SCUOLA: CLASSI SOVRAFFOLLATE E PRECARI SENZA POSTO DI LAVORO – Gentili Consumatori, per avere tutte le informazioni del caso sul ricorso, si deve andare al sito del codacons (www.codacons.it) e cliccare sul relativo articolo. In ogni caso postiamo il link diretto: http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=127901 Staff del blog

La riduzione dell’organico nelle scuole avrà conseguenze dannose per studenti e insegnanti.

Diverse sono infatti le leggi che prevedono che per ogni classe non si possa superare il limite massimo di 25 studenti.

Ciò sia per una questione di insegnamento, che per una questione di sicurezza.

Appare chiaro come minore è il numero di alunni per ogni classe maggiore sarà l’attenzione e il tempo che l’insegnante potrà dedicare a ciascun studente.

Non solo.

La legge prevede all’interno delle classi dei requisiti specifici di spazio a disposizione di ciascun studente, spazio che si riduce al crescere dell’affollamento delle aule, mettendo a repentaglio anche la sicurezza di chi le frequenta.

Per questo motivo, visto il profilarsi di classi da 30 o 40 elementi nel prossimo anno scolastico, abbiamo presentato oggi una denuncia a 104 Procure della Repubblica contro il Ministro dell’istruzione Gelmini e contro i dirigenti scolastici regionali, affinché si facciano rispettare le norme che fissano a 25 il numero massimo di studenti per aula.

E sempre oggi mi sono fatto promotore di un’azione legale a favore degli oltre 20.000 insegnanti precari che rischiano di restare senza lavoro. Sto organizzando, infatti, un mega ricorso collettivo dinanzi al Tar del Lazio, attraverso il quale si contesteranno le disposizioni applicative del MIURS e le norme sugli organici che hanno portato a dequalificare il servizio pubblico di insegnamento creando classi di 35-40 alunni. Un secondo ricorso dei precari non abilitati chiederà invece di estendere anche a loro il privilegio concesso agli abilitati di presentare le domande di incarico in più di una provincia.

A presto

23 Commenti

  • Lodevole iniziativa egregio avv. Rienzi.
    Sarebbe interessante rivolgere attenzione e risorse anche al problema della divisione delle classi quando manca l’insegnate. Questa pratica, molto diffusa, porta all’affollamento delle classi con l’inserimento di altri 5, 6 o anche più alunni con relative sedie. Si può facilmente immaginare il conseguente disagio sia fisico, ad esempio spazi ridotti, sia psicologico (distrazione degli alunni, impossibilità per l’insegnante di proporre attività coinvolgenti a causa dell’assenza di programmazione), senza contare rischi per la sicurezza. Non tutti, ad esempio, trascrivono sul registro i nomi dei nuovi arrivati ed in caso di necessità di fuga tutte le operazioni necessarie sarebbero sicuramente rallentate. Ma accade anche di peggio: a volte un insegnante si assume la responsabilità di badare a due classi contemporaneamente ospitandole, sì, in spazi più ampi rispetto ad una normale aula, ad esempio in teatro, ma a mio parere sempre….. “pericolosamente”.
    Sono un’insegnante in pensione da quest’anno e mi sono sempre battuta su questi temi, purtroppo senza alcun esito e senza appoggi nemmeno dai sindacati; ecco perchè confido in iniziative di questo tipo!!
    Auguri per il Suo lavoro.

  • penso che la scuola, dovrebbe occuparsi soprattutto di formare i professori sulle nuove tematiche, come peresempio, l’aborto il sesso ecc. spiegare hai ragazzi che ogni scelta merita una riflessione spiegare ai ragazzi che quando lo si fa, bisogna prendere delle preucazioni perche abortire e pericoloso inquanto dopo non si potranno avere piu figli nella maggioranza dei casi, far capire ai ragazzi che a 131819 anni non si puo rimanere in cinta solo per unavventura.

