CUORI “SCOSSI”


Cari amici,

il terremoto avvenuto la notte del 24 agosto tra Lazio e Marche mi ha lasciato attonito. Difficile parlarne senza cadere nelle solite banalità.
Ci tengo però ad esprimere la mia vicinanza alle popolazioni colpite: ai cittadini di Accumoli, di Amatrice, di Pescara del Tronto e di Arquata, ma anche ai soccorritori che sono partiti da diverse parti d’Italia con la speranza di estrarre più persone possibili dalle macerie, in una lotta contro il tempo dove ancora non è chiaro quanti saranno i vincitori e quanti gli sconfitti.
In queste ore cruciali voglio lanciare tre appelli. Il primo è rivolto ai politici e alle istituzioni: mobilitatevi subito, mobilitatevi bene!
In passato non avete brillato per generosità e supporto, anzi, c’è anche chi ci ha lucrato sopra! Stavolta, cercate di operare onestamente, senza scandali e ipocrisie di vario genere.
Il secondo è rivolto a noi italiani: allontaniamoci dai televisori, dove si offre il solito macabro teatrino di conteggio delle vittime. Aiutiamo – ognuno per come può e nel proprio piccolo – queste persone, sopratutto a tragedia finita, quando si spegneranno i riflettori della cronaca e resterà solo lo sconfortante scenario delle case distrutte.
Il terzo appello lo voglio sbattere (sbattere, si) in faccia ad alcuni giornalisti e tg che, come sciacalli affamati, vanno alla ricerca del particolare raccapricciante, del filmato sensazionale. Cosa ci sarà poi di sensazionale nel filmare la morte?
Voi, spietati e senza scrupoli, che per i vostri scoop intralciate i volontari impegnati nella ricerca dei superstiti, dovreste poggiare telecamere e microfoni e mettervi a scavare! Questo sarebbe il miglior servizio che potreste rendere al vostro lavoro e all’umanità.
Voglio, invece, ringraziare i medici, gli infermieri, tutti gli operatori socio sanitari che stanno lottando per salvare vite in bilico. A loro, al grande cuore d’Italia, va il mio abbraccio e il mio affetto più sincero.

A presto,

CR

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