che siete riusciti a cancellare le poche cose buone (come il prezzo ridotto alle donne la notte…vedi inchieste TV)  che i Comuni vi avevano imposto.

Se lo farà…prometto che confesserò pubblicamente qualche altro peccato….!

Saluti e baci.

CARLO RIENZI presidente CODACONS

Lettera di Carlo Corsetti dalla rubrica “Lettere al Corriere della Sera (edizione di Roma) – una città mille domande” del 27.02.2010

CHI E’ SENZA PECCATO, TASSISTA O AVVOCATO, SCAGLI LA PRIMA PIETRA

Ho ricevuto una lettera sul blog in cui mi si criticava per aver parcheggiato in divieto in una strada di Roma (ho già fornito la targa della mia auto all’autore del messaggio) e lo si faceva per contrapporre la mia scorrettezza alla dura battaglia fatta come Presidente del Codacons per la trasparenza nella gestione dei taxi nella capitale e per opporsi ad aumenti assurdi delle tariffe richiesti dai tassisti.

Ritengo quindi utile rispondere stavolta contravvenendo a tutte le regole di un blog…

Dunque, innanzitutto i tassisti e le tariffe: ribadisco qui che non sarebbe giustificato  a Roma alcun rincaro delle tariffe, dal momento che nella capitale il costo medio delle corse è più elevato rispetto al resto d’Europa, mentre il numero dei taxi è sensibilmente inferiore rispetto a quello di altre metropoli.

In secondo luogo vorrei tranquillizzare l’autore della mail di critica che se vuole cogliermi in fallo non c’è bisogno che mi segua o fotografi di nascosto, visto che intendo confessare: non spessissimo, ma nemmeno poche volte, parcheggio per necessità in divieto, anzi in doppia fila, cosa che è davvero uno schifo lo ammetto, ma certo non me ne vergogno più di tanto se constato che solo da Roma in giù la circolazione delle auto è una giungla in cui ognuno fa quel che vuole senza regole.

Se vado a Firenze non lo faccio perché sono certo che  non sfuggo alla multa!!

E allora se questa confessione può servire per svegliare chi il traffico e la sosta deve controllare e prevenire ben venga…ma purtroppo, caro “mare nostro “, penso che la giungla di abusi, cartacce in terra, cacche di cane dappertutto come le cicche delle sigarette, giardini spelacchiati e abbandonati e, perché no, tassisti imbroglioni che rapinano soldi agli stranieri, ne avremo a iosa e speriamo che non ci diano le Olimpiadi sennò…che vergogna!!

SEGNALATE QUI GLI INDIRIZZI DELLE POMPE BIANCHE!!!

Prorpio questa mattina sono stato ospite della trasmissione “UnoMattina Week End”, e ho trattato il “problema” dei continui aumenti dei prezzi dei carburanti.

Come saprete con il Codacons stiamo portando avanti una vera e propria battaglia per fermare i costanti aumenti, e proprio su questo blog (http://www.carlorienzi.it/?p=157#respond) sono già intervenuto per segnalare che, intanto, si può beneficiare di costi ridotti, attraverso i c.d. distributori indipendenti: distributori cioè che non hanno i grandi nomi delle compagnie petrolifere.

Ora, per aggiornare la lista e fare una mappatura completa, vi chiedo di segnalare qui i distributori della vostra zona o di quelli che comunque conoscete.

Attraverso il passa-parola, forse, riusciremo NOI a trovare il modo di risparmiare un pò.

SEGNALATE QUI LE POMPE BIANCHE!!!

MA PRIMA DI FARLO CONTROLLATE CHE PRATICHINO EFFETTIVAMENTE PREZZI INFERIORI RISPETTO AGLI ALTRI DISTRIBUTORI DELLA ZONA.

E SEGUITE I CONSIGLI CHE VI HO DATO OGGI (E ANCHE QUELLI CHE VI DARO’ …!)

[youtube sW0rQVz2M_4]

CLASS ACTION: SEGNALA LA TUA A RIENZI!!!

Cari amici, come saprete a partire da gennaio sono entrate in vigore le class action e noi siamo partiti subito.

Forse però non tutti sanno esattamente in cosa consistono, e, sopratutto come funzionano.

Allora ecco una piccola spiegazione.

