Carburante fuorilegge: ora vogliamo i nomi


Fuori i nomi dei distributori che hanno venduto carburante fuorilegge. Dopo il sequestro di oltre 26mila litri di prodotto non conforme a Roma e provincia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli deve dire chiaramente quali sono gli impianti coinvolti.

Chi ha fatto rifornimento in quei distributori ha il diritto di saperlo. Potrebbe aver messo nel serbatoio, senza saperlo, carburante alterato e potrebbe aver già pagato di tasca propria eventuali danni al motore.

I controlli straordinari della Guardia di Finanza e dell’ADM hanno interessato 68 impianti tra Roma e provincia. Le analisi sui campioni di gasolio hanno rilevato in alcuni casi un punto di infiammabilità inferiore ai limiti di legge, segnale di una possibile contaminazione o miscelazione con sostanze più volatili ed economiche, come solventi, idrocarburi leggeri riciclati o benzina.

Non parliamo di una semplice irregolarità. Il carburante alterato può danneggiare i motori, creare problemi di sicurezza e consentire guadagni illeciti a spese degli automobilisti e del fisco.

I controlli hanno riguardato anche i prezzi: su 34 verifiche specifiche, in nove casi sono emerse irregolarità nell’esposizione delle tariffe alla clientela.

Ma adesso serve soprattutto trasparenza sui distributori coinvolti nella vendita del carburante non conforme. È quanto chiediamo ad ADM: rendere pubblico l’elenco degli impianti, permettendo agli automobilisti di verificare dove hanno fatto rifornimento e se eventuali guasti possano essere collegati al prodotto acquistato.

Non basta sequestrare il carburante fuorilegge. Bisogna dire chi lo vendeva. Solo così chi ha subito un danno potrà ricostruire quanto accaduto e chiedere il risarcimento.

Noi siamo già pronti..

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