RAI: IL CODACONS SI RIVOLGE ALLA CORTE DEI CONTI

 DRASTICO CALO DELLA RACCOLTA PUBBLICITARIA. -17,8% RISPETTO AL 2011

E ORA SI TEME IL PRECIPIZIO DOPO L’INCREDIBILE USCITA DEL PREMIER SULLE NOMINE CHE DELEGITTIMA LA RAI E I SUOI ORGANI. RICORSO AL TAR CONTRO DESIGNAZIONE TARANTOLA E GUBITOSI

Il Codacons ha inoltrato un esposto alla Corte dei Conti in merito al drastico calo della raccolta pubblicitaria della Rai. Secondo le rilevazioni Nielsen, infatti, relative al periodo gennaio–aprile 2012, a fronte di una flessione nazionale di pubblicità televisiva pari al -8,6% rispetto al 2011, la Rai riscontra addirittura una riduzione della raccolta del -17,8%!
Per il Codacons le responsabilità di tale grave situazione – di cui si attendono evoluzioni in questi giorni in cui si perfezionano i contratti dei pubblicitari per gli spazi sui canali Rai – che arreca un ingente danno all’azienda e ai teleutenti che la finanziano attraverso il canone, non vanno ricercate solo nella crisi economica in atto, ma vanno estese al comportamento del Governo. Se infatti il calo della raccolta pubblicitaria non verrà arginato nel breve periodo, sarà per l’opera di delegittimazione della Rai compiuta in questi giorni dal Premier Mario Monti, che di fatto nominando Presidente e Direttore Generale ha svuotato l’azienda e i suoi organi del loro ruolo naturale, con conseguente perdita di credibilità per la tv di Stato.
Si legge nell’esposto dell’associazione:
“la scelta del direttore generale Rai (art. 29 statuto RAI) non rientra certo tra i poteri del Governo ma del CDA e oltre a delegittimare il ruolo della RAI, rischia di portare come conseguenza a voci, indicazioni rumors che, come nella Borsa sono in grado di influenzare e causare oscillazioni nelle quotazioni, cosi potrebbero indurre gli investitori pubblicitari a non investire nell’acquisto di spazi pubblicitari sulla Rai televisione pubblica ritenuta delegittimata nel suo ruolo e nel suo potere contrattuale”.
Il Codacons ha dunque chiesto alla Corte dei Conti, ma anche alla Procura della Repubblica di Roma, di accertare se il comportamento del premier Mario Monti, relativamente all’individuazione di Presidente e DG Rai, possa rappresentare un danno per l’azienda e concretizzare eventuali illeciti, alla luce della possibile manipolazione o turbativa di mercato e dell’abuso di atti d’ufficio.
Intanto parte anche un ricorso al Tar da parte del Codacons e dell’Associazione Utenti Radiotelevisivi contro le designazioni di Anna Maria Tarantola e Luigi Gubitosi alla carica di Presidente e Dg Rai (il cui testo integrale è consultabile al link sotto).
Nello specifico le incompatibilità riscontrate e indicate nel ricorso sono le seguenti:
“I due nominativi sono stati indicati con una procedura arbitraria, fortemente lesiva delle previsioni statutarie della RAI (artt. 21 e 29), e che hanno determinato un’invasione di competenza tale da arrecare un danno immediato alla RAI stessa e quindi agli utenti. La critica giornalistica, quindi, ha messo in luce non solo i vizi sopra contestati ma, anche, l’illegittimità nel merito della scelta: Infatti, quel che si evince con chiarezza è che la scelta è ricaduta su alcune persone strettamente legate al mondo bancario, prive di quella competenza professionale idonea a garantire la notoria indipendenza dei comportamenti imposta dall’art. 21 dello Statuto oltre che dalla Comunità Europea per le Autorithies. È lecito domandarsi come sia possibile che il CDA operi con autonomia di giudizio e di valutazione se le sue esperienze lavorative, e la preoccupante vicenda penale della dott.ssa Tarantola (indagata a Trani con l’’accusa di non aver sanzionato il gruppo Intesa Sanpaolo per la diffusione di prodotti finanziari derivati su cui si sono scottati le mani circa 200 imprenditori pugliesi, NDR) la sua univoca esperienza nel mondo bancario, oppure il percorso manageriale del dott. Gubitosi, i legami con il mondo politico più vicino alle Banche, possano veramente non incidere su scelte importanti in un settore, quello delle telecomunicazione, che forse più di molti altri può avere degli effetti pregiudizievoli sugli utenti, se non indipendentemente gestito”.

clicca qui per leggere il ricorso al tar!

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