AZIONE COLLETTIVA CONTRO LE IMPRESE

Come noto dal 1 gennaio 2010 è possibile proporre l’azione collettiva per l’accertamento della responsabilità, per la condanna al risarcimento del danno e alle restituzioni in favore della classe che abbia subito le conseguenze di condotte o pratiche commerciali scorrette; oppure che abbia acquistato un prodotto difettoso o pericoloso; oppure ancora che versi in una medesima situazione di pregiudizio nei confronti di un’impresa, in conseguenza di un inadempimento contrattuale; in conseguenza degli illeciti commessi dal 15 agosto 2009.
Tale azione collettiva persegue essenzialmente tre obiettivi :
- consentire l’accesso alla giustizia dei consumatori/utenti, che agiscono in proprio o dando mandato a un’associazione di tutela dei diritti dei consumatori, con la conseguente riparazione dei danni prodotti da illeciti di massa;
- economia processuale (un solo giudizio, anziché migliaia in tutta Italia con il rischio del contrasto di giudicati)
- l’effetto deterrenza dal compimento degli illeciti;
La class action, secondo quanto previsto dall’art. 140 bis del Codice del consumo può essere esercitata nei seguenti casi:
a) Diritti contrattuali
Rientrano in questa categoria tutti gli illeciti contrattuali, inclusi i diritti relativi ai contratti in cui il consumatore, anche non apponendo nessuna firma, accetta le condizioni generali previste per quel tipo di rapporto (ad. es trasporto passeggeri o merci) ai sensi dell’art.1341 c.c.; contratti conclusi mediante moduli o formulari (ad es. polizze assicurative, contratti bancari e finanziari) art. 1342 c.c.

Esempi di possibili azioni collettive:
- Clausole vessatorie incluse in contratti bancari; ingiustificati aumenti di costi, commissioni o polizze assicurative; bollette pazze;
- Disservizi nel trasporto di passeggeri o merci;
 
b) Prodotto difettoso
L’azione collettiva può essere proposta nei confronti del produttore di prodotto difettoso o pericoloso anche a prescindere dall’esistenza di un contratto.

Esempi di possibili class action:
- Qualsiasi prodotto pericoloso (vedi art. 103 codice consumo) che, in condizioni di uso normali o ragionevolmente prevedibili, presenti rischio;
- Qualsiasi prodotto difettoso (vedi art. 117 codice del consumo) che non offre la sicurezza che ci si può legittimamente attendere.
- Danni derivanti da farmaci.
 
c) Ristoro del pregiudizio derivato da pratiche commerciali scorrette o da comportamenti anticoncorrenziali.
Si potrà proporre la class action contro quelle imprese che adottano comportamenti anticoncorrenziali (art. 2 L. 287/90) ovvero adottano pratiche commerciali scorrette (art. 20 codice del consumo e seguenti); con particolare riguardo verso quei comportamenti che influiscono sulla variazione dei prezzi di beni.

Esempi di possibili azioni collettive:
- Pratiche commerciali ingannevoli o aggressive, informazioni inesatte od omissioni che falsano o è idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore (sconto promozionale, costi accessori)
- Cartelli tra imprese assicuratrici o dell’energia, produttori di pane o pasta, idonei a mantenere alti i prezzi di beni o servizi.

AZIONE COLLETTIVA CONTRO LE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

La cd. class action contro la P.A. può essere avviata al fine di ripristinare il corretto svolgimento della funzione o la corretta erogazione di un servizio dal 15 gennaio 2010.
A differenza della class action contro le imprese, per questa azione collettiva non è prevista la retroattività né il risarcimento danni.
Ai sensi dell’art. 1 del Decreto legislativo 20.12.2009 n° 198 l’azione collettiva può essere promossa dai singoli aventi un interesse diretto, concreto e attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata ovvero da parte di associazioni e comitati a tutela degli interessi dei propri associati, per violazione di standard qualitativi ed economici, degli obblighi contenuti nelle Carte di servizi oppure dalla violazione di termini o dalla mancata emanazione di atti amministrativi generali, nei seguenti casi:
a) Amministrazioni ed enti pubblici non economici nazionali
Per Enti Pubblici non economici nazionali si intendono, tra gli altri, l’INPS, l’INAIL, l’INPDAP, l’INPDAI

