Prezzi impazziti: in cinque giorni un pieno costa fino a 3 euro in più

pieno carburante

Quante cose possono succedere in cinque giorni? Tante, se parliamo del mercato dei carburanti, che ormai fibrilla a ogni foglia di vento. Bastano cinque giorni infatti per capire quanto rapidamente possano cambiare i costi dei rifornimenti. Dopo la fine del taglio delle accise, i prezzi di benzina e gasolio hanno ripreso a correre, con aumenti che incidono direttamente sulle tasche degli automobilisti. Cioè, dei cittadini italiani.

Le elaborazioni sui dati ufficiali del Mimit mostrano che, nell’arco di cinque giorni, il prezzo medio della benzina in modalità self service è salito di 5,2 centesimi di euro al litro, mentre il gasolio è aumentato di 5,9 centesimi. Sulla rete autostradale il diesel ha ormai raggiunto una media di 2,023 euro al litro, con un incremento di 5,5 centesimi.

Tradotti nella spesa quotidiana, questi aumenti significano che rispetto al 3 luglio, giorno in cui è terminato il taglio delle accise disposto dal governo, un pieno di benzina è arrivato a costare l’o8 luglio circa 2,60 euro in più, mentre per un pieno di gasolio il rincaro ha sfiorato i 3 euro. Non tanto: tantissimo.

Il dato più preoccupante non è però soltanto l’entità degli aumenti, ma il momento in cui si stanno verificando. Le partenze estive sono ormai entrate nel vivo e milioni di italiani si preparano a mettersi in viaggio. Proprio quando il consumo di carburante cresce fisiologicamente, i listini alla pompa continuano a salire, aumentando il peso economico degli spostamenti per famiglie e lavoratori.

Un andamento che rischia di trasformare le vacanze in una spesa ancora più oneros: ma a chi importa della tutela dei consumatori, in una fase dell’anno particolarmente delicata per la mobilità degli italiani? Lo scopriremo, forse, alle prossime elezioni..

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