Accordi segreti sulle patatine: ma stavolta la sanzione non convince

patatine

L’Antitrust ha sanzionato Amica Chips, Pata e Preziosi Food per una intesa anticoncorrenziale nel mercato italiano degli snack salati prodotti per conto della grande distribuzione.

Secondo quanto accertato dall’Autorità, le società avrebbero realizzato un accordo restrittivo della concorrenza in un settore che riguarda milioni di consumatori italiani: “un’intesa segreta unica, complessa e continuata per ripartirsi la fornitura di snack salati prodotti per conto della GDO, attraverso il coordinamento delle rispettive politiche commerciali“. Le sanzioni complessive ammontano a circa 23 milioni di euro.

Fin qui i fatti.

Poi però arriva la parte che lascia più di una perplessità: l’Antitrust ha riconosciuto alle aziende una riduzione delle multe applicando la procedura di transazione prevista dalla normativa vigente.

Ed è qui che, sinceramente, faccio fatica a essere d’accordo.

Perché quando viene alterata la concorrenza, il problema non resta confinato sul piano dei rapporti tra le aziende. Le conseguenze arrivano dritte dritte ai consumatori. Arrivano nei supermercati, nei negozi di alimentari, e quindi inevitabilmente nelle tasche delle famiglie.

Per questo continuo a pensare che, in casi del genere, sia il caso di applicare maggiore severità. Non per fare propaganda o per cercare effetti mediatici, ma perché il mercato funziona solo se le regole valgono per tutti e se chi le viola sa di andare incontro a conseguenze davvero pesanti. Altrimenti il rischio è che certe sanzioni vengano percepite come un costo calcolato, gestibile, tutto sommato affrontabile. E questo sarebbe un messaggio sbagliato.

La tutela dei consumatori passa anche da qui: da provvedimenti chiari, forti e capaci di scoraggiare davvero comportamenti idonei a falsare il mercato. Stavolta, invece, si è scelta una strada diversa: fatemelo dire, che peccato.

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