ALLA RICERCA DEI FARMACI PERDUTI!


Cari amici,

c’è una questione che mi sta particolarmente a cuore e della quale non si parla mai troppo: la scomparsa misteriosa di alcuni medicinali dal mercato farmaceutico. Detta così, sembra il titolo di un romanzo giallo, invece, è una realtà che può trasformarsi facilmente in tragedia.
Pillole che servono a curare il Parkinson, malattie respiratorie gravi, epilessia o diverse tipologie tumorali non si trovano più da nessuna parte. I malati che ne hanno bisogno sono così condannati o ad andare a caccia della pillola perduta, sballottati di farmacia in farmacia, oppure a ricorrere – come avviene il più delle volte – a terapie sostitutive. Secondo una lista redatta dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) almeno due milioni di italiani cercano invano 1.200 medicinpilloleali ormai introvabili. Ma perché, che fine avranno mai potuto fare? La risposta è più complicata del previsto.
Può succedere che alcune medicine non si trovano per problemi di produzione, magari perché sono state calcolate male le forniture per il nostro Paese, o per un banale rallentamento del sito.
Altre difficoltà poi colpiscono solo alcune zone della penisola, spesso trascurate a causa dell’esportazione parallela, che riguarda ciclicamente un centinaio di rimedi. In base alla legge sulla libera circolazione delle merci in Europa, infatti, distributori, grossisti e piccole farmacie possono rivendere in Paesi che li pagano meglio farmaci destinati all’Italia.
Ma il caso più grave penso sia la vergognosa politica aziendale di alcune case farmaceutiche che hanno eliminato dal mercato vecchi medicinali per il prezzo troppo basso (e quindi scarsamente remunerativo), nonostante fossero efficacissimi. Cosa non si farebbe per il guadagno, anche mettere a rischi la vita di qualche malato!
Ad ogni modo il caso dei prodotti introvabili rappresenta un paradosso per un Paese dove il consumismo farmaceutico vende e sponsorizza migliaia di medicine. Per questo mi rivolgo sopratutto al Ministero della Salute, affinché possa intervenire sulla questione. Non stiamo parlando della scomparsa delle caramelle Rossana, ma di farmaci indispensabili per la salute di molte persone. Non mi pare azzardato dire che si tratta di una questione di vita o di morte!

A presto,
CR

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