Le tariffe Rc auto – ovvero l’assicurazione per la macchina – continuano a salire. Non è un’impressione, non è una sensazione: sono dati.
Nel terzo trimestre del 2025 i prezzi delle polizze sono aumentati del 5% su base annua in termini nominali e del 3,4% al netto dell’inflazione, cioè un’enormità: sono arrivati così a una media di 437 euro a polizza.
E già qui ci sarebbe da fermarsi un attimo a riflettere.
Ma il quadro diventa ancora più pesante se invece si guarda indietro. Dal 2022 a oggi l’aumento complessivo delle tariffe Rc auto raggiunge quota +23,8%. In tre anni. Senza pause. Senza inversioni di tendenza. Per ogni automobilista significa 84 euro in più solo per poter continuare a guidare.
Nel gennaio 2022 una polizza costava in media 353 euro. Oggi siamo a 437. E gli stipendi, nel frattempo, non sono certo aumentati..! Non si tratta di un picco occasionale, non di una fiammata legata a un evento straordinario: è una crescita costante, certificata trimestre dopo trimestre. Una di quelle dinamiche che diventano normali solo perché nessuno le contrasta.
A fotografare questa realtà è la stessa IVASS, che conferma numeri e tendenze. Numeri che parlano chiaro e che smentiscono qualunque tentativo di minimizzazione.
Facciamo allora due conti, di quelli che pesano davvero.
In Italia circolano 33,5 milioni di auto assicurate. Moltiplicando l’aumento medio registrato dal 2022 a oggi, si arriva a una cifra impressionante: oltre 2,8 miliardi di euro in più sborsati complessivamente dagli automobilisti italiani in appena tre anni.
Una montagna di soldi uscita dalle tasche dei cittadini. Soldi sottratti ai bilanci familiari in un periodo già segnato da inflazione, caro energia, mutui più costosi e aumento generalizzato delle spese quotidiane.
E tutto questo avviene mentre accade un fatto che dovrebbe, almeno in teoria, produrre l’effetto opposto: gli incidenti stradali diminuiscono.
Meno sinistri, veicoli più sicuri, sistemi di assistenza alla guida sempre più diffusi. Il rischio cala, ma i premi aumentano. Un paradosso tutto italiano che nessuno sembra voler affrontare fino in fondo.
Il punto quindi non è economico, ma politico. Da anni assistiamo a una crescita continua delle tariffe assicurative senza che chi governa senta il dovere di intervenire. Nessuna misura, nessun freno, neanche una raccomandazione, una tiratina d’orecchie, niente di niente: nessuna tutela reale per milioni di automobilisti che non hanno alternative: l’Rc auto è obbligatoria, non un optional.
Alla fine il meccanismo è sempre lo stesso. I costi salgono, le spiegazioni restano vaghe, i controlli insufficienti.
Ma tanto paghiamo noi. Sempre noi. Che importa, allora, trovare una spiegazione sensata per questo ennesimo prelievo forzoso?