  • I tagli all’istruzione sono unoscandalo soprattutto in un periodo difficile come il nostro. Il Governo con questa politica cieca sulla scuola sta ipotecando il nostro futuro. Assieme ai tagli altre scelte politiche elaborate dal Ministero rischiano di compromettere ulteriormente la situzione di tanti lavoratori per bene e impegnati in ciò che fanno, nonostante le difficoltà, come la gran parte degli insegnanti precari. Nella bozza della nuova riforma sul reclutamento e la formazione docenti si sostiene che anche coloro che hanno centinaia di giorni di supplenza quindi risultano essere in servizio da vari anni, nonostante la mancanza del titolo di abilitazione, a causa delle necessità contingenti del sistema scolastico, dovranno comunque sostenere un nozionistico test di ammissione al corso abilitante, come tutti gli altri neolaureati che vogliono iniziare dal nulla questa professione. Si vuole insomma non annullare il precariato ma eliminare i precari togliendogli arbitrariamente il lavoro e non riconoscendo loro i titoli di servizio. Insomma una “ghigliottina”. Sono d’accordo con la meritocrazia ma le selezioni vanno fatte prima di inserire i lavoratori in un circuito lavorativo, successivamente casomai le valutazioni vanno fatte in base al lavoro svolto sul campo. Facciamo battaglia anche su questo per la dignità degli insegnanti e per una scuola che sappia premiare la buona esperienza come merito

  • Ho letto su Repubblica di questo ricorso e mi stupisco di notare che l’appello è riservato ai precari della scuola. Si tratta dei nostri figli e della loro sicurezza, anche se capisco che il Codacons possa privilegiare categorie economicamente interessate da questo tipo di cose.

    Visto che le motivazioni sono assolutamente estendibili ai genitori degli studenti, che per primi sono messi a rischio sia quanto a qualità della formazione sia soprattutto riguardo la sicurezza regolata da precise disposizioni, mi auguro che proprio il Codacons voglia estendere l’adesione a questo ricorso (io sono disponibile anche a sottoscrivere una quota di contributo ) a tutti i cittadini che ritengono calpestato il diritto allo studio ed alla qualità della formazione.

    Cordialmente
    Irene del Prato

  • Irene, purtroppo il diritto amministrativo è strano assai.
    Il ricorso per i precari dipenda dal fatto che si possano impugnare degli specifici provvedimenti amministrativi.
    E non tanto da un discorso economico.
    Purtroppo la materia è piena zeppa di provvedimenti che stargli dietro è praticamente impossibile.
    Però mi sembra che l’esposto alle procure sia partito: spero che se ci sia qualche cosa che non va tutti, a partire dalle forze dell’ordine, facciano qualcosa.
    Il Codacons non può mica fare tutto da solo.
    Mi spiego meglio.
    So che è molto meno complicato essere “protetti” da un associazione dei consumatori, però qui in Italia – e non mi riferisco a Te che sei una delle poche che farebbero e, perché no, faranno, qualcosa – siamo (e mi ci metto anche io) un pò troppo pecoroni, nel senso che aspettiamo quasi sempre “la pappa” già pronta.
    Se pensi che sia una ingiustizia denuncia e ricorri tu stessa in prima persona (e non dico tu riferendomi a te: è un tu, permittimi, maiestatis….che mi sono inventato ahahahah!!!) e non aspettare che lo faccia qualcuno per te.
    Spero di non essere frainteso – non era un attacco – ma una amara riflessione da un intervento molto interssante.
    Ciao

  • Egr. Avv.
    grazie ancora per l’interesse ed il lavoro che svolge per tutti noi.
    Sono anch’io una precaria, napoletana che, come tanti, in questo momento chiede giustizia e collaborazione fattiva anche da parte delle famiglie che si vedranno a breve coinvolte, loro, malgrado, in questa tristre storia.
    Ho aderito con immenso piacere alla costituzione del ricorso e per quel che possa valere, spero di potermi rendere utile nel mio piccolo a collaborare nell’azione.
    Anch’io come la collega suindicata, ho vissuto situazioni simili ( insegno nelle scuola media, o forse dovrei dire insegnavo?), talvolta paradossali ( armi in classe, minacce orali…- sa, scuole di frontiera ma evviva! ora arricchite di più elementi e meno garantitae sotto il profilo professionale ma soprattutto umano!) ma ho sempre creduto in questo lavoro che ho scelto e che intendo difendere a tutti i costi.
    Quindi, forza, rimbocchiamoci le maniche…!
    Grazie ancora

