Da domani, 26 settembre, fare il pieno di gasolio costerà ancora di più. Ormai è difficile perfino tenere il conto: tra rincari alla pompa, accise che cambiano e sconti che si riducono, per gli automobilisti è impossibile ricordare come tutto questo è cominciato.
Questa volta il nuovo aumento non dipende direttamente dalle quotazioni del petrolio, ma dal fisco. L’accisa sul diesel, già salita a 572,90 euro per 1.000 litri, passerà a 622,90 euro e resterà su questo livello fino al 5 ottobre.
Tradotto: lo sconto fiscale attualmente in vigore viene dimezzato. Considerando anche l’Iva, si passa da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, con un aggravio immediato di 3,05 euro su un pieno da 50 litri.
Ma persino questa cifra racconta solo una parte della storia. Considerando l’intero intervento scattato il 18 settembre, il maggiore esborso raggiunge 5,45 euro a pieno. Un’enormità.
Ma la cosa peggiore è che questa girandola di numeri, scadenze, sconti e nuove accise che alla fine produce sempre lo stesso risultato: pagare sempre di più. Gli automobilisti, già travolti da mesi di rincari, si ritrovano ancora una volta a fare i conti con la stessa situazione di partenza. E tutti si affrettano a ripetere: le cose non cambieranno!
E il 6 ottobre si cambia di nuovo. Finirà lo sconto predeterminato e scatterà il meccanismo delle accise mobili, attraverso il quale l’extragettito IVA incassato dallo Stato per i rincari del greggio sarà utilizzato per abbassare le accise fisse.
Altro meccanismo, altri calcoli, altre promesse (vuote). Nel frattempo l’unica cosa davvero semplice da capire è quanto esce dalle nostre tasche: una valanga di soldi.
E da domani ancora di più..




