CON LA CULTURA SI MANGIA


Cari amici,

qualcuno qualche anno fa disse che “con la cultura non si mangia”. Dovrà ricredersi, almeno stando all’utimo Rapporto elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura della Regione Marche e di Sida Group. La relazione dal titolo ‘Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi’ è stata presentata ieri al Mibact, di fronte alla guest star (alias Ministro dei Beni Culturali), Dario Franceschini.
Ebbene, le recenti ricerche hanno dimostrato che la nostra industria culturale non si trova in cattive acque, come alcune lobby politiche vorrebbero far credere, anzi, genera e vende creatività. Tra imprese e organizzazioni no profit il fatturato ha raggiunto gli 89,7 miliardi di euro, mobilitando altri settori che arrivano a muovere quasi 250 miliardi (il 17% del valore aggiunto nazionale).
Le imprese culturali non solo hanno creato nuovi posti di lavoro (1,5 milioni di persone, cioè, il 6,1% del totale degli occupati in Italia), ma favoriscono la crescita in diversi ambiti. Per ogni euro in cultura investito dal sistema produttivo culturale creativo, se ne attivano 1,8 in altri settori. A beneficiare di questo effetto resta sopratutto il turismo. Non a caso, più di un terzo della spesa turistica nazionale (il 37,5%) è attivata proprio dalla cultura e dalla creatività.
Ma scendendo ancor di più nello specifico, le industrie culturali producono, da sole, quasi 33 miliardi di euro di valore aggiunto, dando lavoro a 487 mila persone (32,6% del settore). Un contributo tutt’altro che trascurabile proviene dalle industrie creative, capaci di produrre 12,7 miliardi di valore aggiunto, grazie all’impiego di 250mila addetti. E poi a seguire ci sono le Performing arts e arti visive (7 miliardi di euro di ricchezza e quasi 127mila posti di lavoro) e la conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale (3 miliardi di euro di valore aggiunto e 52mila addetti).
Ora, anche se il Ministro dei Beni Culturali ci tiene a sottolineare che la Legge di Stabilità punta sullo sviluppo culturale e turistico, siamo ancora ben lontani dal considerare la cultura tra i principali veicoli di progresso economico, oltre che umano. Strano, per un Paese che ospita più della metà del Patrimonio mondiale dell’Unesco! O forse il punto è proprio questo: ci vantiamo degli antichi splendori, con quel tono passivamente nostalgico, finendo per “campare” sugli allori delle stagioni passate e dimenticandoci che da alcune epoche fortunate (il Rinascimento) è passato più di mezzo millennio!
La cultura è quella che ha retto di più alla crisi economica, perciò smettiamola di fare di tutto per provocarne il collasso.

A presto,
CR

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