La decisione del governo di prorogare il taglio delle accise soltanto fino al 25 agosto è una scelta che lascia l’amaro in bocca e che, soprattutto, lascia senza risposte milioni di cittadini.
Chi partirà per il controesodo del 29 e 30 agosto, e tutti coloro che rientreranno dopo il 25, non vedranno alcun beneficio. Come se le vacanze degli italiani finissero per decreto..
Ancora più incomprensibile è la scelta di ignorare completamente chi guida un’auto a benzina. Parliamo di oltre 17 milioni di automobilisti che continuano a fare i conti con prezzi ormai stabilmente attorno ai 2 euro al litro, senza ricevere un solo euro di aiuto. È una disparità difficile da giustificare.
Ma c’è un altro aspetto che mi preoccupa ancora di più. Da settimane denunciamo un meccanismo che ormai conoscono tutti: quando il petrolio sale, i prezzi alla pompa aumentano quasi immediatamente; quando invece il petrolio scende, i ribassi arrivano con il contagocce. È la solita doppia velocità che svuota le tasche degli italiani.
Il governo continua a parlare di uno sconto di 17 centesimi sul gasolio. Sulla carta è così. Nella realtà, però, gli aumenti registrati nelle ultime settimane hanno già mangiato metà del beneficio: oggi il vantaggio reale si è ridotto a circa 8,5 centesimi al litro, poco più di 8 centesimi in autostrada. È la dimostrazione che senza un controllo serio della filiera ogni intervento rischia di essere – letteralmente – divorato dagli aumenti.
E temo che il peggio debba ancora arrivare. Anche se il petrolio dovesse continuare a scendere, e non è proprio detto con questi chiari di luna, assisteremo probabilmente all’ennesimo copione: i ribassi alla pompa procederanno a passo di lumaca, mentre gli italiani continueranno a pagare molto più del dovuto.
Per questo non si può abbassare la guardia. Continueremo a monitorare ogni giorno l’andamento dei carburanti, confrontando il prezzo del petrolio con quello praticato ai distributori. E ogni volta che emergeranno anomalie o sospetti di speculazione, continueremo a segnalarli alle autorità competenti, come abbiamo sempre fatto.
Aspettiamo segnalazioni: scriveteci (a info@codacons.it) e provvederemo a verificare. Se non ci tuteliamo da soli, cari amici, siamo fritti: nessuno lo farà per noi.




