La corsa ai biglietti per gli Oasis a Roma – il 26, 29 e 30 luglio – si è trasformata in poche ore nell’ennesimo caso di secondary ticketing. Ticket appena messi in vendita sui canali ufficiali sono comparsi quasi immediatamente sulle piattaforme di rivendita a prezzi astronomici, con richieste che, secondo quanto ci risulta, arrivano a sfiorare addirittura i 10mila euro per un singolo ingresso.
Il caso più clamoroso riguarda il concerto allo Stadio Olimpico del 26 luglio: alcuni annunci avrebbero raggiunto cifre vicine ai 10mila euro, mentre per le altre date romane le richieste più elevate rilevate oscillerebbero tra 5mila e 7mila euro.
Numeri impressionanti se confrontati con i prezzi ufficiali. Il biglietto più costoso, il “Pre-Show Fan Experience”, viene venduto a 651,36 euro: significa che sul mercato secondario si arriverebbe a un ricarico superiore al 1.400%.
Procedure di acquisto, registrazioni, code virtuali e sistemi introdotti per limitare gli abusi non sono quindi bastati a impedire che i biglietti più richiesti ricomparissero rapidamente sui circuiti paralleli a prezzi moltiplicati.
E ai rincari si aggiunge il rischio di truffe, annunci falsi e vendita di ticket inesistenti, alimentato dalla corsa di migliaia di fan rimasti senza biglietto.
Per questo abbiamoannunciato un espostoalla Procura della Repubblica di Roma, ad Agcom e alla Polizia Postale, chiedendo verifiche sulle piattaforme di secondary ticketing, accertamenti sull’eventuale presenza di condotte penalmente rilevanti e interventi nei confronti dei siti che propongono biglietti a prezzi maggiorati.
Sono anni che ci si gira intorno: è ora di colpire seriamente il secondary ticketing. Se un biglietto da 651 euro può comparire poche ore dopo a quasi 10mila euro, significa che le misure adottate finora non sono sufficienti.
Servono controlli immediati, sanzioni efficaci e il blocco dei canali che lucrano sulla rivendita speculativa dei ticket. Non è accettabile che ogni grande concerto diventi ormai terreno di caccia per speculatori e truffatori..




