Premessa: il dibattito politico può dividere ed è lecito che ognuno abbia la propria opinione, ma i numeri restano numeri. E quando si parla del prezzo dei carburanti, a pagare il conto non sono i protagonisti delle polemiche, bensì milioni di automobilisti e famiglie italiane.
I fatti, ora: nelle ultime ore un senatore, tal Matteo Gelmetti, ha contestato le analisi diffuse dal Codacons sugli effetti del rialzo delle accise su benzina e gasolio. Una critica che, però, sembra confondere dati oggettivi e valutazioni politiche.
Le cifre che avevamo diffuso non erano infatti previsioni catastrofiche né scenari ipotetici. Si trattava semplicemente di un calcolo matematico sull’incidenza del rialzo delle accise sul prezzo di benzina e gasolio e sulla relativa spesa degli automobilisti per i rifornimenti. Niente di più, niente di meno.
È un meccanismo elementare, certificato dai dati ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), non certo un’invenzione del Codacons. Contestare questo principio significa mettere in discussione un’operazione aritmetica prima ancora che un’analisi economica.
Che brutta figura, per chi dovrebbe tutelare i cittadini per mestiere. Ma il punto, ora, non è alimentare uno scontro politico – cosa che, facendo altro di mestiere, mi interessa poco o niente – ma difendere il potere d’acquisto (assai compromesso) dei cittadini. A qualcuno magari non è chiaro che ogni aumento del prezzo dei carburanti pesa infatti non solo su chi utilizza quotidianamente l’automobile, ma anche sui costi di trasporto delle merci, con inevitabili ripercussioni sui prezzi di beni e servizi.
In una fase in cui le famiglie devono già fare i conti con un’inflazione elevata e con un costo della vita sempre più difficile da sostenere, minimizzare l’impatto degli aumenti dei carburanti significa ignorare le difficoltà concrete di milioni di consumatori.
Per questo abbiamo replicato al senatore che non sa far di conto con ironia, offrendo simbolicamente ripetizioni gratuite di matematica. Una battuta – ma neanche tanto – per sottolineare un principio semplice: la politica può discutere le scelte e fare quello che vuole delle nostre vite, d’accordo, ma non può riscrivere le regole dell’aritmetica.
Perché, alla fine, le opinioni possono essere diverse. I numeri, invece, restano indiscutibili..




