L’esperienza di Amadeus su Warner Bros Discovery si è chiusa con una risoluzione consensuale del contratto. Un epilogo che, a nostro avviso, era nell’aria. I programmi affidati al conduttore non hanno convinto il pubblico e gli ascolti sono rimasti ben al di sotto delle aspettative.
Proprio per questo mi sorprende che, a poche ore dall’ufficializzazione dell’addio, si parli già di un possibile ritorno in Rai.
Insieme all’Associazione Utenti dei Servizi Radiotelevisivi (Assourt), riteniamo che il servizio pubblico non debba riaprire le porte ad Amadeus. La Rai non è una porta girevole: chi decide di lasciare l’azienda per intraprendere un nuovo percorso professionale non dovrebbe poter tornare semplicemente perché quell’esperienza non ha dato i risultati sperati.
Non è una questione personale, ma di coerenza. L’uscita di Amadeus dalla Rai era stata accompagnata da polemiche e aveva segnato una rottura netta con il servizio pubblico. Oggi, dopo i flop registrati sulla nuova rete, ipotizzare un ritorno rischia di trasmettere un messaggio sbagliato.
Per questo chiediamo alla Rai di guardare avanti e di investire su nuovi volti e nuovi progetti, senza trasformare il servizio pubblico in un approdo automatico per chi non ha trovato fortuna altrove..




