Su con la vita, il regno del nulla ha i giorni contati!


Per una volta intendo rivendicare le mie virtù profetiche. Essì, ché ogni tanto darsi qualche pacca fa anche bene all’autostima. E allora: che sia!

I fatti sono presto riassunti. Solo qualche settimana fa, riflettevo su queste colonne riguardo la drammatica situazione in cui si trovano gli influencer – costretti ad alzare sempre di più il tiro in termini di provocazioni e narcisismi, esagerazioni e ammiccamenti, pena lo smarrimento – rapidissimo e certo – di quella comunità di fedeli (nel senso religioso della cosa) che si stringe intorno a questa o quella “celebrità” del web.

Influencer, insomma, che ci si nasca o meno, bisogna soprattutto rimanerci: e per farlo, bisogna alzare l’asticella di continuo, stupire e intrattenere senza soste, in un tiro alla fune che alla lunga finisce per disperdere completamente il punto di vista, e gli interessi, del pubblico. Pubblico diventato ormai solo strumento, o bersaglio, di questa operazione nevrotica e infinita: praticamente, oggetto.

L’esempio perfetto, è chiaro, è quello di Chiara Ferragni – la regina nostrana in questo particolare ambito del marketing. Scrivevo appunto su di lei – e non solo – con intento provocatorio (ma fino a un certo punto):

Manca solo una foto delle parti intime: ultimo pezzo di una vita disperata rimasto ancora ignoto. Ma poverina! Anche in quel caso non cambierebbe nulla: una vulva o un clitoride sono uguali (più o meno) a tutti gli altri, e le nudità non portano più vantaggi in termini di like, visto che su internet di foto osé se ne trovano migliaia…
Insomma, riassumendo: povera Ferragni! Qualsiasi cosa faccia, ormai, stupire e scandalizzare è diventato proprio impossibile.

Come tutti sappiamo, non c’è limite al peggio. E allora, non è passato neanche un mese, ed eccoci subito al dunque con una sorta di climax ascendente: prima una foto nella vasca, poi un trittico cappotto, reggiseno e calze a rete, infine una soluzione “sotto il gioiello, niente” che – insomma – non sarà certo la “foto delle parti intime” di cui sopra, ma ci si avvicina proprio moltissimo. Come ampiamente previsto, e prevedibile, il nudo è l’ultima trovata di fronte al baratro.

Anche la Ferragni nazionale, è chiarissimo da queste studiate iniziative, è agli sgoccioli. La sua popolarità cala ogni giorno, ormai in termini di ricerche online la supera pure un Can Yaman qualunque, e si avvia a scomparire dalla scena pubblica – finalmente – con tutti i suoi armadi e borse griffate.

Mi colpisce però che il percorso di queste figure sia sempre lo stesso, e ricordi – incredibilmente da vicino – il modo in cui si spengono le stelle, alla fine della loro vita nell’Universo. Se infatti le più massicce esplodono in una violenta supernova, le più piccole invece – le nane rosse – non seguono questi passaggi, ma si spengono progressivamente, esistendo per centinaia di miliardi di anni in modo sempre più soffuso e sfumato.

Certo, dovremo ancora sorbirci per qualche tempo il solito corollario di assurdità, esaltazioni della ricchezza, autocelebrazioni e atti diseducativi in mondovisione, non dico di no: ma vedere lei e altri “colleghi” alla canna del gas dei consensi deve farci sentire rassicurati, e un filino fiduciosi verso il futuro. Tutto, prima o poi, finisce: ma magari anche questo regno dell’apparente, della superficialità, del nulla – che temevamo durasse in eterno – si appresta a concludersi. Non lo rimpiangeremo di sicuro.

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