  • Gentile avv. Renzi,

    l’iniziativa contro le classi affollate è lodevole

    per quanto riguarda il secondo ricorso c’è un problema, i docenti abilitati hanno potuto fare domanda nelle graduatorie d’istituto di 1 sola provincia, dato che i docenti non abilitati sono presenti solo nelle graduatorie d’istituto non riesco a cogliere la differenza di trattamento

    forse sono io che non ho capito il senso del ricorso proposto, cosa si chiede? di essere inseriti nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (dove ci vuole l’abilitazione) o di essere inseriti nelle graduatorie d’istituto di più province? (cosa che non può fare nessuno oggi?)

  • Egregio Avv. Rienzi
    Sono una precaria della scuola e ho aderito al ricorso promosso dal Codacons, avendo appena letto su un sito tematico che il Codacons sta organizzando in Sicilia 9 comitati per il ricorso che ha promosso, uno per ogni provincia, desideravo avere notizie in merito. Grazie e buon lavoro.

  • Sono un’insegnante di ruolo di scuola statale dell’infanzia e desidero esprimere al Codacons tutta la mia gratitudine, per aver preso una decisione forte e concreta. La stessa che io, nel mese di Marzo, avevo lanciato come proposta attraverso i forum di Orizzontescuola,Giunti scuola e altri noti settimanali e quotidiani : un appello, a dire il vero inascoltato da parte degli addetti ai lavori ,e, considerato da alcune mie colleghe una “follia”. Il mio intervento : > non ha avuto risposta da parte di nessuno e questo, devo dire, mi aveva lasciato desistere dal chiedere anche una presa di posizione da parte del sindacato a cui sono iscritta. La scuola dell’infanzia tuttavia è, come sempre, il fanalino di coda del sistema scolastico, come se, solo per il fatto di non essere scuola dell’obbligo, non viene cosiderata una vera scuola. Io vorrei che estendeste
    la protesta partendo proprio dalla scuola dell’infanzia, ponendo l’accento sul
    problema che l’insegnante da solo/a deve gestire una sezione di 25 /29
    bambini di età molto piccola (anche 2 anni e mezzo), quando sarebbe opportuno non superare il numero di 18 per sezione. Ne va della salute
    psicofisica dell’insegnante e sicuramente dell’incolumità stessa dei bambini,
    ai quali spetta tutta l’attenzione e la cura che meritano. Nel caso delle classi
    sovraffollate, la Ministra disattende le norme sulla sicurezza e infligge un
    attacco inaudito all’insegnante di scuola dell’infanzia, relegato a un ruolo diverso da quello per cui è stato assunto. Il babysitter. Grazie di cuore!

  • Salve dr. Renzi, sono una insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia, non abilitata e quindi precarissima!!! Vorrei aderire al codacons e ai vostri ricorsi ma non credo che valgano molto per chi sta nella mia condizione, cioè gli insegnanti non abilitati di III fascia che da anni lavorano nella scuola con incarichi annuali ed ai quali non viene permesso di abilitarsi, cosa fatta invece con il DM del 2005!!!
    Sarebbe cosi gentile da considerare un ricorso anche per tutto noi che siamo tantissimi in Italia? 1) siamo vittime di disparità di trattamento rispetto ai colleghi ai quali nel 2005 gli è stato permesso di abilitarsi; 2) il decreto salva precari è riservato esclusivamente agli abilitati che hanno lavorato nel 2008 mentre per noi, che altrettanto abbiamo insegnato nel 2008 non c’è nulla!;3) i corsi TFA che partiranno con il MIUR nelle università non prevedono il riconoscimento degli anni di servizio ma soltanto i titoli, avvantaggiando i neolaureati senza esperienza, penalizzando chi lavora nella scuola da 5/6 anni, come me, con incarichi annuali e favorendo i furbetti con il sistema dei test per l’accesso.
    C’è materiale per promuovere una vertenza forte ed eclatante. Ci faccia sapere cosa ne pensa da attento difensore dei diritti dei cittadini. Grazie.
    immacolata.mazzochi1@istruzione.it

  • GENTILE AVV. RIENZI
    LODEVOLE E MERITORIA INIZIATIVA LA SUA, CONCORDO IN PIENO.

