Ce lo avevate chiesto in tanti, e lo abbiamo fatto: abbiamo depositato un esposto in 104 Procure della Repubblica, in tutta Italia, e adesso la palla passa alla magistratura.
In molti, nei giorni scorsi, ci hanno infatti scritto chiedendo perché non fossimo intervenuti subito – dopo dieci minuti o giù di lì dallo scoppio della crisi internazionale. Si poteva fare? Macché. Ovviamente abbiamo cominciato a lavorarci subito ma un esposto serio non si improvvisa, si raccolgono segnalazioni, si guardano i prezzi, si verificano i dati, e solo dopo si agisce. Noi non facciamo annunci tanto per fare, interveniamo quando abbiamo elementi concreti.
Perché ogni volta si ripete lo stesso copione: scoppia una crisi qualsiasi, aumentano le tensioni sui mercati, e immediatamente partono i rincari. Carburanti, energia, alimentari, tutto sale insieme, quasi automaticamente. In mezzo a questa ondata di sovrapprezzi, si trova di tutto: ma questo non significa che sia tutto giustificato, anzi.
La domanda è sempre la stessa: siamo davanti ad aumenti reali oppure qualcuno sta approfittando della situazione?
Prendiamo i carburanti. In Italia si consumano oltre 64 milioni di litri al giorno, e basta un aumento minimo, pochi centesimi, per trasformarlo in un trasferimento enorme di denaro a danno dei cittadini. E tutto questo avviene con una rapidità impressionante. Ma spesso, i carburanti venduti sono stati acquistati mesi fa..
Poi parte il solito effetto a catena: aumentano i carburanti e salgono i trasporti, salgono le materie prime, salgono i fertilizzanti, aumentano i prezzi degli alimenti. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: qualsiasi cosa comincia a costare di più. Coincidenze? Figuriamoci.
Nel frattempo arrivano segnalazioni anche dal settore industriale, con aumenti fino al 30% sulle plastiche e rincari consistenti su rame, ferro, alluminio, materiali per l’edilizia e legno. Tutto viene spiegato con le tensioni internazionali. Tutto. Ma la verità è che bisogna capire quanto questi fattori incidano davvero sui costi.
È esattamente questo che chiediamo di verificare: con la nostra denuncia abbiamo chiesto di accertare come si formano i prezzi lungo tutta la filiera, dall’energia ai carburanti, fino all’agroalimentare e ai materiali industriali, per capire se gli aumenti siano proporzionati oppure se qualcuno stia semplicemente gonfiando i listini.
Noi una cosa la diciamo chiaramente: gli italiani non sono proprio fessi. E se qualcuno ha pensato di usare la crisi come alibi per fare cassa, questa volta potrebbe aver fatto male i conti..




