Quando ignori i consumatori, il conto arriva (tutto insieme)

Meloni Renzi Salvini

C’è davvero da stupirsi? Davvero qualcuno pensa che il risultato del referendum potesse essere spiegato solo con categorie tecniche, giuridiche, da addetti ai lavori?

Io no. E infatti lo rivendico chiaramente: modestamente, l’avevo detto.

Per troppo tempo si è scelto di ignorare – o di rimandare a un futuro indefinito – ciò che riguarda la vita reale, qui e ora, dei cittadini. Carburanti alle stelle, prezzi fuori controllo, redditi fermi. Questioni concrete, quotidiane, che non si risolvono con analisi sofisticate ma che pesano ogni giorno, quando si fa benzina o si riempie il carrello.

E mentre tutto questo accadeva, il dibattito si spostava altrove. Riforme complesse, equilibri istituzionali, discussioni per pochi eletti (in senso letterale). Scelte legittime? Certo. Ma completamente scollegate dal vissuto di chi, nel frattempo, vedeva ridursi il proprio potere d’acquisto a livelli spaventosi.

Il risultato è quello che abbiamo visto: una riforma tecnica, scollegata dal momento internazionale e interno, conosciuta davvero nel dettaglio da una minoranza, è stata bocciata dalla maggioranza degli italiani.

Non perché tutti ne avessero studiato i contenuti. Ma perché quel voto è diventato altro. È diventato un giudizio complessivo.

E qui sta la verità che molti non riescono a vedere, nonostante l’evidenza (e l’esperienza diretta): gli italiani accumulano, sopportano, rinunciano. Sembrano capaci di accettare tutto: non è così. Poi, quando arriva il momento, presentano il conto. E lo presentano tutto insieme..

Io ero per il – lo rivendico senza ambiguità, nonostante la disfatta! – ma proprio per questo il segnale va letto con lucidità: non si possono chiedere scelte consapevoli su temi complessi se, nel frattempo, si lascia deteriorare il contesto economico e sociale in cui quelle scelte maturano. Perché alla fine gli italiani votano anche – e spesso soprattutto – con il portafogli. Lamentarsi di questo fatto è da intellettuali da salotto, le cose stanno così e non serve a nulla pontificare se sia giusto o meno. Quando il portafoglio è sotto pressione, il resto passa in secondo piano.

Si può continuare a cercare spiegazioni sofisticate e cerebrali, oppure si può guardare la realtà: quando trascuri o ignori i diritti dei consumatori, il conto arriva. E arriva in una volta sola. Vero Salvini, vero Renzi?

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