TRUFFE ONLINE, PRESTATECI OCCHIO!

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Cari amici,

il mondo dei social è una realtà inarrestabile, dalle indiscutibili potenzialità, ma anche irto di insidie. Per questo voglio mettervi in guardia su alcuni pericoli che, se riconosciuti, possono essere facilmente scansati.
Partiamo dalla più recente: su Facebook circola da un po’ di tempo un messaggio del tipo: “Sei tu in questo video? Vergognati”. Un messaggio che incuriosisce chi lo legge, tanto più perché inviato apparentemente da un amico.
Non cliccate sul link! Se lo fate, invierete involontariamente a tutti i vostri contatti lo stesso messaggio. E rimuovetelo immediatamente dalla vostra bacheca, avverndo il contatto (mittente ignaro del messaggio) che il suo account è compromesso.
Vi consiglio anche di modificare le impostazioni – qualora non lo abbiate già fatto – del controllo tag. Impostate su sì la voce ‘Vuoi controllare i post in cui ti taggano gli amici prima che vengano visualizzati sul tuo diario?’ e su ‘vuoi controllare i tag aggiunti dalle persone ai tuoi post prima che siano visibili su Facebook?’.
Passiamo ora alle truffe su Whatsapp. Qui la questione si fa un po’ più problematica: circolano falsi messaggi di aggiornamento, un clone di whatsapp, dove si chiede di rinnovare il servizio di messaggistica istantanea per non vederlo disattivato, quando, invece, è un espediente per rubare dati e soldi altrui. Niente di più finto: WhatsApp è totalmente gratuito e gli aggiornamenti partono in automatico!
Anche qui: niente ‘clic’ e cancellazione immediata del messaggio. Se poi per sbaglio si è pigiato qualcosa, contattare il gestore telefonico per sapere se sono stati attivati servizi a pagamento non richiesti e, in caso, per chiederne la disattivazione immediata.
Sempre su Whatsapp girano messaggi sulle nuove emoticon, con tanto di link al seguito. Vale la medesima regola: eliminate tutto, anche perché se volete le simpatiche faccine, basta seguire le pagine web della chat autentica, andando alla voce “faq”.
Tra gli inganni più frequenti non potevano certo mancare mail e sms. Ultimamente c’è una richiesta di pagamento di una bolletta telefonica (circa 250 euro) inviata da una società storica e, pertanto, considerata attendibile. Non cliccate sul rettangolino rosso, dove compare la dicitura: “area clienti business”.
In questo, come in altri casi, ogni qualvolta ricevete richieste di pagamento via mail da parte di uffici tradizionali, contattateli prima di fare qualsiasi cosa, o rivolgetevi alla Polizia Postale, chiedendo spiegazioni.
Purtroppo stare online ha il suo prezzo: la sicurezza, che non è purtroppo assoluta. Lo abbiamo visto con Yahoo: nel 2014 più di 500 milioni di account sono stati violati. L’unica sospiro di sollievo è stato scoprire che almeno non siano usciti allo scoperto dati bancari. Lo stesso però non si è potuto dire per nomi, indirizzi mail, numeri di telefono, date di compleanno, password e domande di sicurezza, tutte informazioni private comunque compromesse.
Occhio alle truffe, quindi. Basta un po’ più di attenzione per evitare di essere irrimediabilmente imbrogliati.

A presto,
CR

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