La benzina non si ferma più: e il 60% se ne va in tasse!


La corsa dei carburanti non si ferma più: oggi benzina e gasolio costano rispettivamente il 23,4% e il 24,3% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Un rincaro che si ripercuote non solo sui costi di rifornimento ai distributori, ma sui listini al dettaglio di una moltitudine di prodotti che risentono del rialzo dei carburanti.

Così, infatti, commenta Coldiretti:

L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi, mentre aumentano i costi per le imprese“.

Hanno ragione: basti pensare che in Italia l’85% della merce trasportata viaggia su gomma, e i costi di trasporto incidono sui prezzi finali praticati ai consumatori. Per questo motivo rivolgiamo un appello al Premier Draghi affinché, dopo le bollette di luce e gas, intervenga anche su benzina e gasolio, tagliando le accise anacronistiche che ancora oggi gravano sui carburanti e riducendo l’Iva.

Secondo gli ultimi dati del Mise (Ministero dello Sviluppo Economico), il dettaglio delle accise è il seguente:

  • benzina: 728,40€ ogni 1000 litri;
  • gasolio: 617,40€ ogni 1000 litri;
  • GPL: 267,77€ ogni 1000 litri;
  • metano: 4,4€ ogni 1000 kg.

Un quadro che, nel solo 2017, ha generato un gettito per lo Stato di quasi 26 miliardi di euro, somma che negli ultimi dieci anni ha visto un incremento di 5,4 miliardi (e che comunque non include l’Iva).

Di seguito, nel dettaglio, tutte le 19 accise tuttora attive, con l’anno di introduzione, la causa che ha portato al loro inserimento e l’incremento di costo che comportano:

  • Finanziamento per la guerra d’Etiopia (1935) +0,000981 €/l
  • Finanziamento della crisi di Suez (1953) +0,00723 €/l
  • Ricostruzione post disastro del Vajont (1963) +0,00516
  • Ricostruzione post alluvione di Firenze (1966) +0,00516
  • Ricostruzione post terremoto del Belice (1968) +0,00516
  • Ricostruzione post terremoto del Friuli (1976) +0,00511
  • Ricostruzione post terremoto dell’Irpinia (1980) +0,0387
  • Finanziamento missione Onu in Libano (1982) +0,106
  • Finanziamento missione Onu in Bosnia (1996) +0,0114
  • Rinnovo contratto autoferrotramvieri (2004) +0,020
  • Acquisto autobus ecologici (2005) +0,005
  • Ricostruzione post terremoto dell’Aquila (2009) +0,0051
  • Finanziamento alla cultura (2011) + 0,0071
  • Finanziamento crisi migratoria libica (2011) +0,04
  • Ricostruzione post alluvione Toscana e Liguria (2011) +0,0089
  • Finanziamento decreto “Salva Italia” (2011) +0,082
  • Ricostruzione post terremoto in Emilia (2012) +0,024
  • Finanziamento del decreto “Fare” (2013) +0,005
  • Finanziamento del “Bonus Gestori” (2014) +0,0024

La tassazione sulla benzina raggiunge oggi il 60,6%: è chiaro che sia ormai tempo di metterci mano. Senza un intervento del Governo si registrerà una fiammata dei prezzi al dettaglio con conseguenze negative sul tasso di inflazione e sui consumi delle famiglie!

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