    POSSO PROPORLE UN ALTRO RICORSO NAZIONALE A FAVORE DI TUTTI I PRECARI CON ALMENO TRE ANNI DI CONTRATTI ANNUALI ALLE SPALLE VISTO CHE SE NON SBAGLIO è PREVISTO DALLA LEGGE E IL MINISTERO FA LO GNORRI?
    ATTENDO SUE NOTIZIE IN MERITO
    GRAZIE

  • Gentile avvocato,
    non so se questo sia lo spazio più indicato per esporre il mio “problema”.
    Vorrei aderire al ricorso come genitore contro il sovraffollamento delle classi, mio figlio ha appena fatto il suo ingresso nella scuola secondaria di I° grado ed è stato inserito in una classe di 30 alunni ospitata in un’aula di superficie assolutamente insufficiente. C’è però un problema tecnico: nel form che si deve compilare appare come campo obbligatorio la classe di concorso nella quale s’insegna. Chi non è insegnante come può aderire?
    Se può, la prego di fornirmi qualche informazione in merito.
    La ringrazio e saluto cordialmente

  • Mia figlia lunedi 21/09/2009 inizia il nuovo anno scolastico, quinta ragioneria alla scuola De Sterlich di Chieti.
    Andando a vedere la composizione delle nuove classi, venerdi 18/09/2009, si è resa conto che hanno unito due quinte per un totale di trentadue alunni ( con l’insegnante saranno 33 ).
    Questo è l’investimento che l’attuale Ministro fà sulla scuola.
    Come possono 32 ragazzi prepararsi adeguatamente per un esame di Stato? ( questa domanda la girerei alla Gelmini ).
    Anzi, forse a fine anno non tutti avranno la sufficienza per essere ammessi agli esami ( si dirà che gli alunni non hanno voglia di studiare… ).
    Alla faccia dell’investimento sui giovani…, oltre a tutti i problemi di sicurezza che ne conseguono con classi cosi numerose, soprattutto in una zona dell’Itala che continua a tremare tutti i giorni…
    Era il caso di unire le due classi…?
    Questa è la nuova ristrutturazione della scuola : ridurre gli insegnanti e unire le classi per spendere meno…

  • Essendo anch’io una precaria della scuola, inserita nelle graduatorie di III fascia della mia provincia (Cuneo), esprimo il mio malcoltento e la mia preoccupazione per il futuro di tante persone che, come me, si sono impegnate, hanno fatto sacrifici, hanno creduto fermamente in questo lavoro ed ora si vedono spazzare via da tutto. Io ero già contenta di lavorare in modo continuativo fino a giugno, non mi aspettavo che quest’anno le “code” si accaparrassero tutti i posti rimasti. Allora almeno si dia anche a noi, non abilitati, la possibilità di inserirci in coda, ma soprattutto la possibilità di abilitarci facendo valere i servizi prestati. I sindacati mi hanno detto che loro propongono che valgano anche i servizi per il test per accedere al TFA, speriamo in bene! Non si potrebbe proporre per noi un semplice corso abilitante?

  • gent.mo sig. Rienzi,
    sono coordinatrice del MIDA (Movimento Docenti da Abilitare) della sez. di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, nonché collaboratrice del MIDA Nazionale. A Luglio il ns. movimento vi ha contattato tramite l’avvocato Balteri (membro della vs. associazione) ed invano abbiamo atteso mesi la possibilità di un incontro con lei. Mediante questo msg. vorrei esprimere il mio malcontento per il ricorso che si sta intraprendendo in merito ai docenti non abilitati. Vorrei ricordarle che da 20 a 40.000 docenti si sono trovati discriminati e licenziati in maniera orribile ed ingiusta, ma pare che nessuno voglia fare nulla. Nessuno di noi intenterà mai un ricorso per entrare in 4 province, poiché la possibilità data ai docenti di prima fascia di fare domanda in altrettante provincie ha esaurito tutte le graduatorie permanenti (quelle cioè degli abilitati) rendendo pari a zero le ns. opportunità di lavoro in qualsiasi provincia Italiana. Mi permetto dunque di chiederle chiarimenti in merito al mancato incontro con la ns. associazione che rappresenta per l’appunto i precari non abilitati e domando per l’ennesima volta la possibilità di incontrarci e discutere seriamente dei problemi dei docenti di terza fascia.
    Cordiali saluti

