Inconcepibile la scelta del governo di ridurre lo sconto sulle accise sul gasolio proprio mentre i prezzi dei carburanti continuano a pesare sulle tasche degli italiani.
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede infatti che il taglio di accise e Iva sul diesel scenda dagli attuali 17 centesimi a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre, per poi ridursi ulteriormente a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre.
Una decisione che avrà conseguenze immediate per gli automobilisti. Secondo i nostri calcoli, la prima riduzione dello sconto determinerà 2,40 euro in più per un pieno di diesel, mentre dal 26 settembre l’aggravio salirà a 5,45 euro a pieno. E questo anche nell’ipotesi, tutt’altro che scontata, che i prezzi alla pompa non aumentino ulteriormente.
Ai valori attuali, la progressiva cancellazione dello sconto potrebbe portare il gasolio fino a 2,43 euro al litro in autostrada e 2,35 euro sulla rete ordinaria.
In una fase di prezzi già elevati, togliere progressivamente lo sconto fiscale significa scaricare nuovi costi sulle famiglie, ridurne il potere d’acquisto e produrre effetti negativi sui consumi e sull’economia. Ma tanto c’è la sospensione (per un anno!) del bollo auto, e neanche per tutti, a occupare le cronache..




