Ci (ri)siamo: la benzina ha superato i 2,1 euro al litro in modalità self in autostrada. Una soglia che in Italia era stata raggiunta soltanto in due occasioni, entrambe nel marzo del 2022, quando la crisi energetica aveva spinto i prezzi della verde fino a livelli eccezionali.
Oggi siamo di nuovo lì. E il problema è che la corsa dei prezzi non sembra affatto un fenomeno passeggero.
Dal 1° luglio, secondo i nostri calcoli, il prezzo medio della benzina self è aumentato del 12% sulla rete ordinaria e dell’11% sulle autostrade. In appena due mesi, quindi, gli automobilisti si sono trovati davanti a un’escalation pesantissima.
Quasi 11 euro in più per un pieno
Per capire davvero cosa significa questo aumento basta tradurre le percentuali in euro.
In autostrada un litro di benzina costa oggi 20,8 centesimi in più rispetto a due mesi fa: su un pieno da 50 litri significa spendere 10,4 euro in più.
Sulla rete ordinaria va persino peggio: l’aumento è di 21,6 centesimi al litro, che equivalgono a quasi 11 euro in più per fare il pieno.
Una stangata che riguarda direttamente circa 17 milioni di automobilisti italiani che utilizzano vetture alimentate a benzina.
Non esiste solo il diesel
E qui arriviamo al punto. Nelle ultime settimane l’attenzione del governo si è concentrata soprattutto sul gasolio, con la proroga fino al 5 settembre del taglio delle accise sul diesel. Ma davanti a questi numeri è evidente che l’emergenza carburanti non riguarda più soltanto il gasolio.
La benzina è tornata su livelli che ricordano i momenti peggiori del 2022 e chi possiede un’auto a benzina continua intanto a pagare il prezzo pieno dei rincari.
Gli sconti sul diesel, quindi, non bastano più. Il governo deve intervenire anche sulla verde con misure capaci di calmierare realmente i prezzi alla pompa. Lo farà? I soldi in cassa sono finiti, quindi propendo per il no (ma spero di sbagliare)
Se non lo farà, in ogni caso, ne pagherà le conseguene alle urne. Perché quando in appena due mesi il costo di un pieno aumenta di quasi 11 euro e la benzina torna sopra quota 2,1 euro, non siamo più davanti a una normale oscillazione dei listini. Siamo davanti a un’emergenza che riguarda milioni di famiglie.




