Neve per ricchi: così i rincari hanno svuotato le piste

neve

Le vacanze sulla neve sono diventate un lusso per pochi. Altro che sport popolare, altro che settimane bianche per famiglie normali: oggi sciare è roba da élite, da chi può permettersi di buttare migliaia di euro per qualche giorno tra piste, hotel e ristoranti. E poi ci si chiede perché sulle piste non ci vada più nessuno.

I numeri parlano chiaro, e sono numeri che fanno male. Secondo le rilevazioni Istat sui prezzi al dettaglio, negli ultimi anni le località sciistiche italiane sono state teatro di una vera e propria stangata. Altro che inflazione fisiologica: qui siamo davanti a rincari a due cifre che non hanno alcuna giustificazione se non la solita, vecchia speculazione.

Lo abbiamo denunciato senza giri di parole, mettendo nero su bianco il salasso subito dalle famiglie (almeno: quelle che a partire ci provano ancora). Tra dicembre 2021 e dicembre 2025, nella provincia di Belluno le tariffe di alberghi, b&b e pensioni sono aumentate in media del 33,3%. Bar e ristoranti? +22,1%. A Trento va poco meglio, si fa per dire: +30,6% per le strutture ricettive e +20,1% per mangiare fuori. A Bolzano si sfiora il ridicolo: quasi +36% per dormire e +24,4% per sedersi a tavola. In Valle d’Aosta gli aumenti sono più contenuti (si fa per dire): +24,1% per gli alloggi e +14,6% per i ristoranti. Insomma: di questi tempi, solo a leggere gli aumenti viene voglia di starsene a casa.

E poi c’è Milano, che merita un capitolo a parte. Qui il conto è semplicemente folle: dal 2021 i listini di hotel, b&b e case vacanza sono saliti del 44,8%. Quasi il 45%. I ristoranti fanno segnare un +17,8%. Un’escalation che non ha nulla di normale e che sta trasformando la città in un parco giochi per ricchi, completamente scollegato dalla vita reale dei cittadini.

Il bello – si fa per dire – deve ancora venire. Perché all’orizzonte ci sono le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, e con loro nuovi, inevitabili rincari. Altro che occasione di rilancio per il territorio: per molti sarà solo l’ennesima mazzata. Basta dare un’occhiata ai prezzi già oggi per capire dove stiamo andando. In occasione dell’apertura dei Giochi, il 6 febbraio, per una sola notte a Milano si arriva a chiedere fino a 17mila euro per una camera doppia. Avete letto bene: diciassettemila euro. A Cortina d’Ampezzo una casa nei dintorni può costare 16.500 euro a notte. Non un mese, non una stagione: una notte.

E allora la domanda non è perché gli italiani non vanno più a sciare. La domanda è: chi dovrebbe andarci? Con questi prezzi, la montagna è diventata un simbolo perfetto dell’Italia dei rincari, dove si spremono fino all’ultimo euro quei pochi che ancora resistono, mentre la stragrande maggioranza resta a casa. Altro che crisi delle vocazioni sportive: qui siamo davanti a una crisi di buon senso.

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