Estate, vacanze, giornate al mare o in piscina: sono tanti i momenti che viene naturale immortalare e condividere sui social. Ma quando nelle fotografie compaiono bambini e ragazzi, un gesto apparentemente innocuo può trasformarsi in un rischio per la loro privacy e sicurezza.
Per questo credo che il consiglio più prudente sia molto semplice: meglio evitare di pubblicare online foto e video dei propri figli, soprattutto quando si tratta di immagini in costume, al mare o in piscina.
Il problema principale è che una fotografia immessa in rete può facilmente sfuggire al controllo di chi l’ha pubblicata. Può essere salvata, copiata, modificata e condivisa nuovamente da altre persone, anche all’insaputa dei genitori. Un’immagine nata per raccontare un momento familiare può così essere sottratta al proprio contesto e iniziare a circolare online, arrivando anche nelle mani di persone completamente estranee.
Il rischio aumenta quando alla fotografia sono associate altre informazioni: nome ed età del bambino, posizione geografica, località di villeggiatura, scuola frequentata o abitudini familiari. Dettagli che, messi insieme, possono fornire molte più informazioni di quanto si immagini.
A rendere il fenomeno ancora più preoccupante è lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa. Le immagini di bambini reperibili online possono essere raccolte e utilizzate per creare deepfake e materiale pedopornografico sintetico sempre più realistico. Le stesse tecnologie possono inoltre favorire ricatti, estorsioni e altre forme di abuso digitale. Una fotografia perfettamente innocente può quindi essere manipolata fino a generare contenuti completamente diversi dall’originale.
Come abbiamo denunciato pubblicamente, una foto pubblicata oggi può essere acquisita, manipolata e riutilizzata senza che il genitore ne abbia più alcun controllo. Per questo il nostro invito alle famiglie è di non pubblicare sui social le foto dei figli, soprattutto quando si tratta di immagini in costume, al mare o in piscina. La tutela dei minori deve valere anche nella loro vita digitale.
La scelta più sicura rimane dunque quella di non pubblicare foto e video dei minori. Quando però si decide comunque di condividere un’immagine, è possibile ridurre almeno in parte i rischi adottando alcune precauzioni:
- evitare fotografie intime o che espongano eccessivamente il corpo del bambino;
- non indicare posizione, luoghi frequentati e abitudini familiari;
- rendere irriconoscibile il volto del minore quando possibile;
- impostare i profili social come privati e limitare la visibilità dei contenuti;
- condividere le fotografie familiari attraverso gruppi ristretti di persone conosciute e affidabili;
- controllare le immagini pubblicate negli anni passati e valutare la rimozione di quelle che espongono inutilmente i bambini;
- verificare periodicamente le impostazioni di privacy dei social;
- evitare di creare account social dedicati ai figli più piccoli.
Non si tratta soltanto di prevenire possibili utilizzi criminali. Privacy, diritto all’immagine e identità digitale appartengono anche ai bambini, che crescendo potrebbero non essere d’accordo con la quantità di fotografie e informazioni personali pubblicate dai genitori nel corso degli anni.
La domanda da porsi prima di premere «pubblica» è quindi molto semplice: non solo chi vedrà questa fotografia oggi, ma dove potrebbe finire domani?




