Nei giorni scorsi abbiamo realizzato una ricerca sui prezzi delle vacanze nell’agosto 2026 e, lo ammetto, a un certo punto ho pensato che qualcuno avesse sbagliato a mettere gli zeri. Invece era tutto vero.
Nella settimana centrale di agosto si possono spendere quasi 300mila euro per dormire a Firenze. Più precisamente 297.714 euro per un appartamento in pieno centro storico. Se invece preferite qualcosa di più spartano, in Salento con appena 238mila euro potete dormire in una tenda. Sì, avete letto bene: una tenda.
Io ero rimasto a quando la tenda era la soluzione per spendere meno.. Evidentemente il mondo è andato avanti senza avvisarmi! La cosa straordinaria è che non stiamo parlando di castelli, palazzi rinascimentali o isole private. Nel caso del Salento l’annuncio descrive una tenda con bagno, doccia, asciugacapelli e due letti. A questo punto mi aspetto che compreso nel prezzo ci siano almeno il sole, il mare e.. metà della Puglia.
A Roma, per una settimana a Trastevere, servono quasi 200mila euro. A Ponte di Legno si superano i 166mila euro. A Cortina si sfiorano i 120mila. A Capri bastano 98mila euro. “Bastano”, naturalmente, si fa per dire.
Leggendo questi numeri viene da ridere. Poi però, quasi subito, il sorriso passa. Perché il punto non è che esistano vacanze di lusso: quelle ci sono sempre state. Il punto è che oggi una parte sempre più ampia degli italiani rinuncia a partire, riduce i giorni di ferie o passa settimane a cercare l’offerta migliore per risparmiare qualche decina di euro, mentre una ristrettissima élite può spendere per sette notti di vacanza quanto una famiglia normale non riuscirà a guadagnare in anni di lavoro.
È questa la fotografia che emerge dalla nostra indagine. Da una parte chi fa i conti con bollette, mutui, carburanti e carrelli della spesa sempre più pesanti. Dall’altra chi può considerare quasi 300mila euro una cifra accettabile per una settimana di ferie. Due mondi che convivono nello stesso Paese ma che ormai sembrano appartenere a universi paralleli.
Eppure esiste anche un’altra Italia. Nelle stesse date una settimana per due persone a Segrate costa 149 euro. A Catania poco più di 200 euro. In Umbria e in Campania si trovano sistemazioni attorno ai 220 euro. Insomma, nello stesso Ferragosto convivono la tenda da 238mila euro e l’appartamento da 149 euro. Una differenza che non racconta soltanto il turismo, ma descrive perfettamente le distanze economiche e sociali che caratterizzano il nostro tempo.
Lo stesso discorso vale per gli aerei. Per raggiungere alcune mete dell’Oceania, partendo da Roma, un biglietto di andata e ritorno in classe economy può arrivare a costare oltre 21mila euro. Economy. Quando ero ragazzo con una cifra del genere molte famiglie compravano una casa o mettevano in piedi un’attività. Oggi ci compri un posto vicino al finestrino e, se sei fortunato, anche una copertina per il viaggio.
Ci raccontano che il turismo va a gonfie vele, che il lusso cresce e che il mercato premia chi può spendere. Sarà. Io continuo a pensare che quando una tenda arriva a costare 238mila euro il problema non sia più il turismo. Il problema è che ci stiamo abituando a considerare normali disuguaglianze che normali non sono. E forse questa, più dei prezzi folli di Firenze o del Salento, è la cosa più inquitante di tutte – mentre l’afa si avvicina e tutti stiamo lì a organizzare quel poco, o tanto, di riposo che ci è dato.




