È bastato mettere un tetto e i prezzi sono scesi


Per mesi abbiamo visto i prezzi dei carburanti salire senza sosta, mentre agli automobilisti ogni rincaro veniva presentato quasi come inevitabile. Poi è arrivato un tetto ai prezzi, sono partiti gli sconti e nel giro di appena due giorni i listini hanno iniziato la discesa.

I numeri parlano chiaro. Il prezzo medio del gasolio è sceso oggi a 2,335 euro al litro sulla rete ordinaria e a 2,383 euro in autostrada, mentre la benzina è calata a 2,126 euro al litro.

In appena 48 ore il gasolio ha perso 4,2 centesimi al litro sulle strade e 7,6 centesimi in autostrada. La benzina è scesa rispettivamente di 3,3 e 7,4 centesimi al litro.

Tradotto in soldi veri, un pieno di gasolio costa oggi mediamente 2,10 euro in meno sulla rete ordinaria e 3,80 euro in meno in autostrada. Per la benzina il risparmio arriva a 1,65 euro sulle strade e 3,70 euro in autostrada.

Certo, sono cifre ancora modeste rispetto alla stangata subita negli ultimi mesi. Ma il punto è un altro: è bastato intervenire sui listini per ottenere in 48 ore quello che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile.

I primi effetti si erano visti già ieri, quando il gasolio era passato da 2,377 a 2,369 euro al litro sulla rete ordinaria e da 2,459 a 2,420 euro sulle autostrade. Oggi il calo si è ulteriormente accentuato.

E allora la domanda è inevitabile: se è bastato così poco per invertire la rotta, perché per mesi gli automobilisti sono stati lasciati soli a pagare rincari su rincari?

Non festeggiamo certo per qualche euro risparmiato dopo mesi di salassi. Anzi. Quello che sta accadendo rende ancora più difficile accettare tutto ciò che abbiamo pagato finora.

Perché adesso gli alibi stanno a zero: i prezzi sono scesi appena qualcuno ha deciso di farli scendere.

E allora basta raccontarci che non si può fare nulla. Si può fare. Lo abbiamo appena visto. Ora basta continuare, signori del governo..

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