Il petrolio crolla ma alla pompa paghiamo sempre di più

benzina

Il petrolio crolla, ma gli italiani continuano a pagare carburanti sempre più cari. È l’ennesima dimostrazione di un mercato che scarica ogni rincaro sugli automobilisti con una rapidità impressionante, mentre quando le quotazioni internazionali scendono i benefici sembrano sparire nel nulla. E il governo continua a tacere..

Negli ultimi giorni il Brent è passato da circa 90 a 83 dollari al barile, con una flessione del 7,8%. Un calo di questa portata avrebbe dovuto tradursi in un alleggerimento dei prezzi alla pompa. È accaduto esattamente il contrario: benzina e gasolio hanno registrato nuovi aumenti, rendendo ancora più pesante il costo dei rifornimenti proprio nel periodo delle vacanze estive, quando milioni di famiglie sono costrette a utilizzare l’auto per spostarsi.

Noi denunciamo da tempo questa situazione. Il taglio delle accise da 17 centesimi al litro annunciato dal governo è stato velocemente eroso dagli aumenti dei listini. Oggi lo sconto effettivo sul gasolio si è ridotto a soli 8,8 centesimi al litro sulla rete ordinaria e a 8,1 centesimi in autostrada. Tradotto in termini concreti, ogni pieno costa agli automobilisti circa 4 euro in più rispetto a quanto dovrebbe.

Ancora più grave è il caso della benzina. In molte Regioni il prezzo medio ha ormai superato stabilmente i 2 euro al litro, una soglia che fino a pochi anni fa sembrava eccezionale e che oggi rischia di diventare la normalità. Per chi usa l’auto ogni giorno per lavorare, accompagnare i figli o semplicemente spostarsi, il conto mensile continua a crescere senza che vi sia un’efficace risposta da parte delle istituzioni.

Non è accettabile assistere a questa inerzia. Quando il petrolio aumenta, i prezzi alla pompa salgono immediatamente. Quando invece il greggio perde quasi l’8% nel giro di pochi giorni, gli automobilisti non vedono alcun beneficio. È un meccanismo che penalizza sistematicamente i consumatori e sul quale servono controlli rigorosi e interventi concreti. Cosa che, finora, si è vista poco o per niente..

Noi chiediamo a Giorgia Meloni e compagnia cantante una cosa sola: smettere di limitarsi agli annunci e intervenire con misure efficaci per ridurre realmente il costo dei carburanti. Non bastano provvedimenti simbolici destinati a essere riassorbiti nel giro di pochi giorni. Serve un’azione decisa che riporti i prezzi a livelli coerenti con l’andamento del mercato internazionale e che estenda gli interventi anche alla benzina.

Le famiglie italiane stanno già facendo i conti con un’inflazione che continua a comprimere il potere d’acquisto. Permettere che il caro carburanti raggiunga vette storiche significa aggravare ulteriormente una situazione economica già compromessa. Continuare a cincischiare equivale, di fatto, a una sentenza di condanna nei confronti dei tanti che non possono scegliere il mezzo con cui andare a lavorare o portare a scuola i figli, e che fanno una fatica tremenda a incassare i rincari. C’è solo una cosa che non mi spiego: ministri e sottosegretari non lo capiscono, o non gli interessa proprio più?

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