Caro-carburanti: siamo al caos più totale

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Doveva essere il giorno del taglio delle accise. Doveva essere il momento in cui gli italiani avrebbero finalmente visto un minimo di respiro alla pompa. E invece no: i prezzi non scendono, anzi in molti casi salgono. Altro che riduzioni, siamo davanti all’ennesima presa in giro ai danni di cittadini e imprese.

Il dato più grave è che, ancora prima che il taglio delle accise deciso dal governo potesse entrare concretamente in vigore, i listini dei carburanti hanno registrato una nuova ondata di rialzi su tutta la rete. Un aumento generalizzato che ha di fatto bruciato in anticipo qualsiasi possibile beneficio, rendendo il provvedimento già inefficace prima ancora di essere applicato.

E ora il risultato è sotto gli occhi di tutti: il taglio annunciato non si vede. Alla pompa si continua a pagare come prima, se non di più. Una situazione che definire confusa è poco. I gestori degli impianti non hanno ricevuto indicazioni chiare dalle compagnie petrolifere, restano vincolati ai prezzi imposti dai fornitori e non possono intervenire autonomamente. Tradotto: il sistema è bloccato, e nel frattempo noi cittadini continuiamo a pagare.

È il solito copione, ormai ci siamo abituati. L’annuncio in pompa magna di misure per calmierare i prezzi, la promessa di interventi immediati, mentre poi nella realtà tutto resta fermo, mentre i listini corrono. Sulla rete autostradale si registrano prezzi fuori controllo, con il diesel nelle versioni premium che arriva a superare abbondantemente i 3 euro al litro al servito e sfiora i 2,80 euro al self. Numeri che parlano da soli e che dimostrano quanto sia distante la realtà dalle dichiarazioni ufficiali: tantissimo, troppo. E gli italiani non sono stupidi..

A questo punto gli annunci lasciano il tempo che trovano, la situazione si sta facendo grave. Serve chiarezza, subito. Il Ministero dell’Economia e quello delle Imprese devono spiegare cosa sta accadendo, perché il taglio delle accise non si vede e quando – se mai accadrà – i cittadini potranno realmente beneficiarne. Lo faranno? Chissà. Nel frattempo qualcuno ci tuteli, per cortesia, dalle misure di tutela concepite dai nostri governanti!

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