Il caso dell’88enne che ha riconosciuto la truffa del «finto carabiniere», ha chiamato il 112 e ha permesso l’arresto dell’autrice del raggiro dimostra una cosa molto semplice: conoscere o comunque comprendere i meccanismi usati dai truffatori può fare la differenza.
Le persone anziane sono tra i bersagli preferiti, soprattutto durante l’estate, quando è più frequente rimanere soli in casa. E le tecniche sono ormai moltissime: falsi carabinieri e poliziotti, sedicenti tecnici di luce e gas, addetti postali, avvocati, telefonate di presunti figli o nipoti in difficoltà. Senza dimenticare SMS, WhatsApp ed e-mail costruiti per sottrarre dati e credenziali bancarie.
Il meccanismo, però, è quasi sempre lo stesso: creare paura e urgenza per impedire alla vittima di riflettere. «Suo figlio ha avuto un incidente», «suo nipote è stato arrestato», «deve pagare immediatamente», «non riattacchi». È proprio in quel momento che bisogna fare l’opposto: fermarsi, non consegnare nulla e verificare.
Ecco 10 regole da ricordare e far conoscere soprattutto alle persone anziane.
1. Non aprire la porta agli sconosciuti
Una divisa o un tesserino non bastano a dimostrare l’identità di una persona. Se qualcuno dice di appartenere alle Forze dell’ordine, a un ente o a un’azienda, verifica sempre prima di farlo entrare.
2. Mai consegnare soldi o gioielli per una presunta emergenza
Nessun incidente o problema giudiziario di un familiare si risolve consegnando contanti o preziosi a uno sconosciuto che si presenta alla porta.
3. Se parlano di un familiare in difficoltà, chiamalo direttamente
Usa il numero che conosci già oppure contatta un altro componente della famiglia. Non richiamare i numeri indicati da chi ti ha contattato.
4. Non fidarti solo perché conoscono il tuo nome
I truffatori possono conoscere nomi e informazioni sui familiari. Sono dati che possono essere recuperati in diversi modi e vengono utilizzati proprio per rendere credibile il racconto.
5. Attenzione ai falsi tecnici
Se non hai richiesto un intervento o ricevuto una comunicazione preventiva, non far entrare presunti tecnici di luce, acqua o gas. Chiama direttamente l’azienda utilizzando i suoi recapiti ufficiali.
6. Non comunicare codici e credenziali a chi ti contatta
Password, PIN, codici bancari e codici di sicurezza delle carte non vanno forniti a chi li richiede attraverso telefonate, SMS o messaggi. Nel dubbio, interrompi la conversazione e contatta direttamente la banca.
7. Non cliccare d’impulso sui link
Pacchi bloccati, pagamenti sospetti, rimborsi improvvisi o problemi con il conto sono alcuni dei pretesti utilizzati per spingerti su siti falsi e rubare dati personali e bancari.
8. Più ti mettono fretta, più devi fermarti
«Devi pagare subito», «non riattaccare», «non c’è tempo»: l’urgenza è una delle armi più efficaci dei truffatori. Se qualcuno cerca di impedirti di riflettere, interrompi il contatto.
9. Se qualcosa non ti convince, chiama una persona di fiducia
Prima di pagare, consegnare oggetti, aprire la porta o seguire le istruzioni di uno sconosciuto, confrontati con un familiare, un vicino o una persona che conosci.
10. Nel dubbio, chiama il 112
Non bisogna aspettare di essere certi che si tratti di una truffa. Una situazione sospetta può essere segnalata alle Forze dell’ordine. Se il raggiro è già avvenuto, è importante agire rapidamente e fornire tutti i particolari utili. È possibile anche rivolgersi al Codacons per ricevere assistenza e capire come tutelarsi.
Il caso dell’88enne lo dimostra: la migliore arma dei truffatori è la paura, la migliore difesa è non avere fretta. Prima di aprire una porta, consegnare denaro o comunicare un codice, sempre meglio fermarsi e verificare. Solo così potremo evitare conseguenze pesantissime..