Esempi di possibili azioni:
- Mancata erogazione di pensioni; ritardi nei procedimenti o nell’emissione di provvedimenti; Cattivo funzionamento degli uffici aperti al pubblico;

b) Amministrazioni ed enti pubblici non economici locali e regionali
Per Amministrazioni locali ed enti pubblici non economici locali e regionali si intendono Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane e Isolane, Città metropolitane, Camere di Commercio
 
Esempi di possibili azioni:
- Cattiva manutenzione di strade;

c) Concessionari di servizi pubblici.
Per concessionari di servizi pubblici si intendono le aziende che gestiscono le forniture di acqua, elettricità, illuminazione pubblica, gestione parcheggi e trasporti urbani, nettezza urbana,

Esempi di possibili azioni:
- contestazione dell’addebito dei consumi; tardiva attivazione del servizio richiesto; attivazione di servizi non richiesti.

d) Contro le amministrazioni, gli enti pubblici non economici e i concessionari di servizi pubblici che svolgono funzioni o erogano servizi in materia di tutela della salute o in materia di rapporti tributari.
Si vedano gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, le Aziende Sanitarie Locali, gli uffici riscossione tributi.
Esempi di possibili azioni collettive:
- liste di attesa troppo lunghe per visite e analisi mediche
- degrado e mancanza di igiene in ambito ospedaliero.

Sono escluse dall’applicazione del presente decreto le Autorita’ amministrative indipendenti, gli organi giurisdizionali, le assemblee legislative e gli altri organi costituzionali nonche’ la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Esaminando i comunicati stampa delle Associazioni di consumatori e “navigando” su internet apprendiamo che sono state promosse le seguenti Class Actions
Ministeri Salute ed Economia / Cittadini ( rimborso vaccini – Codacons )
Ministero Pubblica Istruzione / Cittadini ( Restituzione di parte della Tassa Scolastica in relazione al sovraffollamento delle classi – Codacons )
Produttori Computer / Clienti ( Windows Microsoft preinstallato – Aduc )
Protezione Civile- sindaci-Province -Regioni / Cittadini di Roccaraso, Noli, Civitanova del Sannio, Erice, AciCastello, Santa Marinella, Mandatorriccio, San Lorenzo Maggiore, Gavazzana ( risarcimento dissesto idrogeologico – Codacons )
Unicredit-Bankitalia / Clienti ( calcolo interessi sui mutui – Adusbef )
Unicredit-Intesa San Paolo / Clienti ( Commissioni in sostituzione del massimo scoperto – Codacons )
VODEN MEDICAL INSTRUMENTS SPA / Consumatori EGO TEST FLU (Codacons )

Quindi vorrei che segnalaste qui, su questo blog, le “vostre” azioni di classe!

Presi con le mani in pasta…

Le maggiori aziende italiane della pasta in Italia sono state perquisite oggi dalla Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sul rincaro dei prezzi di tale alimento. E indovinate un po’ da dove nasce tuta la vicenda?
L’inchiesta avviata dalla Procura di Roma sui prezzi della pasta nasce proprio da un esposto del Codacons inviato nel mese di novembre 2007 al Procuratore aggiunto Nello Rossi e al Sostituto Stefano Pesci, nel quale si ipotizzava il reato di aggiotaggio relativamente ai listini al dettaglio della pasta.
Nella segnalazione abbiamo sottolineato, attraverso un nostro dossier reperibile al link (http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=56979) l’andamento anomalo dei prezzi della pasta in relazione alle quotazioni del grano, e abbiamo smentito dati alla mano le giustificazioni fornite dai produttori per motivare i rincari, che a nostro avviso erano del tutto speculativi. Non solo. Abbiamo anche evidenziato alla Procura di Roma il ricarico che si verifica sui prezzi della pasta nei passaggi dal campo alla tavola, spiegando quanto incide il costo della materia prima sul prodotto finale”.
A mio avviso contro gli speculatori non bastano le sanzioni ma serve il carcere. Solo con il carcere si potrà mettere fine alle speculazioni sulla pasta e nell’intero settore alimentare che impoveriscono le famiglie attraverso aumenti ingiustificati dei listini e ricarichi dal campo alla tavola fino al 1000%.
Vi invito a commentare la notizia e vi informo che chi lo vorrà potrà costituirsi parte civile in caso di processo e chiedere il risarcimento dei danni per aver pagato penne, spaghetti, bucatini, rigatoni, ecc. più del dovuto.