Vittime della stradaPosted by On

Cari amici,

un intero cortile pieno di scarpe, da donna, da uomo, da bambino, ed ogni paio rappresenta una vittima della strada. Con questa immagine, forte ed agghiacciante, è stato presentato il nuovo rapporto Istat-Aci sugli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2014. Il quadro che emerge non è certo confortante, anzi conferma un dato preoccupante: ogni giorno, sulle nostre strade, muoiono 9 persone.

Rispetto al 2013, il numero di morti causato da incidenti stradali è sceso, infatti, soltanto dello 0,6%. Un trend che si era già invertito nei primi 6 mesi del 2015, in cui sono morte venti persone in più che durante lo stesso periodo dello scorso anno.

Migliorano, invece, il numero degli incidenti (-2,5%) e dei feriti (-2,7%).

Ciò non toglie che “in base ai costi generali medi per incidente stradale calcolati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, dice l’Istat, “si può stimare un costo totale per gli incidenti stradali con lesioni a persone pari a quasi 18 miliardi di euro, circa 4 miliardi in meno rispetto al 2010”.

Il rapporto Istat-Aci smentisce, poi, il luogo comune che la maggior parte degli incidenti stradali si verifichi sulle autostrade. In realtà, le strade più pericolose sono quelle extraurbane con il più alto tasso di mortalità: 4,63 decessi ogni 100 incidenti.

In città, invece, per via dello stress e delle code interminabili, avvengono i tre quarti del totale degli incidenti, anche se con conseguenze meno gravi.

La provincia dove si sono verificati più morti è quella di Roma che con le sue 245 vittime è molto vicina, pensate, al numero di morti di tutta la Toscana! Nella maggior parte dei casi le vittime sono giovani, anzi giovanissimi: hanno tra i 20 e i 24 anni e muoiono il venerdì sera, in preda al divertimento e alla distrazione che spesso si rivela fatale.

A rischiare di più sulle nostre strade sono i pedoni: nelle grandi città una vittima su tre era a piedi, mentre in totale nel 2014 sono state investite e uccise 578 persone +4,9% rispetto al 2013. Una vera carneficina! E, nella maggior parte dei casi, si è trattato di incidenti frontali, dovuti, quindi, alla mancata osservanza delle regole basilari del codice della strada: del semaforo rosso, dello scarso rispetto della precedenza o dello stop.

Noi del Codacons abbiamo più volte denunciato la pericolosità delle “cattive abitudini” in auto, anche realizzando una apposita campagna di socializzazione in collaborazione con Autostrade per l’Italia visibile sul canale Youtube dell’Associazione. Per questo invito tutti voi che mi leggete ad usare il buon senso e, come dicono in modo provocatorio i nostri spot, a “darvi una regolata” quando guidate!

A presto,

Carlo

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Trasporti

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