    Francesca Bertolini

  • gent.mo sig. Rienzi
    sono un docente di un istituto professionale e attualmente “insegno” in una classe quarta di 40 allievi ottenuta accorpando due indirizzi. il nostro dirigente e anche il dirigente del csa hanno rifiutato anche altre iscrizioni ledendo il diritto allo studio dei nostri ragazzi che attualmente con la grave crisi economica non riescono a trovare lavoro. I due indirizzi sono gli unici presenti nella nostra provincia. Le dico anche che nel nostro istituto si sono sempre accettate regolarmente iscrizioni fino a dicembre e oltre.
    La scuola non è un semplice ritrovo di ragazzi !!!!,
    Ho sempre creduto la scuola luogo fondamendale nella formazione dei giovani , ma sembra che questo non interessi più a nessuno.
    Grazie

  • Grazie Avvocato.
    Ha scritto nella sua risposta esattamente quello che è il mio modo di pensare e di agire. E’ vero che siamo stati abituati a disinteressarci del “fare” come se dovesse sempre esserci qualcun altro a pensare per noi.

    In questo tipo di faccende non credo purtroppo che l’iniziativa singola possa però andare molto lontano, per mancanza di strumenti ed armi strategiche – conoscenza della materia – comunque quello che io ho potuto fare l’ho fatto, spargendo il più possibile la voce su questa iniziativa.

    Mi piacerebbe sapere se ci sono stati sviluppi e quali.
    Cordialmente
    Irene del Prato

  • Gentile avvocato con la legge 167/09 tutti insegnanti di ruolo saranno depennati, grossi problemi non ci sono poiche’ i suddetti possono far riferimento alla mobilita’..Ma io insegnante di religione ruolo iscrittaGE con abilitazione ssis A043 e A050, verro’ depennata e quindi nonostante abilitata e con ottimo punteggio inGE non potro’ far valere la mia abilitazione..e’ giusto secondo lei e potrei far ricorso oppure altra qualsivoglia dimostrazione legale? Grazie aspetto con ansia sua opinione

  • Gentile e cortese Avv.Renzi la presente per segnalarle il comportamento,molto strano dei suoi avvocati.

    Vengo al Dunque: Sono un cittadino fregato dalla Banca Intesasanpaolo,la quale nella gestione del mio denaro ha acquistato obbligazioni Lehman Brother,andate in Default.

    Lusingato dal suo sito “Codacons”dove promette la difesa dei cittadini,invio tutta la documentazione,come richiesto,per la consulenza del caso.
    Bene dopo poche settimane,mi contattano con diverse telefonate,anche insistenti,due dei suoi avvocati i quali tutti e due sia quello donna che uomo, mi chiedono un compenso di €.2000,00 per iniziare la causa in più il 20% di quota lite,sul recuperato più le spese che il magistrato gli liqiderà in causa.
    Gentile e cortese avv. Renzi,non sembra anche a lei che i suoi avvocati siano un po cari ? Altri che non innalzano bandiere di giustizia chiedono molto molto meno.
    Grazie Distinti Saluti

    Dr.Massimo Cantalupo

  • gentile avv. rienzi ho appreso da un comunicato televisivo della sua persona che ci sarebbero dei ricorsi da fare per noi insegnanti di iii fascia senza concorso , potrei avere ulteriori informazioni al riguardo sono una nuova socia del codacons e non so bene ancora come muovermi all’interno . buon anno

    Gentile Consumatrice,

    per avere tutte le informazioni del caso sul ricorso, si deve andare al sito del codacons (www.codacons.it) e cliccare sul relativo articolo.

    In ogni caso postiamo il link diretto:

    http://www.codacons.it/articolo.asp?idInfo=127901

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