VIVA LA COGNATA, ABBASSO IL DEGRADO IDROGEOLOGICO

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Se non fosse stato per mia cognata, cui è crollata in testa mezza montagna ad Albori in Costiera amalfitana, mai mi sarei accorto dello stato di distruzione idrogeologica di questo gioiello della natura e patrimonio dell’umanità.

Ho vissuto infatti 30 anni a Salerno ai tempi in cui scorrazzavamo in Vespa su quella identica strettissima stradina della costiera diretti a fare il bagno a Praiano o Erchie o alla discoteca dell’Africana, e mai ci era caduto un masso in testa. Almeno fino alla alluvione degli anni ’50, dopo la quale però sembrava tutto tornato nella norma.

Caduto questo masso enorme sulla casa di mia cognata ho cominciato a osservare da vicino il livello di distruzione dell’area che minaccia di venire giù come il burro facendo centinaia di vittime al primo terremoto o alla prima pioggia più lunga del solito. Ecco come sta messa oggi questa splendida costiera: in tale area il rischio frane varia dal 77% all’88%; secondo l’Ordine dei geologi si passa da un indice di pericolosità frane pari all’88% nel comune di Amalfi al 77% di Minori ed ancora dall’88% di Maiori all’82% di Atrani. A Ravello ed a Tramonti il rischio di pericolosità frane è dell’84%.

In questa situazione giorni fa ho deciso come Codacons, associazione ambientalista nazionale che da tempo si batte in tutto il paese contro il dissesto idrogeologico – arrivando addirittura in passato a presentare una class action per obbligare l’amministrazione a mettere in sicurezza le zone a rischio – di andare a fare visita al sindaco di Vietri sul Mare, porta della Costiera e competente per l’area almeno iniziale della costa.

Lui dopo aver convenuto con l’associazione sulla disastrata situazione, ha solo detto che nulla potrà modificarla, a causa della mancanza di fondi. Un sindaco bravo, attivo, furbo e intelligente – che il Codacons aveva denunciato anni prima per gli scarichi a mare, denuncia poi finita bene per lui ma non per il mare – davvero disponibile a fare tutto il possibile per modificare una situazione disastrosa esistente e peggio ancora incombente su uno dei gioielli più preziosi del Paese.

Ora Codacons e sindaco di Vietri, insieme, attiveremo tutti gli strumenti legali per costringere lo Stato a intervenire anche se dovesse rinunciare all’acquisto di un solo caccia F35, e la Regione a dedicare risorse – che ha in abbondanza – a questo angolo di paradiso.

Quel che non è accettabile è sentire dire da un volenteroso amministratore locale “non ci possiamo fare niente… mancano le risorse”. Ma voglio fare un appello a tutti i sindaci della Costiera amalfitana, e anche agli imprenditori turistici che lavorano i preziosi prodotti del territorio, ceramisti, pasticceri, barcaioli e semplici cittadini: uniamoci tutti e lottiamo insieme, il nostro paese e la vostra terra non meritano di finire distrutti in questo modo. E a lei dico: grazie cognata!

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